46 tentativi di lettera a mio figlio

Come si può spiegare a un bimbo il senso della vita e il motivo della separazione dei suoi genitori?

immagine di un uomo al leggio
m&s - Claudio Morici, autore e interprete di 46 tentativi di lettera a mio figlio

Il senso della vita è molto difficile da spiegare ai bambini, visto che sono pochi gli adulti a essere stati in grado di comprenderlo, figuriamoci spiegarlo. Ancora peggio quando si deve giustificare la fine di un rapporto che per una piccola, ma spietatamente, logica mente è indissolubile, come il pane con la Nutella. Ecco l'escamotage: 46 lettere, o meglio 46 tentativi di una stessa lettera. Posta ordinaria o raccomandata, oppure - per essere moderni - peo o pec?

Il narratore è fermo davanti a un microfono e un leggio. Ai suoi piedi, decine di giocattoli rivolti verso lui, che aspettano impazienti di sentire il racconto, ma il viaggio sarà lungo e pieno di ostacoli, con lettere scarabocchiate, crisi di identità, amici che scrivono al suo posto, baby sitter “per lettera” ed esperimenti scientifici. Per non parlare dei peluche che iniziano ad animarsi e a raccontare i momenti più complessi della crisi di coppia, in un velleitario linguaggio “adatto a un bambino come te”.

Come in tutti i suoi spettacoli, anche qui Claudio Morici si muove tra il monologo, il reading letterario e il radio dramma, con sfaccettature tonali che vanno dal comico al drammatico, dal biografico al fiabesco. Costruendo “una scrittura che è anche architettura in quanto sostiene di per sé una drammaturgia già implicita nelle parole del racconto” (Teatro e Critica 2016). Ma questa volta Morici esplora e mette a nudo anche un territorio maschile intimo e fragile, raramente esplorato. Lo fa in modo delicato, goffo, ironico e autoironico. Ma non per questo meno serio e incisivo.

Lettera dopo lettera ci racconta la storia di un padre, ultraquarantenne, piegato dal peso del suo bebè nel marsupio comprato a Roma est. Mentre con una mano cerca parcheggio e con l’altra naviga su internet in paranoia per i vaccini; un padre che vorrebbe il posto fisso, ma è costretto a inseguire i suoi sogni d’artista, per non dare il cattivo esempio. Un padre che vorrebbe vietare a suo figlio qualsiasi attività artistica, per non fargli fare la sua fine, ma che allo stesso tempo lo invita a cogliere gli elementi più divertenti e paradossali della realtà. Un padre alla continua ricerca di un messaggio, di un senso, di una qualche perla di saggezza che possa trasmettere al suo erede. E tuttavia: siamo sicuri che ci sia già questa saggezza? Ma soprattutto: suo figlio, come fa a leggere queste lettere se ha solo 3 anni?

46 TENTATIVI DI LETTERA A MIO FIGLIO
di e con Claudio Morici
regia Claudio Morici
luci Camila Chiozza
produzione TeatroxCasa
durata un atto unico di circa un'ora
selezionato per il Festival di Todi Off 2018
finalista IN-Box 2019

Testata Giornalistica
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