L'anatra all'arancia (recensione)

Pièce divertente e dinamica in cui si percepisce la mano ironica e pungente di Greg

i due protagonisti dello spettacolo
m&s - il cast artistico dello spettacolo (foto © Riccardo Bagnoli)

Gilberto (Emilio Solfrizzi) è un personaggio televisivo sposato con Lisa (Carlotta Natoli) da circa vent'anni. Ha una bella casa nella campagna lombarda a San Vittore Olona. All'apparenza tutto sembra perfetto, anche la partita a scacchi che stanno giocando anzi! Che Gilberto sta vincendo nonostante la moglie gli abbia mangiato la regina. Ma d'altra parte Gilberto è un ottimo giocatore. Ha tattica, strategia e molta tecnica. Le prime due spesso le dissimula con l'ironia e le prese in giro con le quali affronta la vita di tutti i giorni, anche... il tradimento di Lisa! Ebbene sì, la moglie gli confessa, anche pungolata, che ha cominciato una relazione da tre mesi con Leopoldo Augusto Serravalle Scrivia (Ruben Rigillo), un uomo colto, di alto lignaggio, con alle spalle diverse ex mogli ma anche una vita diversa rispetto a quella alla quale Lisa è abituata con Gilberto.

Dalla confessione comincia un susseguirsi di eventi: pare che tutti sappiano “che mettere le corna è molto più doloroso che farsele mettere” e Gilberto, pur con tutti i suoi difetti – scappatelle, presunzione, poca attenzione nei confronti della moglie quasi ex, in realtà – decide di “perdere” con dignità. Si farà trovare in atteggiamenti intimi dalla cameriera/governante Teresa (Antonella Piccolo) con la segretaria Patrizia (Beatrice Schiaffino) a fuga d'amore a Parigi tra Lisa ed il suo amante siano da considerarsi una conseguenza del suo di tradimento. Ma come fare? L'unico modo è invitare Leopoldo Augusto e Patrizia a passare il fine settimana con loro. Ma Lisa sarà così contenta di vedere il quasi ex marito nelle braccia di un'altra? Si sa, quando le cose non le hai più, ti mancano...

L'Anatra all'Arancia dell'autore scozzese  W. D. Home traformata dal drammaturgo francese M. G. Sauvajon viene individuato come classico feuilleton (la Treccani lo definisce come “(...) il genere letterario stesso che proponeva narrazioni fitte di vicende, di personaggi e di colpi di scena, rivolte al coinvolgimento emotivo di un pubblico vasto (...)”) e la versione “italianizzata” proposta sul palco dalla produzione combinata Stabile Veronese e Compagnia Moliere non delude le aspettative, nonostante i precedenti di altissimo livello: Alberto Lionello e  Valeria Valeri  in teatro e Ugo Tognazzi e Monica Vitti al cinema.

Emilio Solfrizzi la fa da padrone con un registro attoriale non facile per il rischio di cadere nel caricaturale che mantiene per tutta la durata dello spettacolo – due ore e venti compreso l'intervallo – ma supportato perfettamente dalla sua partner Carlotta Natoli. Una “finta tonta”, una regina “mangiata” , sacrificata per ottenere la vittoria,  in una continua partita a scacchi, che si muove insieme a Solfrizzi nell'elegante scenografia (Fabiana di Marco) nella quale si scorgono pezzi di scacchiera spesso messi in rilievo dal disegno luci di Massimo Gresia a simboleggiare il meccanismo di gioco sotteso a tutta la trama. 

Se la coppia Solfrizzi & Natoli si spalleggia a meraviglia, pur facendo risaltare, anche per motivi di trama, il primo dei due, anche Ruben Rigillo, per non parlare di Beatrice Schiaffino sono perfetti nei panni del loro personaggio. La prorompente Patrizia apre gli occhi al “coniglio con le bretelle” Leopoldo mentre su tutti vigila la governante Antonella Piccolo che, pur nella parte contenuta, riesce a farsi spazio grazie alla presenza scenica.

Gag, battute scandite da ritmo serrato, rapidità e immediatezza per una commedia in cui il rovesciamento dei ruoli la fa da padrone: ovunque si legge la firma di Claudio Greg Gregori che da sempre ha abituato il suo pubblico a brio e velocità, spesso giocata su tempi e controtempi che soprattutto Solfrizzi rende appieno. Lo vedremmo benissimo in uno dei cavalli di battaglia di Greg e cioè nel Il mistero dell'assassino misterioso. Siamo certi che non sfigurerebbe vicino all'inossidabile duo Lillo & Greg. Divertente, brillante, senza sbavature. Questa Anatra all'Arancia è veramente cotta a puntino. Basta solo gustarsela in teatro.

Compagnia Moliere
in coproduzione con Teatro stabile di Verona
presenta
Emilio Solfrizzi - Carlotta Natoli
in
L’ANATRA ALL’ARANCIA
di W. D. Home e M. G. Sauvajon
con Ruben Rigillo, Beatrice Schiaffino e con Antonella Piccolo
aiuto regia Claudio Piccolotto
scene Fabiana Di Marco
costumi Alessandra Benaduce
disegno luci Massimo Gresia
regia Claudio Greg Gregori

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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