"Io non sono stata l'amante di Picasso. Lui era soltanto il mio padrone"
Dall'omonimo romanzo di Osvaldo Guerrieri, lo spettacolo racconta la vicenda di Dora Maar, musa di Picasso, pregevole fotografa e appassionata di poesia, musica, canto e pittura. Incontrò l’artista poco più che ventenne e dallo stesso, fu poi tragicamente abbandonata. È ricordata come una delle più straordinarie artiste del Surrealismo, ma la sua capacità fotografica e la sua arte finirono per soccombere alla spigolosa storia d’amore con il pittore spagnolo, una storia tormentata e travolgente, che la indusse ad una schiavitù amorosa con cui fu stritolata dalla crudeltà e dalla vanità del più grande artista del Novecento.
Fotografa e pittrice francese, Dora Maar incontra Picasso per la prima volta nel 1935. Lei ventottenne, lui cinquantaquattrenne. Galeotto però fu il loro secondo incontro, in cui la giovane seduta al tavolino di un bistrot, si puntellava gli spazi tra le dita della mano con un coltello che batteva sul tavolo, incurante del reale pericolo di tagliarsi. Picasso si fece consegnare i guanti insanguinati e li espose su una mensola del suo appartamento parigino. I due cominciarono poi a vedersi e il pittore, traeva puro godimento nell’umiliare la donna, tanto da convincerla ad abbandonare la fotografia per la pittura, nonostante a quell’epoca lei fosse già una fotografa molto apprezzata. L'ormai ex-fotografa finì per essere totalmente sopraffatta dalla personalità dell’artista e divenne la sua musa privata, ritratta in numerosissimi dipinti e nel contempo riconosciuta anche come l'incarnazione stessa del dolore.
Una relazione durata circa nove anni, al termine di cui Dora fu lasciata da Pablo per la giovanissima Françoise Gilot. L’abbandono fece precipitare la donna in una profonda depressione, alimentata anche dalla sofferenza per la propria sterilità, che la portò al ricovero in una clinica psichiatrica. Fu sottoposta a numerosi elettroshock e presa in cura dallo psicanalista dello stesso Picasso, Jacques Lacan, che riuscì con non pochi sforzi a farle accettare la malattia. Dopo la separazione dal pittore, nella Parigi del 1944 ancora occupata dai nazisti, Picasso le lasciò in dono un disegno del 1915 come regalo d’addio, oltre che alcune nature morte e una casa a Ménerbres, in Provenza.
SCHIAVA DI PICASSO
di Osvaldo Guerrieri
con Monica Rogledi
la voce di Barbara Cestoni
e la chitarra di Gabriele Santori
regia di Blas Roca Rey








