Non ci facciamo riconoscere

In scena nella sala della Capitale con Non ci facciamo riconoscere dal 16 al 21 aprile

immagine di un uomo sul palco
m&s - Marco Falaguasta in Non ci facciamo riconoscere (foto di Corinna Fumo)

«Certo, eravamo giovani e spensierati. Ma siamo proprio sicuri che non farsi riconoscere sia stato un vantaggio? O forse, in qualche circostanza, avremmo potuto alzare la voce e… farci riconoscere?»

"Non ci facciamo riconoscere" di e con Marco Falaguasta è uno spettacolo che coinvolge il pubblico ripercorrendo quel periodo a cui i cinquantenni di oggi guardano con grande nostalgia. Una frase emblematica che ha accompagnato l’adolescenza di intere generazioni degli anni Settanta, Ottanta e Novanta. Quattro parole inequivocabili che i genitori pronunciavano per richiamare i figli a un comportamento consono, ma il cui reale significato è sempre rimasto un mistero. L’attore romano dialoga con gli spettatori per capire se davvero quello in cui speravamo è poi successo. Oppure, date le premesse, ci aspettavamo di più.

Come avremmo vissuto gli avvenimenti di cronaca e le tante trasformazioni sociali, sequestro Moro, legge sul divorzio, statuto dei lavoratori, ai tempi dei social? Davvero i nostri figli hanno più libertà di quanta ne avevamo noi? Era da preferire l’inclinazione dei nostri nonni e dei nostri genitori a non buttare niente? O è ormai indispensabile l’enorme quantità di acquisti e nuovi modelli, ai quali oggi i nostri ragazzi sono abituati? Ma soprattutto che differenza c’è tra il poke e la frittata di nonna con dentro tutto ciò che non si doveva sprecare?

Falaguasta prende per mano gli spettatori in un viaggio epocale tra gag, osservazioni, interpretazioni alternative di convinzioni assodate. Per capire se davvero, quella di cui si fa portavoce, è una generazione in stand by. Così riecheggia ancora a scena aperta “Non ci facciamo riconoscere”. Risuona vibrante dalle tavole del palcoscenico per dar voce a un passato recente. Gli anni di piombo, della legge sull’aborto, ma anche del boom economico, dell’Italia campione del mondo in Spagna. Gli anni della Panda 30 con il finestrino abbassato e l’autoradio che suonava le hit. I Depeche Mode, i Duran Duran, gli Spandau Ballet e Boys di una dirompente Sabrina Salerno che metteva tutti d’accordo. Tante risate ma anche momenti di riflessioni in un percorso a ritroso nel tempo, per cercare di capire “chi” siamo diventanti oggi.

NON CI FACCIAMO RICONOSCERE
di Marco Falaguasta e Alessandro Mancini 
con Marco Falaguasta
canta dal vivo Eleonora Segaluscio
organizzazione Enza Felice e Francesca Zaino
segreteria di produzione Federica Corino
foto Azzurra Primavera
grafica Paolo La Farina
Produzione Nicola Canonico per la Good Mood

Dal 16 al 21 aprile 2024
(h 21.00, mercoledì 17 h 17.00, domenica 21 h 17.30)

TEATRO VITTORIA - ATTORI & TECNICI Piazza S. Maria Liberatrice 10, Roma (Testaccio)
Botteghino: 06 5740170 – 06 5740598
Vendita on-line e info: www.teatrovittoria.it
Biglietti (prevendita inclusa):
intero: platea € 30, galleria € 24
ridotto (under 35/over 65): platea € 21, galleria € 16
ridotto under 18: platea € 15, galleria € 13

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