Allunaggio (recensione)

Mario e Pippo Santonastaso: un "allunaggio" comico che continua a funzionare, decennio dopo decennio

Mario e Pippo Santonastaso
m&s - Mario e Pippo Santonastaso (foto © media & sipario)

Una serata di avanspettacolo con due "ragazzi" del passato, per i quali il passato - beati loro! - non sembra essere passato mai.

È difficile accostarsi alla comicità di due artisti del calibro di Mario e Pippo Santonastaso, senza ricordare - anche per chi, giovanissimo, non può averne memoria - quella di Ric e Gian, Cochi e Renato, Enzo Jannacci, Felice Andreasi. E se andiamo non di memoria giornalistica, ma elettronica ai tempi di Internet, potremmo continuare ancora. Sono stati, anzi sono tuttora, "mostri" sacri del cabaret, del varietà, dell'avanspettacolo, non nell'accezione dispregiativa del termine (che comunque bisogna saper fare anche quello), bensì in quella della risata genuina, quella di "pancia" e irrefrenabile, una leggerezza che solo l'esperienza di tanti palcoscenici calcati e la consapevolezza del pubblico che si ha di fronte può riuscire a dare.

Scoperti da Marcello Marchesi (altro nome sacro), i due fratelli debuttano nell'ottobre del 1970 in "Ti piace la mia faccia?", un programma televisivo per le reti nazionali che portò loro immediata fortuna. La loro faccia, infatti, piacque talmente tanto da far cominciare una carriera che li portò, nel tempo, a esibirsi in programmi televisivi nei quali potevano dare spazio alla loro verve: "Uno + Uno = Duo" ed anche "Due alle Due" solo per citarne alcuni (ammettiamo di aver cercato e consultato fonti storiche sull'intrattenimento televisivo).

Ma veniamo ai giorni nostri, anno 2018, i fratelli Santonastaso salgono sul palco (in questo particolare caso un palco di casa, perché gestito da "un altro" Santonastaso, parente molto stretto) con lo stesso brio degli anni '70, dando l'impressione di "interpretare" soltanto i due distinti signori anziani che si mostrano al pubblico. Tenuta casual per entrambi - cartella di "falsi" appunti per Pippo e immancabile chitarra per la spalla Mario - si esibiscono con stile, nello "stile" che da sempre li ha contraddistinti: brevi gag dal surrealismo esasperato, condizioni grottesche, paradossi e comicità semplice, ma mai banale, che strappa sorrisi e risate a tutti gli spettatori, sia grandi che piccoli. Ovviamente, come ci si aspetta da due signori del genere, nessun accenno di turpiloquio, nemmeno di quello oramai sdoganato ovunque. Sana scrittura e collaudato mestiere.

Il benvenuto al pubblico, in italiano per Pippo e in diverse lingue da parte di Mario, che esorta il fratello ad essere "internazionale" con "devi salutare il pubblico straniero". Battute brevi ed immediate, ma soprattutto il famoso '"allunaggio" presentato televisivamente in "Due alle Due". La serata di cabaret per Pippo e Mario potrebbe andare avanti all'infinito, ben oltre una ipotetica sigla di Carosello (segno per tutti, in passato, che era ora di mandare a dormire i più piccoli), senza mai stancare e dando l'impressione che i due "ragazzi degli anni '70" non si stanchino mai, loro.

Una lectio magistralis per i nuovi protagonisti del cabaret (ma ne esistono ancora così? Noi lo speriamo), una serata all'insegna dei Grandi Protagonisti del palcoscenico, quelli con la P maiuscola - sia per Pippo, che per Mario, anche se il nome non comincia con la P (proviamo a fare una battuta, ma sappiamo di non essere in grado di farlo, speriamo si apprezzi almeno lo sforzo).

Durata dello spettacolo: da un'ora a... dipende da quello che hanno da fare dopo.

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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