Play (recensione)

Un gioco di parole. Le stesse che intrecciano gli ImprovvisAttori del Teatro a Molla

Attori che fanno gli Improvvisatori, Improvvisatori che fanno gli Attori. Vogliamo giocare anche noi come hanno fatto Antonio Vulpio (L'Ardente Giramondo), Antonio Contartese (Quello che fa ridere) e Ollie Rasini (The Shakespearian Lady), durante la messa in scena di Play, format di teatro di improvvisazione sviluppato e portato in scena dal Teatro a Molla. 

“Play” è la celebrazione della spontaneità e della capacità degli attori di onorare il principio del “qui e ora”. Gli attori, infatti, prendono continuamente ispirazione da ciò che accade per rappresentare una serie di scene sempre diverse, tenendo sempre un canale aperto con il pubblico presente, chiamato a dare suggestioni o, perché no, a partecipare attivamente allo spettacolo. Varietà, istinto, comicità, fanno di “Play” uno show stuzzicante semplice e immediato.

Accompagnati dal pianoforte di Eleonora Beddini (da noi già celebrata per l'analogo ruolo in Disincantate! Le più str0nze del reame), i tre ImprovvisAttori (ma non attori improvvisati) hanno realizzato una serie di storie per il pubblico su spunti "raccolti" proprio tra gli spettatori. Nelle note di regia ad introduzione agli spettacoli del trio (anzi, quartetto vista l'importanza scenica della Beddini) si legge come il meccanisco scenico dei protagonisti sia assimilato ai giocattoli a molla che, che agli inizi del ‘900, conobbero il periodo di massima popolarità con un fascino che risiede ancora oggi in quell’indefinibile zona dove i precisi princìpi della meccanica incontrano la creatività dell’arte.

L’ingranaggio di "Play", in questo caso, è l'utilizzo del verbo inglese - play appunto - nell'accezione completa del significato: giocare, suonare, recitare. E così i due Antonio giocano insieme a Ollie facendo il verso alla classica telefonata di reclamo alla compagnia di energia del momento, trovando un operatore di call center compiacente che addirittura va a casa degli utenti per "rimettere a posto" quanto sbagliato. La riflessione immediata è che abbiamo proprio fatto bene a continuare caparbiamente a credere a Babbo Natale (comprensivo di invio della letterina).

Oppure il momento in cui ognuno di noi ha vissuto l'attimo in cui si è appropriato di qualcosa, magari senza pagare. Ed è qui che viene in aiuto il pubblico: "Non mi hanno fatto pagare un dolce!" esclama uno degli spettatori, cominciando tra l'altro a raccontare un aneddoto divertente che dà il la alla storia tra Antonio (Contartese) e Ollie, al primo appuntamento avuto grazie ad un animale domestico (Vulpio) e disturbati da un cameriere antipatico (sempre Vulpio). E così andando, con il pubblico presente in sala che man mano prende confidenza aumenta e alza il tiro dei propri contributi.

Le storie si susseguono, inanellate da un comune denominatore e aiutate dall'interazione con il pubblico che "schiaccia" virtualmente la "molla" degli ImprovvisAttori. Un consiglio in controtendenza allo spettacolo. In certi casi, se dovete scegliere come passare la serata, non improvvisate: scegliete il Teatro a Molla. E con uno spot così trascinante, chi potrebbe esimersi? Un ultimo suggerimento: prima di entrare in sala, preparate il vostro contributo, ma non glielo spoilerate, altrimenti diventa troppo facile.

PLAY
a cura di Teatro a Molla
sul palco Antonio Vulpio, Antonio Contartese, Ollie Rasini 
sotto il palco il pubblico presente e sempre differente di ogni replica
accompagnamento musicale dal vivo Eleonora Beddini

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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