Il bagno

Non ci riferiamo alla conosciuta e buona abitudine degli antichi romani, ma al titolo dello spettacolo in scena

i due protagonisti dello spettacolo
m&s - i due protagonisti dello spettacolo

I testi di Tiziana Tomasulo, attraverso un’ironia raggelante, imprigionano i protagonisti della pièce all’interno di un mondo claustrofobico fatto di ossessioni, manie di grandezza e desideri di vendetta. Sono esseri incapaci di amare, ma desiderosi e bisognosi di farlo, comunque terrorizzati dal reale incontro con l’altro. Dietro alla loro incapacità si nasconde la vergogna per quello che sono, insieme alla frustrazione per la prospettiva di una vita destinata alla solitudine. Non si sentono all’altezza e per questo sono rigonfi di rabbia e auto-condannati alla solitudine. L’altro è visto come la possibilità di avere una conferma su quello che siamo ma anche, e soprattutto, un’occasione per scoprire che non siamo quello che immaginiamo di essere.

In scena ne “Il bagno” c'è un uomo, un “principe azzurro” che stura un cesso, e una donna, una “Biancaneve” in sneakers rosse che lo osserva, seduta su un bidet. Questi due esseri umani sono i resti/carcasse di una favola felice, sono ciò che resta del tempo che fu. L’uomo stura il cesso come se cercasse di sturare qualcos’altro, di stappare qualcosa che ha a che vedere con gli inceppi e le cadute di una relazione, di una storia d’amore, della fine di una storia d’amore; un qualcos’altro che ha a che vedere con quel momento in cui tutte le parole che si dicono ”partono dal vuoto e vanno verso il vuoto”. Unica salvezza? Forse lasciare che il cesso ci risucchi.

IL BAGNO
terzo quadro del progetto "Da soli non si è cattivi"
tratto dalla drammaturgia e dai racconti di Tiziana Tomasulo
tre atti unici dedicati a Matteo Latino
con Francesca Farcomeni, Francesco Zecca
regia Fabiana Iacozzilli

Testata Giornalistica
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