«A volte vorrei essere ossa, quella taglia in meno che manca» «Chiedo scusa se esisto e se occupo un posto»
Prima vengono le parole, i giudizi, le accuse, le colpe attribuite abbastanza a lungo da diventare plausibili anche per chi le riceve, fino a trasformarsi nella misura di sé e del proprio valore. Poi quelle parole cominciano a modificare il modo in cui ci si percepisce e può diventare difficile capire dove finisca ciò che siamo e dove cominci ciò che qualcuno ci ha convinto di essere.
Dieci anni per dieci canzoni
Duedimé ha impiegato dieci anni e dieci canzoni per tornare a distinguere le due cose. Da questo percorso di rielaborazione e consapevolezza nasce “Come vernice”, il suo debut album prodotto da Roberto Terranova e disponibile su tutti i digital store per INDACO Records/ADA Music Italy. Il titolo richiama la vernice che, nel disco, diventa la metafora di tutto ciò che può depositarsi addosso a una persona all’interno di una relazione disfunzionale, fino a modificare il modo in cui vede sé stessa. Uno strato sopra l’altro, che nel lungo periodo sostituiscono la forma originaria. Scrostarli significa allora compiere l’operazione inversa, separando ciò che ci appartiene davvero da tutto quello che, nel tempo, abbiamo finito per credere nostro.
I temi di Come vernice
Duedimé indaga una relazione tossica, la manipolazione psicologica, il bisogno di essere scelta, la progressiva perdita di identità, il rapporto complicato con il cibo e con il proprio peso, la depressione, la sensazione di non essere mai abbastanza, la rabbia, il tentativo di andarsene, le ricadute e, infine, la riconquista di uno spazio personale. Un disco che non arriva a guarigione avvenuta, dunque, ma conserva e attraversa tutte le fasi che la precedono, in quel tempo spesso lungo nel quale si comincia a riconoscere ciò che sta accadendo senza essere ancora riusciti a uscirne. Dieci canzoni nate in tempi e città differenti stavano raccontando, senza essere state programmate per farlo, la stessa lunga uscita da una condizione che per anni aveva inciso sul modo in cui si percepiva.
Pop, pop-rock e indie: la matrice sonora principale
Come vernice è un disco sul rapporto tra identità, corpo, valore personale e relazioni; su quanto facilmente il giudizio di qualcuno possa entrare nel modo in cui impariamo a guardarci e su quanto tempo possa servire per distinguere ciò che ci appartiene davvero da ciò che abbiamo finito per credere nostro. L'album racconta, con la consapevolezza di chi quel tempo intermedio, spesso lunghissimo, lo ha attraversato, la fase in cui una persona non è più completamente dentro ciò che le ha fatto male, ma non ne è ancora del tutto fuori. Perché quando finalmente lo strato comincia a scrostarsi, quello che rimane non è una persona nuova, ma la possibilità di riconoscere di nuovo la propria forma e ricominciare. E forse ricominciare significa prima di tutto questo: riuscire, finalmente, a riconoscersi senza avere più bisogno che sia qualcun altro a definirci.
Come vernice - tracklist
- Zero (preludio)
- Abitudinaria novità
- Sei tutti i chili che ho addosso
- Si chiama Karma o si chiama Fortuna
- La ragazza che non c’è
- Non farò a meno della vita
- Equilibrio (questo sconosciuto)
- La danza
- Negazioni
- Come vernice (epilogo)









