Jüsto 25 (video)

A fine giugno, disponibile il nuovo album dei Luf, realizzato per celebrare i 25 anni di carriera della band

Jüsto 25 (video)

A fine giugno, disponibile il nuovo album dei Luf, realizzato per celebrare i 25 anni di carriera della band

In 25 anni i Luf hanno riempito lo scrigno del tempo con canzoni ed emozioni: 12 dischi, 4 libri, 2 cofanetti, 1 singolo in vinile e più di 1500 concerti. Hanno suonato ovunque e sempre con immenso piacere, dalla Valcamonica a San Siro con la medesima gioia di vivere, cogliendo ogni occasione come fosse la prima e l’ultima. Arrivati al loro venticinquesimo anno di scorribande hanno deciso di fare il riassunto delle puntate precedenti.

Il disco è anticipato dal singolo “Sotto la neve il fuoco”. Il brano che apre l’album (unico inedito) si presenta come un inno di ringraziamento al mondo femminile: un omaggio sentito alle donne, madri, figlie e compagne che hanno lasciato un segno profondo nelle nostre vite.

Il titolo del lavoro è la sintesi di Üsto parola in dialetto camuno che vuol dire 'appena' che con l’aggiunta della J diventa Just in inglese, quindi “giusto 25”, appena 25. All'interno dell'album si trovano 16 brani “storici” dei Luf completamente riarrangiati e risuonati in versioni a volte lontane dal loro stile, una mistura per colpire ancora una volta alle gambe e al cuore passando per la testa.

Sei brani in puro stile folk minimale: “Vecchio lupo”, “Il canto delle manere”, “Dove sarai sarò”, “Ballata per Vik”, “Fiore amore disertore”, “Le tapine del caser de töc” (cantato nell’antica lingua Gaí). Un brano, “Vento”, cantato dal coro Clandestino di Brescia. Altri cinque brani: “Verso un altro altrove”, “Sotto il ponte del diavolo”, “Ave Maria migrante”, “Sic Sac de soc sec” e “Africa”, riarrangiati e suonati in Malawi da musicisti Africani. Infine 4 brani in versione dj: “Pihini”, “Vivi la vita ballando”, “Signora dai lunghi pensieri” e “Trebisonda”.

Prime impressioni di ascolto
Un modo, a nostro parere, per ricordare che è ancora possibile riuscire a fare musica di qualità, guardando - forse - al passato, ma senza la minima piaggeria. I Luf sanno imbracciare gli strumenti (immaginiamo quanto possa essere divertente assistere a un loro concerto), sanno scrivere e sanno interpretare: per farla breve sanno fare, dopo 25 anni, quello che altri non hanno mai imparato a fare e probabilmente mai riusciranno, malgrado i tanti "aiutini" mediatici. Acquisto consigliato a chi in casa propria ancora ascolta i grandi della canzone d'autore e non si è ancora rassegnato che simili dischi non esistano più. Ci sono, bisogna solo cercarli. 

Spiega Dario Canossi, fondatore dei Luf: “Guardare indietro è un esercizio che non mi ha mai appassionato, nonostante l’età anagrafica preferisco guardare avanti. Ci sono però ricorrenze che ti obbligano a fare il riassunto delle puntate precedenti. Con questo disco ho voluto evidenziare tutti gli spigoli della costruzione musicale dei Luf in questi 25 anni. Mi sono divertito ad andare oltre verso un altro altrove arrampicarmi e divertirmi su sentieri mai percorsi. Da qui la scelta di rivestire i brani con abiti e colori musicali diversi. Collaborare con musicisti Africani, con Dj o portare al minimo l’arrangiamento folk mi ha dato allegria e felicità. In fondo quando le primavere cominciano ad essere tante una bella estate spensierata è quello che ci vuole”. E per quel poco che importa siamo sicuramente d'accordo con lui.

I Luf sono un collettivo musicale, pertanto un organico allargato che per ogni concerto si adegua alle necessità del luogo e dei musicisti medesimi che in buona parte non lo fanno di professione.
La formazione al completo è composta da:
Dario Canossi (chitarra e voce e autore di testi e musiche),
Sergio“Jeio” Pontoriero (banjo, mandolino, chitarra, basso, batteria e voce),
Pier Zuin (cornamusa e fiati popolari),
Ranieri ”Ragno” Fumagalli (baghet e fiati popolari),
Lorenzo “Puffo” Marra (fisarmonica e voce),
Mattia Ducoli (fisarmonica e voce),
Alberto “Albino” Freddi (violino, mandolino e voce),
Milo Molteni (violino e voce),
Fabio Biale (violino, mandolino e voce),
Cesare Comito (chitarra e voce),
Alberto “Albi” Boffelli (contrabbasso),
Alessandro Rigamonti (basso e contrabbasso),
Alessandro Conti (basso e contrabbasso),
Andrea Cattaneo (batteria)

https://www.iluf.net

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In 25 anni i Luf hanno riempito lo scrigno del tempo con canzoni ed emozioni: 12 dischi, 4 libri, 2 cofanetti, 1 singolo in vinile e più di 1500 concerti. Hanno suonato ovunque e sempre con immenso piacere, dalla Valcamonica a San Siro con la medesima gioia di vivere, cogliendo ogni occasione come fosse la prima e l’ultima. Arrivati al loro venticinquesimo anno di scorribande hanno deciso di fare il riassunto delle puntate precedenti.

Il disco è anticipato dal singolo “Sotto la neve il fuoco”. Il brano che apre l’album (unico inedito) si presenta come un inno di ringraziamento al mondo femminile: un omaggio sentito alle donne, madri, figlie e compagne che hanno lasciato un segno profondo nelle nostre vite.

Il titolo del lavoro è la sintesi di Üsto parola in dialetto camuno che vuol dire 'appena' che con l’aggiunta della J diventa Just in inglese, quindi “giusto 25”, appena 25. All'interno dell'album si trovano 16 brani “storici” dei Luf completamente riarrangiati e risuonati in versioni a volte lontane dal loro stile, una mistura per colpire ancora una volta alle gambe e al cuore passando per la testa.

Sei brani in puro stile folk minimale: “Vecchio lupo”, “Il canto delle manere”, “Dove sarai sarò”, “Ballata per Vik”, “Fiore amore disertore”, “Le tapine del caser de töc” (cantato nell’antica lingua Gaí). Un brano, “Vento”, cantato dal coro Clandestino di Brescia. Altri cinque brani: “Verso un altro altrove”, “Sotto il ponte del diavolo”, “Ave Maria migrante”, “Sic Sac de soc sec” e “Africa”, riarrangiati e suonati in Malawi da musicisti Africani. Infine 4 brani in versione dj: “Pihini”, “Vivi la vita ballando”, “Signora dai lunghi pensieri” e “Trebisonda”.

Prime impressioni di ascolto
Un modo, a nostro parere, per ricordare che è ancora possibile riuscire a fare musica di qualità, guardando - forse - al passato, ma senza la minima piaggeria. I Luf sanno imbracciare gli strumenti (immaginiamo quanto possa essere divertente assistere a un loro concerto), sanno scrivere e sanno interpretare: per farla breve sanno fare, dopo 25 anni, quello che altri non hanno mai imparato a fare e probabilmente mai riusciranno, malgrado i tanti "aiutini" mediatici. Acquisto consigliato a chi in casa propria ancora ascolta i grandi della canzone d'autore e non si è ancora rassegnato che simili dischi non esistano più. Ci sono, bisogna solo cercarli. 

Spiega Dario Canossi, fondatore dei Luf: “Guardare indietro è un esercizio che non mi ha mai appassionato, nonostante l’età anagrafica preferisco guardare avanti. Ci sono però ricorrenze che ti obbligano a fare il riassunto delle puntate precedenti. Con questo disco ho voluto evidenziare tutti gli spigoli della costruzione musicale dei Luf in questi 25 anni. Mi sono divertito ad andare oltre verso un altro altrove arrampicarmi e divertirmi su sentieri mai percorsi. Da qui la scelta di rivestire i brani con abiti e colori musicali diversi. Collaborare con musicisti Africani, con Dj o portare al minimo l’arrangiamento folk mi ha dato allegria e felicità. In fondo quando le primavere cominciano ad essere tante una bella estate spensierata è quello che ci vuole”. E per quel poco che importa siamo sicuramente d'accordo con lui.

I Luf sono un collettivo musicale, pertanto un organico allargato che per ogni concerto si adegua alle necessità del luogo e dei musicisti medesimi che in buona parte non lo fanno di professione.
La formazione al completo è composta da:
Dario Canossi (chitarra e voce e autore di testi e musiche),
Sergio“Jeio” Pontoriero (banjo, mandolino, chitarra, basso, batteria e voce),
Pier Zuin (cornamusa e fiati popolari),
Ranieri ”Ragno” Fumagalli (baghet e fiati popolari),
Lorenzo “Puffo” Marra (fisarmonica e voce),
Mattia Ducoli (fisarmonica e voce),
Alberto “Albino” Freddi (violino, mandolino e voce),
Milo Molteni (violino e voce),
Fabio Biale (violino, mandolino e voce),
Cesare Comito (chitarra e voce),
Alberto “Albi” Boffelli (contrabbasso),
Alessandro Rigamonti (basso e contrabbasso),
Alessandro Conti (basso e contrabbasso),
Andrea Cattaneo (batteria)

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giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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