Nel 1871, nelle vicinanze di Arcidosso, un uomo, anzi un "omone" di 2 metri, David Lazzaretti, getta le basi di una comunità sociale, la "Società delle Famiglie Cristiane", dove le donne hanno diritto al voto e ad ottenere i massimi incarichi della società (in realtà, almeno il voto lo otterranno solo dopo la Seconda Guerra Mondiale), dove tutti dovranno avere un'istruzione, perché "gli ignoranti so' carne fresca pe' i lupi", dove chi può e ha di più deve aiutare chi ha meno. Una comunità dalla profonda religiosità, stimolata da quel particolare nuovo predicatore, conosciuto come il "Cristo dell'Amiata". Un visionario? forse; un idealista? probabile; un rivoluzionario? anche. Ma Gesù non è forse stato il primo rivoluzionario di quella che poi sarebbe diventata la chiesa cattolica? e difatti è stato crocifisso per le sue "idee".
Un racconto vero, anche se poco conosciuto, del quale Simone Cristicchi si "appropria" per metterlo al servizio culturale del pubblico, attraverso il suo modo, personale ed efficace, di fare teatro di narrazione. Un genere dove l'artista romano si trova particolarmente a suo agio, visti i successi dei suoi precedenti racconti narrativi, cronologicamente più a ridosso della prima metà del Novecento. Ma il cambiamento di epoca non sposta di una virgola né la qualità dello spettacolo e del suo interprete, né l'atteggiamento prevaricatore del potente nei confronti del povero, sempre lo stesso nei secoli e probabilmente così rimarrà in eterno, a meno che qualcosa di inaspettato (per esempio una pandemia?) non ci costringa ad una diversa concezione dell'essere umano.
La vita di David cambia totalmente a causa di due incontri, tanto inaspettati quanto particolari e impossibili da credere, nel corso di due suoi viaggi gli si presentano prima San Pietro poi la Madonna, imponendo al semplice uomo, marito della determiata Carola e padre, di diventare un messaggero divino e recarsi a Roma (un lunghissimo viaggio a piedi) dal papa, per testimoniare alla massima carica ecclesiastica della Cristianità quanto gli è stato rivelato. Lazzaretti non otterrà soddisfazione dall'incontro, ma la sua vita sarà oramai dedicata alla sua nuova e rivoluzionaria visione della società. Rivoluzione alla fine dell'Ottocento non è propriamente un termine gradito a chi governa, a chi ha semplicemente sostituito il prepotente di prima, sostituendo semplicemente le insegne con le proprie, ma mantenendo il povero e l'oppresso esattamente come era e nulla di più. Su di una società del genere, l'impatto con David Lazzaretti non può che essere devastante.
Solo in scena, come gli capita spesso, ma sempre perfettamente in grado di non far avvertire la mancanza di altri, Simone Cristicchi, aiutato anche dalla sua bella voce musical-teatrale, narra la favola impossibile del sognatore David Lazzaretti, aiutato come unico elemento scenografico (di Domenico Franchi) da uno stupendo carretto che all'occorrenza diventa tutto quello che è necessario rappresentare, dal portone di San Pietro, al trono papale, al cantiere di una chiesa che tragicamente crolla su chi ci sta lavorando. Per tutto il resto c'è la grande forza delle parole, del pensiero di Lazzaretti che assume contemporaneità grazie alle capacità e sensibilità di Cristicchi (Ogni sogno ha una voce precisa, e sta dentro ognuno di noi. Solo i matti, i poeti, i rivoluzionari, non smettono mai di sentirla, quella voce. E a forza di dargli retta, magari poi ci provano davvero a cambiarlo, il mondo). Un'utopia religiosa, ma troppo vicina all'anarchia bakuniana per poter essere tollerata dall'ordine costituito (cit). "Una storia che se non te la raccontano, non la sai. La storia di un’idea. La storia di un sogno", ma purtroppo, prima o poi dai sogni ci si sveglia sempre e non è detto che il risveglio possa essere piacevole.
IL SECONDO FIGLIO DI DIO
Vita, morte e miracoli di David Lazzaretti
scritto da Manfredi Rutelli e Simone Cristicchi
regia di Antonio Calenda
con Simone Cristicchi
musiche originali Simone Cristicchi e Valter Sivilotti
scene e costumi Domenico Franchi
disegno luci Cesare Agoni
progetto sonoro Andrea Balducci
musiche con esecuzione registrata (Marco Bianchi, chitarre e live looping - Andrea Musto, violoncello - Francesco Tirelli, percussioni - Sebastiano Zorza, fisarmonica - Coro Ensemble Magnificat di Caravaggio diretto da Massimo Grechi)
elaborazioni video Andrea Cocchi
sonorizzazioni Gabriele Ortenzi
assistente scenografo Michela Andreis
assistente alla regia Silvia Quarantini
assistente volontario alla regia Ariele Vincenti
sarto Federico Ghidelli
produzione CTB Centro Teatrale Bresciano
Promo Music con la collaborazione di Mittelfest 2016 e Dueffel Music
un ringraziamento a Andrea Anselmini
durata 1 ora e 40 minuti, senza intervallo









