The Rocky Horror Show (review)

Se proprio non potete stare seduti, è concesso ballare e cantare. Meglio se con piume, reggicalze e tacco 12

m&s - il cast artistico dello show (© rockyhorror.co.uk )
m&s - il cast artistico dello show (© rockyhorror.co.uk )

Il Rocky Horror Show di Richard O'Brien (autore unico, anche di musiche e liriche) è nuovamente in tour nel Regno Unito, dopo il forzato stop mondiale dovuto alla pandemia. Lo avevamo già apprezzato una prima volta nel 2019, dopo averne praticamente consumata la versione cinematografica (dove viene aggiunto nel titolo giustamente "Picture") di Jim Sharman (lo stesso regista della prima versione teatrale), in videocassetta prima e in dvd poi. 

Che non non si tratti di un classico musical (nello stile webberiano del termine) è comprensibile già all'ingresso del teatro: nel foyer il classico banchetto per il merchandising - e quello lo si trova quasi ovunque - dove fanno acquisti distinti signori, anche di una certa età, strizzati in bustini incredibili, ovviamente con calze e reggicalze, tacchi e parrucca. Il rossetto è l'aspetto meno vistoso di tutti gli outfit orgogliosamente e signorilmente esibiti. Praticamente più della metà del pubblico è abbigliato come i personaggi del fortunatissimo racconto messo in scena da O'Brien per la prima volta nel 1973. C'è ovviamente qualche indecisione maschile nel muoversi sui tacchi, ma tanto colore, divertimento e grandissima capacità di ridersi addosso da fare invidia, con i figli che osservano questa bella lezione di "gioco" da parte dei propri genitori.

Con pochissimi minuti di ritardo (incredibile, raramente ma succede anche qui) lo spettacolo può avere inizio con la mascherina (Suzie McAdam / anche interprete di Magenta) che canta la sua canzone e il pubblico, per niente intimorito dal luogo di cultura, che canta a piena voce assieme a lei. L'interazione cast/spettatori continua con l'ingresso in scena dei due protagonisti, Janet e Brad (Haley Flaherty e Ore Oduba), al punto che il narratore (Philip Franks) invita il pubblico a spoilerare meno, ma è comunque una posa divertita la sua, che ovviamente rimane totalmente inascoltata. Inutile confermare che l'ingresso in scena di Frank N Furter (un eccezionale Stephen Webb, lo stesso performer anche nel 2019) viene salutato con ovazioni da concerto allo stadio. Tutti in piedi, tutti a ballare e cantare la celebre "Time Warp", trasformando il "tranquillo" musical nel "guaranteed party" annunciato nelle locandine. Una festa eccezionale dove tutti sono allo stesso tempo attori e spettatori.

Ci si ricompone, ma nemmeno troppo, al punto che in più passaggi, più spettatori urlano apprezzamenti e fanno battute fuori copione che probabilmente William Shakespeare non avrebbe scritto (ma anche di questo non possiamo essere certi). La rottura della quarta parete non è solo usuale, ma in questo caso ci troviamo di fronte ad una vera e propria invasione, con il cast costretto a difendersi dalle intemperanze verbali. Le risate sono fragorose, comprese quelle fuori programma, al punto che anche il cast deve cercare di recuperare la necessaria concentrazione per poter procedere sulla linea narrativa "principale". Qualche leggerissima incertezza, brevissime pause e sorrisi che vengono ovviamente sottolineati da fragorosi applausi. Anche la band (che possiamo sbirciare da un monitor) mostra lo stesso generale divertimento.

Ma cosa c'è in questo musical che lo rende così coinvolgente, che lo fa percepire così giovane, anche se oramai va per i 50 anni? La risposta è molto semplice: c'è tutto quello che deve esserci in uno spettacolo di questo genere, anche qualcosa in più. Musicalmente è eccezionalmente ricco, tutti i brani hanno freschezza compositiva e un alto senso del ritmo, si prestano ad essere ascoltati sorridendo, meglio ancora cantati in compagnia. Il testo è un concentrato del più feroce umorismo britannico (non dimentichiamoci che siamo nel paese dei Monty Python), con comunque una forte stigmatizzazione - anche se in forma satirica - dei ruoli sessuali definiti "normali" e dei preconcetti che altrove ancora si fatica a superare.

Messo in mano ad un cast di livello (e credeteci questo lo è, anche se Meat Loaf nei panni di Eddie nel film è secondo noi perfetto, ma è probabile che si tratti di naturale affetto), il Rocky Horror Show ha la capacità di esaltarne le performance attoriali e vocali, ma anche di mettere a dura prova le possibilità fisiche, perché è facile arrivare sfiniti dopo due ore di spettacolo con questi ritmi indiavolati. Quando si esce dalla sala, si è stanchi, senza voce, ma con un sorriso che attraversa tutto il viso: pronti a tornare a divertirsi "again", non appena sarà possibile.

Al pubblico italiano non rimane che attendere con pazienza che il Rocky Horror Show superi le Alpi e invada con tutto il suo calore le sale italiane, perché a ottobre 2022 lo farà per tre volte (a Milano, Trieste e Roma). Lo stesso cast che abbiamo applaudito in UK sarà protagonista di un brevissimo tour nel nostro Paese. Suggeriamo di preparare boa di struzzo, parrucca, reggicalze e magari provare anche a muovere qualche passo sui tacchi, per evitare le storte. Non si sa mai. Let's do the time-warp again! In Italy too!

THE ROCKY HORROR SHOW
di Richard O'Brien
con Stephen Webb, Haley Flaherty, Ore Oduba, Philip Franks, Ben Westhead, Suzie McAdam, Kristian Lavercombe, Lauren Ingram, Joe Allen
phantom Reece Budin, Jordan Fox, Darcy Finden, Rachel Grundy
swing Danny Knott, Stephania Du Toit (Dance Captain)
regia Cristopher Luscombe
scene Hugh Durrant
costumi Sue Blane
coreografie Nathan M Wright
disegno luci Nick Richings
suono Gareth Owen
arrangiamenti musicali originali Richard Hartley
durata circa 2 ore, intervallo escluso

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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