Poco meno di 10 anni ci separano dalla prima e - per ora - ultima volta in cui abbiamo applaudito Massimo "Bagnato", giudicato da noi come artista divertente e fortunato, e non solo perché in questa seconda volta, siamo in teatro e non può piovere (come per la prima, invece, all'aperto).
Una serata in compagnia di Massimo Bagnato, oramai popolare comico non solo televisivo (ma anche autore teatrale "serio"), lo ribadiamo ancora, non è sicuramente una serata concettuale, anche se non tutte le sue battute provocano l'immediata risata: spesso si ride dopo e fuori tempo. L'importante è che lui non se ne accorga (il problema è che se accorge spesso e sfrutta questa sua abilità per spassosi siparietti estemporanei con gli spettatori adocchiati).
La prima volta non ci trovavamo in teatro, ma in uno spazio all'aperto dove la star indiscussa era lui, oramai passato alla storia dell'intrattenimento come quello che fa alzare la mano, per qualsiasi motivo. Il protagonista del nonsense che ha fatto del "alzi la mano chi" il proprio marchio di fabbrica. E difatti non appena sale sul palco - allora e oggi - si inizia con un "alzi la mano chi la sa pronunciare al contrario..." e si rimane immediatamente interdetti, cercando di capire cosa abbia chiesto. Ma non finisce qui, perché a questa prima "alzata di mano" ne seguono molte altre, costellate ovviamente di risate e tanti applausi.
Con il suo abituale abito di scena (camicia bianca e jeans), Bagnato dà immediatamente prova di essere un artista per famiglie, dall'umorismo surreale assolutamente mai volgare o fuori luogo. Divertente e simpatico da subito, grazie al suo "faccione" sorridente e solare, si conquista immediatamente la platea e riesce con pochissimo a coinvolgere tutto il pubblico, anche quello leggermente più diffidente, che è stato portato in teatro/piazza da altri, senza sapere chi avrebbe poi visto.
Nessun problema per Bagnato, i tanti anni passati nei piccoli locali per fare la necessaria gavetta preparatoria al passaggio alla televisione, la collaborazione con due maestri del non sense come Lillo & Greg, la partecipazione a Zelig e Zelig Off, altre palestre niente male per una comicità "a corto" come la sua, insomma tutte esperienze che lo hanno sicuramente, come vediamo, messo nella migliore condizione per affrontare il pubblico, sia amico che sconosciuto.
Le sue "freddure" sono senza dubbio spassose (almeno a nostro giudizio). I giochini di matematica: facciamo dei giochi aritmetici basati sul numero 8, esempi: 2+6, risposta del pubblico 8; 108-100, qui ci vogliono un paio di secondi, poi 8; radice quadrata di 64, solo qualche temerario e quasi sottovoce risponde. Il prof. Bagnato, novello Pico De Paperis, ci sorride e allarga le braccia, come per dire, avevo ragione io. Risate e applausi, non necessariamente in questo ordine. C'è tempo e modo anche per fare esperimenti extrasensoriali, al di fuori delle capacità umane, come riuscire a capire, bendato, che il "campanello" che si ha in mano è - in effetti - un campanello. Spassoso l'innesto di improbabili ospiti che salgono sul palco per fare un saluto, lo fanno e se ne vanno. È una scemenza, ma è spiazzante e fa veramente ridere. E gli ospiti che arrivano si prestano a molto altro (ed è questa la novità del restyling dello show).
"Alzi la mano chi è capace di pronunciare i nomi al contrario! Io sono un esperto: Massimo Bagnato? Bagnato Massimo!" "Di dove sei tu, della prima fila? CITTÀ 1? Anche mia madre è di città 1... e tu della quarta? CITTÀ 2? Anche mia madre lo è... Alzi la mano chi è di città 1, chi è di città 2, alzi la mano chi si è stancato..." E via così, per un esercizio continuo di parole, di risate e anche di braccia, perché assistere a uno spettacolo di Massimo Bagnato è pura ginnastica per gli arti superiori. Lo spettacolo termina, forse il primo è stato appena troppo breve, il secondo molto lungo, invece. senza senso il primo come il secondo. Alzi la mano chi pensa, dopo averlo letto, che anche il nostro articolo lo sia.
Massimo Bagnato
in
ALZI LA MANO CHI...
QUANTI PENSANO
di Massimo Bagnato
con la partecipazione di... chi passa da lì
durata da una a due ore, dipende sempre da quanti alzano le mani









