Lo spettacolo ha debuttato al Teatro Carignano di Torino il 4 ottobre 2021 inaugurando la stagione 2021/2022 del Teatro Stabile.
Scritto nel 1879 durante un soggiorno ad Amalfi, Casa di bambola suscitò grande indignazione al suo debutto al Teatro Reale di Copenaghen. La figura di Nora, incompresa sposa-bambina disposta a lasciare marito e figli per conquistare la propria indipendenza, non riscosse molta comprensione presso il pubblico borghese dell’epoca, per il quale i vincoli del matrimonio erano sacri. Lo stesso Ibsen prese le distanze da quanti la applaudirono come un’antesignana dell’emancipazione femminile. In Italia Casa di bambola approdò proprio a Torino nel 1889 come prima rappresentazione ibseniana, quando Emilia Aliprandi la propose assieme al marito Vittorio Pieri al Teatro Gerbino, gloriosa sala ottocentesca demolita nel 1905. Due anni più tardi, fu Eleonora Duse ad attirare le attenzioni sul genio norvegese, suscitando le perplessità del pubblico e gli imbarazzi della critica con una versione milanese del dramma. Divenuto ben presto uno dei testi più frequentati del Novecento, Casa di bambola resta un’opera di sorprendente modernità, che continua a parlare attraverso i secoli rinnovando il tema della fedeltà alla vita quale assoluto morale, al di fuori del quale non esiste possibilità di salvezza.
Note di regia
«Il mistero che avvolge la donna, da sempre, nella letteratura, come nella pittura e, in definitiva, in tutte le arti, è perennemente legato al giudizio dell’uomo su di lei. La definizione del suo mistero non si può scindere da colui che lo ha inventato e quindi dichiarato e demonizzato, ovvero l’uomo. La Nora di Ibsen nasconde un segreto che, se scoperto e interpretato dalla logica maschile, rappresenterebbe una colpa… Esattamente come le necessità inoppugnabili di Antigone si scontravano con le leggi altrettanto inoppugnabili di Creonte, così i coniugi Helmer smarriscono il loro amore (o presunto tale), di fronte al reciproco mistero, incapaci di trovare una soluzione all’enigma millenario che si cela tra i due sessi. Non credo nell’interpretazione, molto frequente in passato, di una Nora che si libera da un marito pedante e ottuso, ma credo piuttosto in una interpretazione più contemporanea di un legame che si dissolve a causa di una reciproca diffidenza, nata dall’incomprensione mai risolta tra uomo e donna. La cronaca ci ha abituato alle efferatezze e alle violenze generate da questa incomprensione; i “mostri” di tali episodi sono sempre accolti e talvolta molto amati dalle proprie vittime. Fino a quando continueremo a chiamarli mostri e fino a quando continueremo a parlare di masochismo riferendoci alle vittime, temo continueremo a leggere terribili notizie della brutalità maschile sulla donna. Ibsen, con straordinario anticipo sulla storia, ci metteva in guardia in merito a ciò che sarebbe potuto scaturire da quella mancanza di reciproca comprensione: quel vuoto fra i due sessi, quella differenza di coscienze ha generato l’epoca contemporanea e ha detonato una guerra fredda disperata, caotica e spesso fatta di ottusità, rancori, passività, prepotenza e fragilità che non sappiamo più definire. Oggi sappiamo che le regole di ieri erano sbagliate, siamo chiamati a fare chiarezza, a riconoscere le nostre personali specifiche miserie».
CASA DI BAMBOLA
di Henrik Ibsen
con Filippo Dini, Deniz Özdoğan, Orietta Notari, Andrea Di Casa,
Eva Cambiale, Fulvio Pepe
regia Filippo Dini
scene Laura Benzi
costumi Sandra Cardini
luci Pasquale Mari
collaborazione coreografica Ambra Senatore
musiche Arturo Annecchino
aiuto regia Carlo Orlando
assistente costumi Eloisa Libutti
Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale / Teatro Stabile di Bolzano
con il sostegno di Fondazione CRT
Ripresa integrale dello spettacolo
riprese Luca Gianfrancesco, Enrico Montagna, Lucio Fiorentino
montaggio e regia video Lucio Fiorentino
Disponibile online da lunedì 21 novembre alle 20 fino a domenica 27 novembre 2022
https://www.teatrostabiletorino.it/tst-streaming/
Sui canali online del TST è disponibile anche il docufilm La danza di Nora realizzato sempre dal regista Lucio Fiorentino e dedicato allo spettacolo.









