Torna - periodicamente - in scena, stagione dopo stagione. All'Impact Festival, direzione artistica di Gina Merulla.
Capranica (VT), Teatro Francigena, domenica 8 novembre alle ore 18
Alzi la mano quel lettore, meglio se lettrice, che è stato/a in grado di risolvere - in via definitiva - il cordone ombelicale materno. Nessuna mano alzata? Lo supponevamo! Ecco perché lo spettacolo di e con Cinzia Leone è destinato a essere un sempre verde.
L’attrice romana si presenta al pubblico (almeno nella replica cui abbiamo assistito) prendendolo alle spalle, con un sorprendente ingresso dalla platea, accompagnata dal suono della sirena di un’ambulanza: “Ecco, sono arrivata, mi lasci pure qui; è che può accadere qualsiasi cosa ma quando poi si giunge sul palco ci si dimentica tutto, … no, non sono arrivata in auto, perché voi viaggiate ancora con la macchina? Io da tempo mi faccio portare in ambulanza”.
Con questo esordio e misuratore di pressione sul braccio, si aggiudica già il primo applauso. E non ha ancora fatto molto del monologo, scritto assieme a Fabio Mureddu, che alterna nelle sale almeno da un paio di stagioni (l'altro spettacolo è Disorient Express). Sul palco un seggiolino, un tavolo e un telefono che non tarda a squillare, dall'altra parte della cornetta la mamma, che viene proiettata sullo schermo in fondo al palco. Ovviamente la donna in video è impersonata dall'attrice stessa. Il discorso/monologo di botta e risposta inizia con un classico disturbo di ogni madre nei confronti della figlia, pur sapendo che quest'ultima sta lavorando (poco importa che sia in teatro e che stia per iniziare lo spettacolo), perché Mamma ha problemi intestinali e cerca consigli.
È proprio la gastrite l’argomento su cui ruota la prima parte, com’è nata questa patologia e soprattutto quando? Cinzia Leone sostiene che la gastrite ha iniziato a infastidire l’uomo molto prima dell’era moderna. Ha origini primitive, perché primitiva è la fonte: il brodo primordiale da cui tutto ha avuto origine. Ma chi è che ha messo a preparare il brodo? La mamma naturalmente!
Così l’attrice inscena un’ipotetica mamma primordiale che dialoga con un’immaginaria bambina primordiale seduta sul seggiolino (ovviamente primordiale), intenta a gustare il brodino preparato con tanto amore dalla genitrice che, pur vivendo in un’altra era, ha problemi e preoccupazioni che inevitabilmente hanno causato quella che l’attrice definisce come un’intensa crisi di "rodimento" fortemente somatizzato, vale a dire la moderna gastrite.
Di lì a breve arriva un’altra chiamata della mamma direttamente dal bagno di casa, questa volta non è la gastrite a darle problemi, ma la colite. Su questo nuovo disturbo l'attrice/figlia sviluppa la seconda parte dell’esibizione, raggiungendo l’apice con la proiezione di una parodia sull'efficacia degli yogurt, per passare poi alla classificazione dei pannolini e alle pubblicità che descrivono i problemi delle cinquantenni.
Cinzia Leone diverte, toccando argomenti “delicati” e imbarazzanti. Filo conduttore quel cordone ombelicale che unisce madre e figlia in un legame indissolubile, spesso inspiegabile ai figli di sesso maschile. Ma se da un lato simboleggia in assoluto l’amore nella sua accezione più profonda, dall’altro è sicuramente limitante.
Nello show si innesta anche un rapporto tra spettatore e artista, non sempre usuale, una forma empatica frutto di professionalità di lunga data (la ricordiamo ancora ai tempi della "pizza de fango del Camerun"), ma anche del modo sincero in cui entrambi i soggetti attivi si danno l'uno all'altra, contribuendo alla riuscita dell'incontro.
E questa "sincerità" di chi è sul palco è resa anche con la presenza - seduta tra il pubblico - di una "suggeritrice vivente", che si limita a dare, copione alla mano, solo un primo "la" del prosieguo. Una curiosa forma meta-teatrale, utilizzabile anche per generare piacevoli fuori programma che sembrano veramente codificati e ben integrati, per quanto sono strutturati. "Perché nascondere il suggeritore? Mi serve", ci ha raccontato Cinzia Leone in una breve chiacchierata dopo lo spettacolo.
Il rapporto madre-figlia crea stabilità ma allo stesso tempo è fonte di insicurezza, è una relazione essenziale ma complessa. La madre costituisce per la figlia un modello da seguire, da imitare, ma questo genera una sorta di “crisi d’identità”: dove finisco io e dove inizia mia madre? Ciò che faccio, ciò che penso, dipende completamente da me o sono i comportamenti riflessi di mia madre? Questi conflitti interiori sono parte dello spettacolo che alterna comicità ad approfondimento.
Il pubblico arriva a comprendere quello “spostati” iniziale quando l’attrice urla, implorando la madre di farsi da parte. La figlia vorrebbe mettere a tacere la voce interiore della mamma, quella voce sempre presente, ma la voce dell’amore è così potente che, nel momento in cui viene richiesta un po' più di libertà, arrivano immediatamente i sensi di colpa: “No mamma, non ti spostare mi sposto io, ma stai tranquilla, tanto lo sai che quando arrivo… ti chiamo!”
Queste ultime parole celano l’impossibilità di scindere completamente le due esistenze. La mamma sarà sempre un’ombra sulla vita di una figlia che a sua volta diventerà madre e diventerà ombra lei stessa, in un circolo che esiste dai tempi dei tempi e che mai si spezzerà. Lo spettacolo si chiude con questo pannello: "Dedicato a mia madre. Quella vera. Che non è nessuna delle madri di questo spettacolo. E' la mia. Cinzia". Non c'è proprio altro da aggiungere.
Scheda Spettacolo
- Titolo: Mamma sei sempre nei miei pensieri, spostati!
- Genere: Monologo comico
- Scritto da: Cinzia Leone e Fabio Mureddu
- Con: Cinzia Leone
- Con la partecipazione di: Federica Lugli
- Regia: Fabio Mureddu
- Musiche: Enrico Melozzi
- Stagione teatrale: 2017/2018
- Voto: ★★★½☆ (3.5/5 stelle)
- Torna in scena: Capranica (VT), Teatro Francigena, Largo Ripoll
- Rassegna: Impact Festival 2026
- Direzione artistica: Gina Merulla
- Data e orario: domenica 8 novembre alle ore 18
- Informazioni e biglietteria: 06 41 73 49 01 - 333 43 13 086
- Sito web: www.impactfestival.it
- Ufficio stampa: Elisa Fantinel








