Anna dei miracoli (recensione)

Universalmente conosciuto il bellissimo film di Arthur Penn. Chi non l'avesse visto lo recuperi quanto prima

Anna dei miracoli
m&s - Anna dei miracoli

La pièce, diretta da Emanuela Giordano, è un adattamento dell’opera originale di William Gibson ed è - come è noto - basata sulla vera storia di Helen Keller, una bambina sordocieca. All’età di 8 anni Helen conosce Anna, educatrice formatasi alla Perkins School of the blind, anch’ella affetta da una problematica connessa alla vista. Anna si affianca ad Helen, le insegna a leggere e a comprendere la lingua dei segni, l'aiuta a superare l'isolamento verso il quale sembrava essere condannata senza appello dalla società del tempo. Helen, in seguito, è la prima donna cieca a laurearsi, scrive dei libri e diviene una fervente attivista politica. Il film (Miracle Worker, 1962) di Arthur Penn, con Anne Bancroft e Patty Duke, consegna la sua storia al mondo.

Sin dal momento in cui il sipario si apre l’atmosfera sul palco è cupa, chiusa. Kate (Laura Nardi), è china sul di una culla, intenta a occuparsi dell’ultimogenito, mentre John (Fabrizio Coniglio) sta lavorando al tavolo della cucina su alcuni documenti; la quotidianità familiare viene interrotta dalle urla e dagli strepiti dell'altra figlia (interpretata da Anna Mallamaci) che, appropriatasi in qualche modo di un paio di cesoie, sta inseguendo i figli dei vicini, terrorizzandoli. Quando viene riportata in casa, Kate le strappa l’utensile dalle mani e cerca di blandirla con parole gentili e biscotti, ma la bambina appare subito per quello che è: una piccola selvaggia indisciplinata, almeno ai loro occhi.

La situazione degenera quando Helen rovescia accidentalmente i documenti del padre. John decide che la misura è colma, la ragazzina verrà mandata in un istituto per malati mentali. Kate supplica il marito di darle un’ultima possibilità per tentare di correggere la piccola e contatta quindi un istituto di Boston specializzato nell’educazione di persone con patologie della vista e dell’udito. Arriva in casa Anna (Mascia Musy), energica educatrice dal carattere poco affabile, che si inserisce nella vita famigliare dei Keller, rompendo gli schemi educativi fin ora conosciuti dalla bambina.

Inizia un rapporto conflittuale fra Helen ed Anna, fatto di urla, screzi e numerose incomprensioni con i genitori della bambina, ma alla fine Anna, dopo aver richiesto e infine ottenuto, di allontanare la bambina per due settimane dall’influenza della famiglia, riesce ad inculcarle nuove abitudini; le insegna non solo il senso dell’ordine e della pulizia, ma riesce anche a far collegare qualche concetto alle parole che pazientemente e costantemente disegna sul palmo della piccola, applicando il metodo dell’alfabeto manuale. La vicenda non si conclude qui ma, pur essendo un testo conosciuto, non vogliamo togliere allo spettatore il piacere di vivere nella sala il finale dell’opera, peraltro estremamente commovente. A dimostrazione di questo, alla riaccensione delle luci, il pubblico risulta ancora visibilmente commosso (almeno nella replica cui abbiamo assistito).

Meritati gli applausi, lunghi e profusi, per tutto il cast artistico. Consigliamo “Anna dei miracoli” non solo perché è oramai un classico, ma anche perché è capace di trasmettere cosa si prova in una situazione del genere, la preoccupazione e l’amore di un genitore quando un figlio si trova in una condizione di disabilità, la tenacia di un’insegnante che non vuole lasciare al buio la sua allieva e infine il coraggio di una bambina, da tutti ritenuta condannata ad una vita senza possibilità, ad una vita da emarginata e che invece sorprende tutti con la sua straordinaria intelligenza e voglia di vivere. Un segno di speranza, utile per la vita reale.

C@L

ANNA DEI MIRACOLI
di William Gibson
con Mascia Musy, Fabrizio Coniglio, Anna Mallamaci, Laura Nardi
adattamento e regia Emanuela Giordano
scene e luci Angelo Linzalata
costumi Emanuela Giordano
musiche Carmine Iuvone e Tommaso Di Giulio
produzione La Pirandelliana

Testata Giornalistica
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