Ettore (Roberto Ciufoli) e Paola (Benedicta Broccoli) sono sposati ed hanno una bambina. Lui gestisce un bar che non naviga in ottime acque e Lei lavora per una organizzazione umanitaria, avendo rifiutato un comodo e pagatissimo posto nello studio del padre, professionista di successo.
Per una serata come tante altre si recano, invitati a cena, nel nuovo attico da un milione di euro di Toni (Simone Colombari), altro professionista di successo, ricco finanziere con pochi scrupoli, altrimenti non avrebbe mai fatto così tanti soldi e loro amico da una vita. Sono praticamente cresciuti assieme.
In attesa che li raggiunga Berta (Sarah Biacchi), la fidanzata psicologa di Toni, l'amico propone alla coppia di sottoporsi ad un test innocente, apparentemente per passare il tempo che li separa dalla cena. "Preferiresti 100.000 euro ora o 1.000.000 tra dieci anni?" è il tema del test, che diventa drammaticamente reale nel momento in cui Toni compila l'assegno, immediatamente incassabile. L'importo della cifra e la possibilità di fare un forte investimento sul suo bar fa perdere la testa ad Ettore, che vede nella "fortuna" improvvisa un modo insperato per cancelllare una volta per tutte gli anni bui della propria condizione economica e di "osservazioni" costantemente fuori luogo del suocero, che non perde occasione per ricordare alla figlia di aver sposato un fallito. Deve però scontrarsi con la netta posizione di rifiuto della moglie, da sempre rigida sulle sue posizioni di massima moralità etica.
Ben presto, quello che doveva essere un semplice gioco di società si trasforma in uno scontro tra ricco, povero e moralista. Le posizioni dei tre amici si irrigidiscono e l'esacerbarsi degli animi provoca la fuoriuscita di parole che mai sarebbero, diversamente, state pronunciate. Al sorriso si sostituisce la rabbia e rancori tenuti finora sotto la cenere sobollono fino ad esplodere in accuse senza fine. Nel momento in cui anche Berta si unisce ai tre "amici", si potrebbero sfruttarne le competenze professionali (è stata Lei a ideare il test e ad averne così piena contezza della sua pericolosità), ma è tutto inutile, è troppo tardi. L'assegno rimane costantemente al centro dell'attenzione dei tre: Ettore vuole i soldi al costo di qualsiasi sacrificio, Paola rimane ancorata al suo pensiero, Toni è totalmente indifferente alla possibilità di perdere per un capriccio tutto quel denaro e Berta fatica a comprendere quali ragioni si nascondano dietro le pieghe dell'esperimento, di cui forse, anche lei, è inconsapevolmente vittima. Come si evolve il tutto e che fine faranno i due assegni (perché verrà staccato anche quello da 1.000.000 di euro) va ovviamente scoperto nelle sale teatrali dove Il Test sarà in scena.
Adattamento italiano (dello stesso regista e interprete) di un'opera spagnola, Il Test mette in scena quattro bravi interpreti che suppliscono con la loro professionalità ad un buon racconto non esente da pecche drammaturgiche. Voce ed espressività tengono il pubblico ben saldo sull'intreccio, consapevole che sotto c'è sicuramente qualcosa di altro e in attesa di capire di che cosa si tratti. Siamo certi che nessuno spettatore - una volta lasciata la sala - non si sia chiesto quale, trovandosi nella stessa condizione, sarebbe stata la propria scelta. Quesito che anche noi proponiamo ai lettori. Cosa prendereste tra 100.000 euro subito o 1.000.000 tra dieci anni? Contattateci via social per darci la vostra risposta.
IL TEST
di Jordi Vallejo
traduzione Piero Pasqua
con Roberto Ciufoli, Benedicta Boccoli, Simone Colombari, Sarah Biacchi
adattamento e regia Roberto Ciufoli
scenografia Andrea Ceriani
disegno luci Francesco Bàrbera
costumi Sandra Cardini
riconoscimenti Premio Fray Luis de Leòn 2014
durata 85 minuti, escluso intervallo









