Non abbiamo mai avuto la pretesa di conoscere tutta la musica d'autore pubblicata, ma dobbiamo ammettere che fino a poco tempo fa ignoravamo l'esistenza di Ernesto Bassignano: un errore cui fortunatamente abbiamo messo riparo.
Capita a volte che questo mestiere, fatto anche di ascolti veloci per decidere cosa recensire e cosa no, ti porti a fermarti a sentire meglio, a stupirti per una bella voce ben impostata, l'ottima dizione, gli strumenti che sanno accompagnare ed esaltare, non coprire. E, una volta terminato il primo giro, ritrovarti ad ascoltare ancora, prima di decidere cosa scrivere. Se dovessimo condensare in poche parole le impressioni d'ascolto ricevute da "Il mestiere di vivere" (Helikonia Indi Label), nono album in studio di un cantautore (nel senso più nobile o classico del termine), che alterna all'attività musicale quella radiofonica (e qui si spiega la perfetta impostazione della voce, praticamente teatrale).
Se il tempo sta cambiando, se il vento sta crescendo, se il mondo sta cadendo su di noi / e c'è chi sta gridando, e c'è chi sta dicendo, che è già finito il tempo degli eroi / riprendi a camminare, e smetti di volare, annusa la tua terra e resta giù / calpesta la tua roccia, coltiva grano e vino, la tua ragione non tradirla più
In totale nove brani, uniti da una stessa volontà di percorso, "fatto di sguardi rivolti al passato, ma con un’analisi lucida e spietata del presente e del futuro". Termina qui la nostra lettura delle note che accompagnano il disco, semplicemente per non farci troppo condizionare. La musica, quando è fatta bene, non ha bisogno di tante presentazioni, è come un "taglio" di Lucio Fontana: non c'è bisogno di molto altro per poterla apprezzare, basta trovare lo stesso equilibrio nella sintonia delle sensazioni. Dopo, ci sarà sempre il tempo per curiosare ed approfondire, ad esempio, il legame (ovviamente voluto) tra questo disco e l'omonima opera di Cesare Pavese.
Ovviamente, quando nella vita si ha raggiunta (forse, non è una scortesia ma veramente non lo sappiamo) una certa maturità, è quasi obbligatorio guardare davanti, ma rimanendo proiettati all'indietro, con quella melanconia - che traspare molto nei brani - di chi si rende conto che la società è molto cambiata, noi siamo cambiati e forse non siamo andati nella giusta direzione, o almeno verso quella che si riteneva tale in gioventù.
Le tematiche affrontate sono comuni (non con questo sono banali) ad altri Artisti, casualmente gli stessi che da molti anni fotografano la realtà che ci circonda e della quale sono (non solo loro) propriamente soddisfatti. Ma è probabile che a questo serva la musica, a consegnare a noi tutti spunti di riflessione, per poi - se possibile o se interessa - provare ad applicare dei correttivi, anche solo al nostro di comportamento, molto più complesso ed impegnativo che puntare il dito contro "l'altro", perché poi questo fantomatico "altro" debba essere sempre il responsabile di tutti i nostri guai ancora dobbiamo capirlo.
Un ultimo suggerimento, prima di invitarvi ovviamente all'ascolto o alla scoperta di questo "ragazzo con la chitarra" (anche questa definizione è arrivata in nota), evitate di sentire il disco nella macchina, a meno che non possiate essere maggiormente concentrati sulla musica e non dedicarvi, come sarebbe preferibile, alla guida. Perché è facile farsi prendere dalle proprie sensazioni e dai ricordi, sommando e ricordando alle melodie e parole di Bassignano le vostre esperienze personali, un mix con tutto quello che riusciranno a suscitare. Se proprio siete costretti a sentire "Il mestiere di vivere" in macchina, mettetevi di lato, dove non date molto fastidio e rallentate. Avrete maggiori possibilità di poter inseguire i vostri pensieri e, per una volta, di farlo senza dovervi preoccupare degli autovelox.
IL MESTIERE DI VIVERE
1. Amiamoci di più
2. Commesso Viaggiatore
3. Gli occhi di mio figlio
4. Il mestiere di vivere
5. Il giullare verticale
6. La vita l'è quela che l'è
7. Quella notte che
8. Gli Artisti
9. Un paese vuol dire
Testi: Ernesto Bassignano
Musica: Ernesto Bassignano, Stefano Ciuffi, e Edoardo Petretti (1, 2, 3, 4, 6, 8, 9); Stefano Ciuffi e Edoardo Petretti (5); Ernesto Bassignano (7)
Produzione artistica: Stefano Ciuffi e Edoardo Petretti - Delta House Sound Factory
Arrangiamenti: Stefano Ciuffi e Edoardo Petretti - Delta House Sound Factory
Edizioni: Helikonia - INDI edizioni e produzioni musicali
Registrazione e mix: Gianluca Siscaro @ Village Recording Studio
Mastering: Federico Pelle @ The Basement Studio
Special Guest: David Riondino, voce recitante in "Il giullare verticale"
Durata: 32.54








