Approda sulla scena del Teatro India l'inedita rilettura di Liv Ferracchiati delle tre sorelle di Cechov. La regista dialoga con la tradizione senza rinunciare a uno sguardo personale.
Čechov scrisse l’opera nel 1900, nella Russia attraversata da tensioni sociali e da un diffuso senso di stagnazione: in questo contesto nasce il destino di Olga, Maša e Irina, bloccate in una provincia che soffoca i loro desideri di riscatto e il sogno mai realizzato di tornare a Mosca. Lo spettacolo, una produzione Teatro Stabile di Torino, mette in risalto l’attualità del testo, rivelando come l’immobilità e la frustrazione delle protagoniste trovino eco in una sensibilità contemporanea segnata da precarietà e incertezza.
La regia di Liv Ferracchiati scandaglia le contraddizioni interiori, facendo luce sul bisogno umano di cambiare, di immaginare un altrove, pur sapendo che la vita, spesso, rimane incompiuta.
Dalla nota di Liv Ferracchiati
Tre sorelle è un testo filosofico sull’esistenza, infatti somiglia a una sequenza di fotografie che racconta come l’essere umano impiega e attraversa il tempo prima di morire. La questione centrale non è il tempo che passa, ma il momento in cui il tempo non garantisce più un senso, una promessa, una direzione. Cechov non racconta un crollo improvviso: racconta un’erosione lenta, un logoramento per accumulo, una disgregazione silenziosa che avviene mentre la vita continua uguale a se stessa, così che, alla fine e in profondità, tutto tende a equivalersi. Come direbbe Čebutykin, l’anziano dottore: “tutto è uguale”. In Cechov, però, anche il ricordo del passato sbiadisce e si perde ogni riferimento. Non a caso nel terzo atto, Čebutykin rompe l’orologio appartenuto alla madre delle sorelle, la donna che ha amato e che ora quasi non ricorda più. Un atto violento, apparentemente casuale, che neppure lui riesce a giustificare e che mostra una verità, apre un varco nella narrazione del tempo e della memoria.
Tre sorelle
Nevica. Che senso ha?
da Anton Čechov
testo Liv Ferracchiati
dramaturg Piera Mungiguerra
consulenza letteraria Margherita Crepax
regia Liv Ferracchiati
con (in ordine alfabetico) Francesco Aricò (SOLËNY), Valentina Bartolo (MAŠA)
Giovanni Battaglia (ČEBUTYKIN), Giordana Faggiano (NATAŠA),
Rosario Lisma (VERŠININ), Riccardo Martone (TUZENBACH), Antonio Mingarelli (ANDREJ),
Marco Quaglia (KULYGIN), Livia Rossi (IRINA), Irene Villa (OLGA)
scene Giuseppe Stellato
costumi Gianluca Sbicca
luci Pasquale Mari
suono Giacomo Agnifili
aiuto regia Adele Di Bella
assistente alla regia Giovanni Miglietti
assistente costumista Rossana Gea Cavallo
foto Luigi De Palma
produzione Teatro Stabile Torino – Teatro Nazionale
durata 1 ora e 50 minuti senza intervallo
spettacoli
tutte le sere ore 20 I domenica ore 18
biglietteria
tel. +39 06 877 522 10 -









