Danzando con il mostro

Il nuovo spettacolo di Serena Balivo e Mariano Dammacco indaga i chiaroscuri dell’animo umano

immagine di tre persone in scena
m&s - Danzando con il mostro (foto di Luca Del Pia)

Danzando con il mostro è uno spettacolo dalle tinte gotiche, «una visione notturna – scrive Dammacco – forse un’allucinazione; forse siamo nella mente di un individuo, dinnanzi al suo match con se stesso».

Gli artisti si confrontano con il “mostruoso”, quando questo irrompe nelle vite, nelle relazioni e nella quotidianità. In scena un’alta torre con un orologio, in cui si percepisce una presenza. Davanti, un pavimento rosso sul quale vivono un uomo e una donna, forse due emanazioni della mente della creatura. Vestono abiti eleganti, da gran galà, circondati da preziosi bicchieri. Forse sono stati invitati a un ricevimento, forse sono loro gli ospiti d’onore, o forse l’ospite d’onore è il tormento, il mostro che li ha invitati a danzare insieme a lui.

Note di Mariano Dammacco
Ho scelto di provare a porre lo sguardo sul tormento, in particolare su di un preciso tipo di tormento, un tormento che può capitare di esperire a un essere umano “fortunato”, un individuo che viva in condizioni dignitose, che non conosca la schiavitù o la guerra o la malattia, il tormento di un individuo che in teoria ha tutto per “essere felice”, che ha tutto per vivere bene la propria esistenza, insomma un cosiddetto essere umano libero, magari di quell’Occidente di cui facciamo parte: il tormento che una persona può dare a se stessa e da se stessa subire. Cosa succede quando siamo schiavi di noi stessi? In guerra con noi stessi? Cosa succede quando ad ammalarsi è la relazione con noi stessi e, di conseguenza, quella con gli altri? Può capitare di vivere un tormento estremamente doloroso, un tormento profondo e alienante, che spesso fa fatica a suscitare compassione negli altri, un tormento che può diventare insopportabile. 
Ho pensato a questa condizione come a una danza costante con qualcosa di invisibile, che fa paura (ma che magari vuole dirci qualcosa), una danza con qualcosa di mostruoso e ho cominciato a mettere nero su bianco alcune immagini in forma di parole, poi le ho condivise con Serena Balivo (come faccio da un decennio) e, per la prima volta, con Roberto Latini. Insieme, sulla scena, abbiamo lavorato alla scelta di alcune di queste immagini, a come ricomporle nella relazione tra loro, alla loro successione per poi giungere alla composizione di una drammaturgia di scena che le contenesse e alla creazione dello spettacolo Danzando con il mostro.

Il testo dello spettacolo è pubblicato nella collana Linea, edita da Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale e Luca Sossella editore, all’interno del volume Danzando con l’umano, che raccoglie cinque drammaturgie di Mariano Dammacco, composte negli anni di collaborazione con l’attrice Serena Balivo: L’inferno e la fanciulla, Esilio, La buona educazione, Spezzato è il cuore della bellezza e Danzando con il mostro (questi ultimi due pubblicati ora per la prima volta). I testi sono accompagnati da quattro apparati critici in forma di conversazione, curati da Gerardo Guccini, che esplorano il processo creativo dei due artisti attraverso il tempo. Il volume si arricchisce dei contributi grafici creati da Stella Monesi e di testi inediti di Serena Balivo e Roberto Latini.

Danzando con il mostro
uno spettacolo di e con Serena Balivo, Mariano Dammacco, Roberto Latini 
concept e parole Mariano Dammacco 
musiche e suono Gianluca Misiti  
luci e direzione tecnica Max Mugnai 
scenografia e costumi Francesca Tunno 
foto di scena Luca Del Pia 
ufficio stampa Maddalena Peluso 
produzione Infinito SRL, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Compagnia Lombardi-Tiezzi 
residenze artistiche presso Florian Metateatro, C.Re.a.Re Campania / Teatri Associati di Napoli, Dialoghi – Residenze delle arti performative a Villa Manin 2022 – 2024, Centro di residenza della Toscana (Armunia-CapoTrave/Kilowatt), Teatro Le Forche
durata 70 minuti

Testata Giornalistica
Dal 2015 cerchiamo di essere il salotto buono dell'informazione culturale. E qualche volta ci riusciamo anche.
Change privacy settings