Sonia Bergamasco in La locandiera

Sonia Bergamasco, dopo Chi ha paura di Virginia Woolf?, è nuovamente diretta da Antonio Latella

La locandiera
m&s - La locandiera (foto © Gianluca Pantaleo)

In questo allestimento firmato dal Teatro Stabile dell’Umbria si mette in luce la forza rivoluzionaria e politica di un testo che vede per la prima volta una protagonista femminile, emblema di emancipazione e simbolo di un cambiamento che segnerà tutta la drammaturgia a venire.

La trama della commedia goldoniana è nota: Mirandolina gestisce la locanda ereditata dal padre, insieme al fedele cameriere Fabrizio al quale è legata da una promessa di matrimonio fatta al genitore prima che morisse. Nella locanda due clienti entrambi innamorati della padrona: il Conte d’Albafiorita che la corteggia spendendo grandi quantità di denaro e lo squattrinato Marchese di Forlipopoli che tenta di conquistarla facendo leva sul titolo nobiliare. Con intelligenza e superiorità, Mirandolina argina corteggiamenti e pretendenti accettando secondo convenienza qualche dono.

Gli equilibri mutano quando arriva alla locanda il misogino Cavaliere di Ripafratta. Mirandolina avverte il disprezzo che il Cavaliere nutre per le donne come una sfida e decide di mettere in atto un piano per farlo capitolare. Tra equivoci e inganni, arricchiti e movimentati anche dall’arrivo delle due commedianti Ortensia e Dejanira, Mirandolina riesce a far innamorare il Cavaliere che, però, perde la testa. La quiete si ristabilisce solo quando Mirandolina accetta di sposare Fabrizio ma, come in altre opere goldoniane, la fine degli intrighi porta con sé un’ombra di malinconia.

Note di regia
Penso a ‘Café Müller’ di Pina Bausch. Penso ad una donna nata e cresciuta nella locanda, un luogo-mondo che accoglie infiniti mondi. Nel testo goldoniano il tema dell’eredità è il punto cardine di tutto. Mirandolina seduta sul letto di morte del padre riceve in eredità la locanda, ma anche l’ordine di sposarsi con Fabrizio, il primo servitore della Locanda. In questo credo che ci sia un’inconsapevole identificazione del padre con il servo, come erede virtuale in quanto maschio. Più che un uomo per la figlia, il padre sceglie un uomo per la locanda, un uomo pronto a tutto pur di proteggere la locanda. Credo che Goldoni con questo testo abbia fatto un gesto artistico potente ed estremo, un gesto di sconvolgente contemporaneità: innanzitutto siamo davanti al primo testo italiano con protagonista una donna, ma Goldoni va oltre, scardina ogni tipo di meccanismo, eleva una donna formalmente a servizio dei suoi clienti a donna capace di sconfiggere tutto l’universo maschile, soprattutto una donna che annienta con la sua abilità tutta l’aristocrazia.

TEATRO STABILE DELL’UMBRIA
presenta
LA LOCANDIERA
di Carlo Goldoni
regia Antonio Latella
con Sonia Bergamasco, Marta Cortellazzo Wiel, Ludovico Fededegni, Giovanni Franzoni, Francesco Manetti, Gabriele Pestilli, Marta Pizzigallo, Valentino Villa
dramaturg Linda Dalisi
scene Annelise Zaccheria
costumi Graziella Pepe
musiche e suono Franco Visioli
luci Simone De Angelis
assistente alla regia Marco Corsucci
foto di scena Gianluca Pantaleo
durata 2 ore e 30 minuti, incluso un intervallo

da giovedì 28 novembre
a domenica 1° dicembre

orari
giovedì e sabato alle 19:30
venerdì alle 20:30
domenica alle 16

TEATRO IVO CHIESA | TNG
Piazza Borgo Pila 42, Genova

info e biglietti
telefono 010 5342 720
mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

https://biglietti.teatronazionalegenova.it

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