Ti va di sposarmi? (recensione)

Una gradevole commedia che racconta l'amore e l'amicizia, ma aggiornati al terzo millennio. Testo e regia di Danila Stalteri

immagine di tre persone su di un palco
m&s - il cast artistico di Ti va di sposarmi? in scena

Sara (Danila Stalteri) e Valentina (Roberta Garzia) vivono assieme e sono amiche da una vita. Per essere maggiormente precisi è Valentina a vivere nella casa di Sara, sfruttandone così tutte le comodità, compresa la preziosa e sempre presente domestica Maria. La convivenza le permette di potersi concentrare sul suo lavoro, mandando a memoria nomi, date e caratteristiche dei preziosi vini da collezione che il suo scorbutico capo vende ad una clientela molto facoltosa e selezionata. Per continuare con le precisazioni, tra le due amiche è più Sara ad occuparsi di Valentina, fa la spesa (anche se acquista "bocce" di vino al discount), ma soprattutto cerca di ricordarle di prendere le pillole per contrastare la narcolessia che la affligge e che Valentina si ostina a chiamare diversamente (ipersonnia idiopatica), puntualizzazione praticamente inutile, visto che le crisi di sonno avvengono di continuo, minando totalmente la sua efficienza lavorativa. In cambio del costante sostegno, Vale tenta di fare la cameriera nel locale dove si esibisce Sara come cantante, servendo maldestramente bicchiere ai tavoli e raccontando ai clienti improbabili battute.

Entrambe quarantenni, belle donne single, sono però sostanzialmente differenti. Sara è appagata dal suo lavoro e/o rassegnata ad una visione dell'amore che si riassume in una strofa di una canzone con la quale intrattiene il pubblico: tutto il mondo va in cerca dell'amore e non sa che l'amore non c'è. E se c'è, dura un attimo solo. Valentina avverte invece il frastuono del ticchettio biologico e, incapace di stare sola, passa da un fidanzato ad un altro. Ovviamente nessuno è quello giusto, anche se l'ultimo, il cameriere Santo (Leonardo Bocci), sembra essere quello che potrebbe rivelarsi l'uomo con cui finalmente riuscire ad invecchiare serenamente. Santo è più giovane di Vale, malgrado il nome è poco affidabile sul lavoro, è dichiaratamente mammone e nasconde un segreto a Ceccano, la piccola cittadina del frosinate da cui proviene.

Sara tollera la relazione di Vale, anche se in cuor suo detesta l'intruso nella propria casa. Questo almeno fino a quando non viene fortuitamente a sapere che il segreto del ragazzo ha un nome, Teresa, la fidanzata da una vita, ovviamente all'oscuro della relazione cittadina e - soprattutto - molto incinta e per questo in pieni preparativi di matrimonio e della nuova casa dove la famigliola si trasferirà. Cosa fare? rivelare a Vale che Santo non è diverso da tutti gli altri uomini che lo hanno preceduto e rovinarle l'ennesimo sogno d'amore, oppure stare zitta sperando che la relazione si interrompa senza il suo intervento? In entrambi i casi è sicuro che ci saranno ripercussioni dolorose per entrambe.

Quello che entrambe non sanno è che Santo è eccessivamente interessato al valore delle bottiglie di vino che costituiscono il lavoro principale di Valentina. Un primo tentativo di furto viene sventato per manifesta incapacità dello sprovveduto "ladro" che improvvisamente scompare, gettando Valentina nello sconforto più totale. Alla disperazione si aggiunge un conflitto familiare quando Sara rivela all'amica la vera natura delle costanti telefonate che Santo riceveva. E qui la crisi diventa catastrofe pura. Come le due protagoniste ne verranno fuori e se Santo tornerà sui suoi passi va, come sempre, scoperto in teatro (è in scena al Teatro degli Audaci di Roma fino a domenica 6 novembre), anche per non privarsi del Valentina pensiero: Sai che hanno in comune gli uomini single? Che sono tutti sposati. Cui aggiungiamo un'ulteriore perla: Pina attacca certi bottoni. E' logorroica? No, è sarta.

Ti va di sposarmi? è una commedia brillante e leggera ma, come tutte le commedie riuscite, inserisce tra un sorriso e l'altro delle piccole e velate riflessioni sul rapporto di coppia, sul senso più profondo dell'amicizia, un sentimento anche superiore all'amore quando sincero e disinteressato, in grado di far sopportare con pazienza infinita, saper perdonare e comprendere gli errori dell'altra/altro. Cast all'altezza della situazione, in grado di dare corpo e voce al testo di Danila Stalteri e di ricondurci a quel mondo di commedie degli anni '60, rispettandone le atmosfere, ma giustamente aggiornando il tutto con le tematiche della società contemporanea, onnipresente telefonino compreso. Interessante l'esperimento di abbattimento della quarta parete: ad ogni replica viene invitato uno spettatore sul palco per riportare un pensiero personale sul tema narrativo. In conclusione, auguriamo ad ogni Valentina delusa dal Santo di turno (ce ne sono e ce ne saranno sempre troppi) di avere però sulla sua strada la consolazione di un'amica come Sara, con le braccia aperte e il fazzolettino pronto. E questo senza la necessità di dover andare a piedi a Bologna (cit.).

StArt LAB
presenta
TI VA DI SPOSARMI?
drammaturgia e regia Danila Stalteri
con Roberta Garzia, Danila Stalteri e Leonardo Bocci
con la partecipazione di Alessandra Nastasi, Federica Pirro,
Gabriele Salvatori, Giovanni Esposito, Giuseppe Modena,
Maria Lucci, Tiziana Rossi
luci e audio Marco Di Campli
coreografie Flaminia Candelori
costumi Eleonora Tondo
ufficio stampa Laura Beretta
scenografie Cri.Escions
durata 90 minuti, escluso intervallo

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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