Possono due persone, per motivi di lavoro, condividere involontariamente trent’anni della loro vita e, nonostante l’astio iniziale, diventare buoni amici? È questa la storia di “Un anno dopo”, spettacolo teatrale scritto, diretto e interpretato da Tony Laudadio, sul palco assieme al "collega" Enrico Ianniello.
La pièce si svolge nel piccolo ufficio di un’azienda abbastanza anonima, come possono essere tante in Italia. Qui Giacomo (Tony Laudadio) e Goffredo (Enrico Ianniello) per otto ore al giorno, spezzate solo da una breve pausa, inseriscono dati al computer. Attraverso trenta flash per trenta giorni, uno per ogni anno, il pubblico assiste alle vite dei due impiegati, che tra una battuta e l’altra, cominciano a conoscersi e a condividere episodi della propria quotidianità.
Il testo, volutamente frammentario, fa scorgere di volta in volta caratteri, pregi e difetti dei protagonisti. Attraverso le loro parole, quasi come fossero ricordi, scorrono davanti agli occhi degli spettatori vicende personali fatte di amori, matrimoni, figli, hobby, ma anche lamentele per il proprio lavoro, vizi, problemi giudiziari, paure ed insicurezze. Se Giacomo sembra accontentarsi della propria vita, non piena di grandi avvenimenti e piuttosto sedentaria, Goffredo si dimostra più vivace, sempre insoddisfatto e alla ricerca di nuovi stimoli. Proprio questi ultimi animeranno spesso le chiacchierate dei due, portandoli alla risata ma anche allo scontro.
È innegabile che il luogo di lavoro sia quell'ambiente dove si va, in alcuni casi, non avendo scelto o voluto farlo, portando con sé ogni mattina le tante recriminazioni dei giorni precedenti, trasferendo nei propri cassetti anche quei problemi familiari che a fine giornata torneranno a farci compagnia, giorno dopo giorno. E se oltre a questo sommassimo anche la difficoltà del tragitto nel caos del traffico di una grande città? E cosa dire della mancanza di parcheggio? Il cinema è pieno di esempi di impiegati che non "ce l'hanno fatta", vedi "Un giorno di ordinaria follia" di Joel Schumacker (1993), fortunatamente qui siamo (ancora) molto lontani.
In sala il pubblico segue le vicende in modo divertito, grazie alle battute che, puntualmente, sottolineano contraddizioni e debolezze dei due impiegati. Tutto sembra riflettere la frammentarietà ed essenzialità del testo, dalla scenografia, composta da due semplici scrivanie, alla conoscenza tra i due protagonisti, intermittente e vaga, ma ferma nei sentimenti. Se la rappresentazione all'inizio procede lentamente, attraverso l’espediente dei trenta flash il ritmo si fa più sostenuto, scandendo gli avvenimenti. Bravi i due attori nell'interpretare in modo veritiero e non troppo stereotipato i propri ruoli, ma soprattutto a metterne in risalto l’umanità.
Due vite quelle di Giacomo e Goffredo che potrebbero rappresentare quelle di molti italiani, spesso pronti a lamentarsi della propria situazione, ma non abbastanza audaci da prendere in mano la propria vita per realizzarne desideri ed aspirazioni. Allo stesso tempo due vite estremamente sincere nel loro essere e nei loro affetti, legate per pura volontà del destino e con un'amicizia destinata a durare per sempre.
Onorevole Teatro Casertano
Teatri Uniti
presentano
UN ANNO DOPO
di Tony Laudadio
con Enrico Ianniello e Tony Laudadio
collaborazione artistica Simone Petrella
direzione tecnica Lello Becchimanzi
regia Tony Laudadio








