E’ stato definito il testamento del Duca Bianco, scomparso ormai quasi dieci anni fa. In realtà “Lazarus”, lo spettacolo con Manuel Agnelli diretto da Valter Malosti, è molto di più. Oltre ad essere la messa in scena della storia di Thomas Newton - personaggio tratto dal romanzo di Walter Tevis (L’uomo che cadde sulla Terra e già portato sul grande schermo da David Bowie nel 1976) - il progetto musicale, sospeso tra musical, performance art e teatro stesso, è un cerchio che si chiude e che probabilmente è iniziato con Space Oddity e Starman in cui Ziggy Sturdust è l’alterego di Newton.
Se Newton è un viaggiatore extraterrestre che giunge da Anthea sulla Terra in incognito, alla ricerca di un luogo dove portare la gente morente del suo pianeta devastato dalle guerre, Ziggy Stardust è invece una rockstar venuta a contatto con gli extraterrestri, che attraverso il rock and roll assume il ruolo messianico di salvare il pianeta dalla distruzione. Due salvatori che si fondono in un unico personaggio, quello descritto da Bowie che firma testo e musica insieme a Enda Walsh. Così come Newton anche Ziggy, apparentemente inebriante e immune a qualsiasi invecchiamento ha in realtà in sé i germi del declino, in un senso di ineluttabilità nel quale riecheggiano i frammenti della tragedia greca.
La scena si svolge all’interno di un luogo chiuso, un’abitazione, uno studio, che piano piano si trasforma a seconda dei ricordi e della trama che non segue sempre un filo logico ma si apre a mondi paralleli e a continui metaversi. Sul palco una pedana circolare aiuta lo spettatore in questo senso di estraniamento e di immaterialità e uno schermo sovrastante la scena aiuta i meno anglofoni a seguire le canzoni che spaziano da brani iconici come Heroes, Life on Mars?, Changes e Lazarus, a pezzi meno celebri ma altrettanto potenti.
Manuel Agnelli, conosciuto come frontman degli Afterhours e dalle ultime generazioni come giudice in una televisivo talent show non delude. Non cerca l’imitazione (e chi potrebbe reggere il confronto?), ma grazie anche al phisiq du role dà vita a una figura tormentata, malinconica, disperatamente umana. Il timbro vocale si adatta alle tonalità ombrose dello spettacolo grazie anche alla vocalità roca che lo aiuta ad avvicinarsi al progetto di Bowie.
Valter Malosti dal canto suo puntualizza gli stati d’animo e mentali di Newton/Agnelli con una regia visionaria, claustrofobica e suggestiva dominata da luci, proiezioni, superfici riflettenti e ambientazioni metropolitane e astratte.
Uno spettacolo evocativo, riflessivo, suggestivo. Non offre una narrazione lineare, lo ribadiamo, ma restituisce comunque, attraverso metafore e simboli, il dolore della perdita, la ricerca della salvezza e il desiderio impossibile di tornare a casa. Un testamento da parte di Bowie certo, ma anche un messaggio per le generazioni future così come aveva lasciato in Starman. “There's a starman waiting in the sky / He's told us not to blow it / 'Cause he knows it's all worthwhile / He told me / Let the children lose it / Let the children use it / Let all the children boogie”.
LAZARUS
di David Bowie ed Enda Walsh
ispirato a The Man Who Fell to Earth (L’uomo che cadde sulla terra) di Walter Tevis
regia Valter Malosti
con Manuel Agnelli, Casadilego, Dario Battaglia, Camilla Nigro e Maurizio Camilli/ Mauro Bernardi, Andrea De Luca, Noemi Grasso, Maria Lombardo, Giulia Mazzarino, Isacco Venturini, Carla Vukmirovic
la band (in o.a.)
Laura Agnusdei, sassofoni
Jacopo Battaglia, batteria
Francesco Bucci, tromboni
Andrea Cauduro, tastiere addizionali
Davide Fasulo, piano e tastiere
Stefano Pilia, chitarra
Giacomo Rossetti, basso
Paolo Spaccamonti, chitarra
versione italiana del testo Valter Malosti
orchestrazioni e arrangiamenti originali Henry Hey
progetto sonoro GUP Alcaro
scene Nicolas Bovey
costumi Gianluca Sbicca
luci Cesare Accetta
video Luca Brinchi e Daniele Spanò
cura del movimento Marco Angelilli
coreografie Michela Lucenti
cori e pratiche della voce Bruno De Franceschi
maestro collaboratore Andrea Cauduro
assistenti alla regia Jacopo Squizzato, Letizia Bosi
produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Teatro di Roma – Teatro Nazionale
lo spettacolo è stato creato nel 2023 in coproduzione con Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, LAC Lugano Arte e Cultura e in collaborazione produttiva con Balletto Civile
in accordo con Robert Fox, Jones/ Tintoretto Entertainment e New York Theatre Workshop
per gentile concessione di Lazarus Musical Limited
Lazarus ha debuttato per la prima volta Off-Broadway al New York Theatre Workshop il 7 dicembre 2015, Jim Nicola Direttore artistico, Jeremy Blocker Direttore generale








