Il concept (ci conforta molto sapere che c'è ancora chi ha voglia di farne!) chiude la cosidetta trilogia dedicata all’esistenza umana, raccontando 12 storie individuali dove il particolare diventa universale, 12 fotografie di avvenimenti di donne e uomini di oggi che rappresentano tutti noi e di personaggi vissuti in momenti precisi della storia dell’umanità, con attenzione ai temi di attualità. Da notare che anche questo lavoro presenta una rivisitazione dell'iconico salvadanaio del 1972. Etichetta The Saifam Group.
L’idea di scrivere una trilogia dedicata all’esistenza umana nasce nel 2015, un anno molto duro per il Banco, con la scomparsa di Francesco Di Giacomo e Rodolfo Maltese, e l’emorragia cerebrale che colpisce Vittorio Nocenzi. Ma la storia del gruppo è destinata a rinnovarsi e a ripartire, con la voglia di progettare qualcosa di mai fatto prima: un racconto molto più ampio del solito, tre lavori collegati uno all’altro in modo da formare un quadro unico. E così il Banco, dopo aver raccontato il cammino delle nostre vite con il viaggio sui binari della “Transiberiana” (2019), e aver celebrato il sentimento più potente fra tutti quelli che hanno sempre provato gli uomini, l’amore, con “Orlando: le forme dell’amore” (2022), presenta ora la parte principale e imprescindibile di questo racconto sull’esistenza umana.
“Storie invisibili” chiude idealmente il cerchio, con racconti di avvenimenti di persone dei nostri giorni che si alternano ad altri che riguardano personaggi vissuti in momenti precisi della storia universale. Come in “L’ultimo moro dell’Alhambra” (la storia di un uomo mussulmano che non capisce perché viene cacciato dalla sua terra natale in Spagna, un’antica storia che purtroppo ha molti punti in comune con quello che in questi nostri tempi sta accadendo in Palestina), o in “Sarà Ottobre” (il racconto di due ragazzi che avevano creduto agli ideali della rivoluzione bolscevica e che si aspettavano la realizzazione di una maggiore giustizia sociale, e che invece si scontrarono con un nuovo potere, anch’esso gestito da una oligarchia violenta e spietata). Nell’album si fa spesso riferimento a fatti della contemporaneità, come accade con “Studenti”, dove i protagonisti sono i ragazzi che oggi stanno tornando ad occupare le Università in tutta Europa, esprimendo disagio e sfiducia sempre crescenti. O con il brano “La casa blu” che racconta di un ucraino sotto i bombardamenti di una guerra fratricida e sanguinaria come non ci saremmo mai aspettati di rivedere. Oppure con “Il Mietitore”, che vuole celebrare l’importanza del lavoro degli agricoltori, di quel “popolo dei trattori” costretti ancora oggi a difendere il proprio lavoro.
Racconta Vittorio Nocenzi: “Oggi siamo soffocati da una comunicazione costantemente tragica e drammatica. Sembra non esserci più spazio per esperienze spirituali, tutto è trasferito sul piano dell’interesse e del calcolo economico, dimenticando però che la parte più importante di noi è quella chiamata ‘anima’, cioè l’insieme dei nostri desideri, dei nostri sogni e speranze!!! Io sento che la gente chiede di nuovo idee, sentimenti, prospettive a misura d’uomo … Viviamo in un mondo sempre più complicato, dove però dobbiamo trovare un posto anche per la parte più importante della nostra vita, i nostri ideali ... La poesia e la musica possono (preferirei dire devono) anche condannare quello che non si condivide! Sicuramente questo non cambierà la realtà delle cose, ma può far circolare un’idea diversa da quelle programmate e diffuse dal sistema globale … E non credo che questo sia inutile, anzi io credo il contrario, perché è arrivato il momento di risvegliare le nostre coscienze, di ridare fiato a valori diversi dal materialismo consumista e miope che ci sta avvelenando l’esistenza. E io posso, con il mio lavoro, dare un contributo per spingere gli altri ad usare maggiore lucidità, o magari convincerli a vedere le dinamiche del nostro tempo ‘fuori dal coro’, perché ho sempre creduto nella necessità di punti di osservazione diversi fra loro, per cercare di avvicinarci alla verità delle cose ...”.
“Storie invisibili” è stato ideato dal leader e fondatore del Banco Vittorio Nocenzi, che firma musiche e testi, insieme a Michelangelo Nocenzi e Paolo Logli (autori anche nei due precedenti album). Con una naturalezza dettata da quella che Goethe definiva “affinità elettiva”, gli autori si sono ritrovati a scrivere e comporre insieme questi brani, come se l’avessero fatto da sempre.
I brani: Studenti; Il mietitore; Il pittore; Non sono pazzo; L'ultimo moro dell'Alhambra; Senza nuvole; La casa blu; Sarà ottobre; Cena di Natale; Spiegami il cielo; Solo meraviglia; Capo Horn.
I musicisti: Tony D’Alessio (voce solista); Vittorio Nocenzi (organo, sintetizzatore e voce); Michelangelo Nocenzi (pianoforte e tastiere); Filippo Marcheggiani (chitarra elettrica, chitarra acustica e voce); Marco Capozi (basso elettrico); Dario Esposito (batteria).
Seguendo le linee commerciali del momento, “Storie invisibili” è disponibile in più versioni: CD Digipack e Vinile giallo trasparente, entrambe in limited edition, 1000 copie di ogni formato, numerate e autografate da Vittorio Nocenzi, con libretto di 32 pagine nel CD e di 16 pagine nel vinile, contenente tutti i testi e commenti sull’album in italiano e in inglese. La digital edition è ovviamente disponibile su tutti i portali.
meet&greet
6 marzo Milano (ore 18:30, Dischivolanti, Ripa di Porta Ticinese 47), 11 marzo Roma (ore 18, Discoteca Laziale, Via Giolitti 263)
tour (prime date)
7 marzo Milano, Teatro Dal Verme; 15 marzo Trento, Auditorium Santa Chiara; 22 marzo Alessandria, Teatro Alessandrino; 24 marzo Seriate - Bergamo, Teatro Gavazzeni; 28 marzo Busto Arsizio (Varese), Teatro Sociale; 29 marzo Varese, Teatro di Varese; 04 aprile Rezzato (Brescia), Cineteatro Lolek; 05 aprile Conegliano (Treviso), Teatro Accademia; 12 aprile Piacenza, Teatro Politeama; 5 maggio Catania, Teatro ABC; 6 maggio Palermo, Teatro Al Massimo; 7 maggio Agrigento, Palacongressi.







