Lui, lei e l'altro: il classico triangolo amoroso e divisorio? In un certo senso sì, anche se il "triangolo" non è tale, ma è tondo e di legno, e in realtà l'altro è un notaio napoletano. Con l'intenzione di dividere o unire?
La Boutique Enveloppe è una piccola azienda che produce buste per negozi di alto livello. Purtroppo gli affari, come il rapporto affettivo dei due giovani titolari (sono marito e moglie), non sono più "idilliaci" e di conseguenza, non avendo più nulla da condividere, Giampaolo (Andrea Bizzarri) e Viola (Alida Sacoor) hanno deciso di abbassare la saracinesca sia dell'azienda che del loro matrimonio, non necessariamente rispettando questo ordine. Per dare prosecuzione ai loro intenti divisori, i due stanno procedendo ad una minuziosa spartizione, assistiti dal notaio Poldo Bolivar (Gianni Ferreri), napoletano ma nato a Caracas. Viola e Giampaolo avrebbero anche deciso, malgrado le inevitabili schermaglie, di lasciarsi in forma "abbastanza" civile, basterà rendere perfettamente bilanciata la quota dei beni, personali e aziendali, che seguiranno l'una o l'altro.
Il notaio auspica una felice (si fa per dire) e veloce conclusione della pratica, quando si trova di fronte ad un ostacolo insormontabile, costituito da un pregiato tavolo tondo in legno. Malgrado il valore, diversamente da come ci si aspetterebbe, entrambi i due litigiosi e ancora per poco coniugi ne rifiutano ostinatamente l'assegnazione, scatenando così una ridda di sentimenti nel malcapitato professionista, che vanno dal paterno consiglio all'inaspettata esplosione d'ira, quasi in stile "Un giorno di ordinaria follia"(di Joel Schumacher, 1993). Eppure una soluzione va assolutamente trovata, è rimasto solo questo oggetto da dividere, perché finalmente l'atto possa essere stilato. Ma perché i due si sono così irrigiditi? Cosa nasconde quel tavolo nella sua particolare forma? Cosa significa o cosa ha significato nella vita della coppia?
Allo spettatore basti sapere che c'è una logica spiegazione (anatomica) nel mistero che, come sempre, ci rifiutiamo di raccontare, consigliando di dipanare tutti i nodi, compreso il successivo sviluppo della vicenda, nel suo luogo più naturale, il teatro dove successivamente "Souvenir" verrà replicato: questa è appena la sua seconda stagione, quindi ha ancora molte strade davanti a sé. Prima dello spettacolo abbiamo avuto il piacere di incontrare l'autore/attore, che ci ha annunciato quello che a breve avremmo visto così: "È una commedia che guarda molto da vicino ai rapporti di coppia. La scena si apre su un'apparente separazione ma quello che ho voluto rappresentare non è il cedimento e il progressivo rovinarsi di un amore durato tanti anni, bensì il tentativo rapido, brusco, di una coppia di trentenni che vuole togliersi di torno questo legame, ormai divenuto un peso. È un po', secondo il mio parere, il segno dei tempi. Siamo consumatori compulsivi - ancora di più se si parla della mia generazione - anche nell'amore, nelle amicizie e, in genere, nei rapporti, ai quali richiediamo di mostrarci rapidamente tutto il potenziale".
Tirando le conclusioni, ci siamo trovati di fronte a quattro bravi protagonisti (tre sul palco e uno alla regia) del teatro contemporaneo italiano, al servizio di una commedia divertente, ben interpretata e calibrata, anche nei ritmi "compositivi", con qualche leggerissima spruzzata di teatro dell'assurdo, tanto inaspettata quanto gradita. Viola e Giampaolo coinvolgono e quasi travolgono il povero Poldo, che reagisce con la sua verve napoletana, amplificando così la linea comica e cortocircuitando il tutto verso poi altre strade. Interessante anche la scelta scenografica praticata da Sandro Ippolito. Suggeriamo, successivamente, una doppia versione, anche per decidere quale taglio, tra quelli praticati, sia piaciuto di più.
Redearto Officine Artistiche
presenta
SOUVENIR
di Andrea Bizzarri
regia Giancarlo Fares
con Gianni Ferreri, Alida Sacoor, Andrea Bizzarri
musiche originali Massimiliano Pace
aiuto regia Viviana Simone
scene Sandro Ippolito
costumi Lucia Mirabile
direttore tecnico Valerio Di Tella
durata 85 minuti, escluso intervallo









