Abbiamo preso in prestito il titolo di una famosa canzone della PFM, ma, allo stesso tempo, una delle più celebri battute di "Frankeinstein Junior", per trasmettere esattamente quell'alchimia e follia che - volendo - si riescono a creare.
La "ricetta" è apparentemente semplice: basta unire assieme la passione, la bravura e l'intelligenza (ma anche un pizzico di follia) degli artisti italiani con un genere, purtroppo, spesso maltrattato nel nostro paese, il musical. E questa commistione, evidentemente non così impossibile, ha prodotto un lavoro rispettoso di 44 anni di successi su ogni supporto (su disco, al cinema, in teatro): "Jesus Christ Superstar Live", in forma concertistica, quindi completamente cantata e suonata dal vivo, ispirata alla versione non del primo film, ma alla "Broadway 2000".
Sul palco i Reversal Symmetry, con tanta voglia di sperimentare, osare ma, allo stesso tempo, rispettare partiture musicali e atmosfere che oramai appartengono all'umanità e che troppo spesso operazioni dal dubbio sapore commerciale hanno svilito e reso maggiormente adatte alla tv con, ovviamente, annesse inopportune pause pubblicitarie.
Con buona pace di quei sapienti - evidentemente poco avvezzi alla frequentazione del West End - che relegano il musical a sottogenere teatrale, il lavoro che Steve Sangermano & Soci sono riusciti a realizzare è soddisfacente sotto ogni punto di vista, con cantanti di buon livello, costantemente in parte e senza eccessivi timori riverenziali (gli ultimi unitisi al gruppo) nel misurarsi con il capolavoro di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice. Convincente il lavoro svolto dai quattro musicisti che sono riusciti a impadronirsi della partitura e costruire, con le mille difficoltà dell'adattamento, un suono convincente e coinvolgente che ha pienamente sostenuto le voci - soliste e non - in tutta la costruzione dell'opera rock.
Raccontare la storia e le fortune di "Jesus Christ Superstar" ci sembra abbastanza superfluo, secondo lavoro di Webber (dopo l'esordio di "Joseph and the Amazing Technicolor Dreamcoat", 1968), uscì nel 1970 come doppio disco con Ian Gillan (cantante dei Deep Purple, ndr) nel ruolo di Gesù, andò poi in forma di musical a Broadway nel 1971, per debuttare nel West End (al Palace Theatre) il 9 agosto del 1972. Nel 1973 Norman Jewison ne realizza il film con Ted Neeley, Ivonne Elliman e Carl Anderson che, quasi ogni anno, le televisioni ripropongono nel periodo pasquale. Un successo planetario, con migliaia di repliche a teatro e migliaia di copie di dischi venduti, che apre le porte del successo in forma definitiva all'allora emergente compositore inglese.
Quanto proposto da Jesus Christ Superstar Live si rifà, invece, a "Broadway Revival 2000", film "autorizzato" dallo stesso Webber e diretto da Gale Edwards, con arrangiamenti più moderni e maggiormente sinfonici, traghettati dal più ruvido suono anni '70 dell'opera originale e per questo ancora più difficili da rendere con pochi elementi sul palco. Quello che ne è venuto fuori è un bell'omaggio allo spirito originale dell'opera con un unico appunto: una volta terminato, dopo il lunghissimo e meritato applauso tributato dal pubblico, i Reversal Symmetry non hanno concesso il bis invocato da tutti i presenti! "Fosse stato per noi, avremmo ricominciato da capo", ci ha dichiarato dopo il concerto Steve Sangermano; con ogni probabilità tutto il pubblico si sarebbe accomodato nuovamente e avrebbe apprezzato, è il nostro pensiero.
Reversal Symmetry
Jesus Christ Superstar Live
voci
Steve Sangermano (Giuda)
Riccardo Fortuna (Gesù)
Alessandra Rugger (Maria Maddalena
Moreno Sangermano (Pilato e Simone)
Diego Morè (Caifa)
Guido Gori Giorgi (Hannah)
Daniele Chirico (Pietro, Erode e cori)
Federica D’Andrea e Giacomo Nicolosi (cori)
band
Fabio Vitale (chitarra)
Davide Annecchiarico (tastiere)
Graziano Sessa (basso)
Davide Miccinilli (batteria)







