Rizzoli BUR prosegue il suo progetto editoriale dedicato allo scrittore britannico con un nuovo capitolo: dopo 1984, pubblicato nell'ottobre 2025 con le tavole di Iena Cruz (Federico Massa), la collana BUR Deluxe presenta ora La fattoria degli animali, con le opere originali dello street artist milanese Omer (Federico Unia), esponente della storica crew TDK – The Damage Kidz.
La fattoria degli animali (1945) è una delle favole satiriche più note del Novecento. Stanchi degli abusi del fattore Jones, gli animali della Fattoria Padronale insorgono e instaurano un governo fondato sull'uguaglianza fra tutti i suoi membri. Ma la rivoluzione viene presto tradita: i maiali, guidati da Napoleone, si impongono come nuova classe dirigente e finiscono per ricreare, sotto altre forme, lo stesso sistema oppressivo da cui gli animali si erano liberati, fino al celebre comandamento finale secondo cui "tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri". Dietro l'apologo, Orwell racconta la parabola di ogni rivoluzione che si corrompe e di ogni potere che manipola linguaggio e memoria collettiva per perpetuarsi: un romanzo breve quanto spietato, la cui attualità non ha mai smesso di interrogare i lettori.
Per questa edizione, Omer ha realizzato una serie di tavole dipinte interamente a mano, senza alcun ricorso a tecniche digitali, su tavoletta telata di cartone vegetale, ad acrilico e tecnica mista: ogni immagine stampata nel volume è quindi un pezzo unico e originale. Lo stile dell'artista fonde un rigore iperrealistico di ispirazione seicentesca, evidente nella resa quasi fiamminga o caravaggesca dell'anatomia delle figure antropomorfe, con elementi di paste-up, graffiti writing e arti neo-pop. Sullo sfondo delle tavole, manifesti strappati e stratificazioni urbane suggeriscono che la storia degli animali della fattoria non sia confinata a un'epoca, ma viva ancora oggi nei contesti metropolitani.
Nella prefazione al volume, Christian Gangitano descrive così il lavoro di Omer: "le sue immagini non illustrano semplicemente la storia, ma agiscono come iper-testi che aggiungono nuovi significati al romanzo, rendendolo, più che una distopia sul futuro, uno specchio della nostra attualità. L'artista sceglie infatti di non collocare i maiali e gli altri animali in un'unica epoca storica, facendoli oscillare fra costumi teatrali senza tempo e abiti contemporanei: un cortocircuito visivo che spinge il lettore a interrogarsi sul confine fra finzione e realtà".








