Il testo di Hattie Naylor (che abbiamo già "ascoltato" radiofonicamente, vedi Bluebeard/Barbablù) compie un percorso all’interno del tema della violenza di genere, i cui tentativi di contrasto sono spesso troppo tardivi ad arrivare. Barbablù è il pretesto per dar voce all’esplorazione degli strati più profondi e primordiali di comportamenti e personalità che si trasformano da apparentemente sani a malsani e patologici. Un progetto nato dalla convinzione che il teatro può essere strumento di educazione, conoscenza e sensibilizzazione.
Barbablù è un seduttore, un ammaliatore, un provocatore. Un predatore che passeggia e fiuta la preda ancor prima che essa diventi tale. Un giocatore competitivo che contempla la vittoria come unico finale possibile. Barbablù osserva e ammicca. È gentile e premuroso. Fa un passo alla volta e non si concede mai subito e mai del tutto. Ascolta e risponde al bisogno più intrinseco. Accarezza e coccola. Desidera e idealizza. Crea connessioni perfette. Ama. Barbablù ha bisogno di sentirsi forte e superiore. Non scende dentro di sé. Non risponde alle domande. È vulnerabile e non sostiene la cura dell’altro. Barbablù tesse la sua (di lui, di lei) gabbia. È in trappola. Per non esplodere dentro, esplode fuori. Barbablù violenta, tortura, uccide. Vince.
Note di regia
Non si può combattere il male rimuovendone solo l’effetto, non si può annientare la malattia eliminandone il sintomo, non si può abolire la violenza sopprimendone la manifestazione. I numerosi tentativi contro la violenza di genere agiscono, nella maggioranza dei casi, sull’evento e sull’atto che è già stato compiuto o subìto. Barbablù è, invece, il pretesto per dar voce all’esplorazione degli strati più profondi e primordiali di comportamenti e personalità che si trasformano da apparentemente sani a malsani e patologici. Barbablù ha senza dubbio una visione distorta delle relazioni, dei sentimenti, del sesso. Ma qual è il limite oltre il quale il consentito diventa irrispettoso, violento, illegale? Le donne di Barbablù sono intrinsecamente già vittime. Sono vittime di personalità probabilmente troppo fragili, di famiglie in cui la forza femminile è sempre stata assecondata a desideri altrui, di relazioni in cui la dimostrazione del sentimento e del bene era sinonimo di sopportazione e tolleranza, di contesti in cui il senso di inadeguatezza affibbiato loro era considerato normale, di società in cui valutare un essere umano superiore o inferiore rispetto ad un altro è regolare. In ogni atteggiamento, in ogni gesto, in ogni parola, può insinuarsi quel meccanismo di gioco-forza in cui ogni relazione deve necessariamente prevedere che ci sia un vincitore e un vinto, un predatore e una preda, un carnefice e una vittima. È proprio questo gioco-forza che emerge dalla penna di Hattie Naylor e che ritengo necessario indagare e approfondire. Entrambi i partecipanti conoscono istintivamente le regole ma pochi osano infrangerle per paura di scendere in territori sconosciuti in cui la vulnerabilità è considerata la vera debolezza. È così che i due diventano avversari e finiscono per far sì che i loro ruoli arrivino perfino a confondersi. Non considerando la giustificazione neanche come remota possibilità, il tentativo è la comprensione del reale aspetto di Barbablù, per poter prendere coscienza della causa che sta alla base di questi comportamenti, riconoscerla, scegliere di annientarla, con la certezza che estirpare la radice di questo dualismo è difficile ma non impossibile.
Hattie Naylor
Drammaturga e sceneggiatrice britannica, nota per il suo lavoro nel teatro e nella radio. Ha studiato presso l'Università di Oxford e ha iniziato la sua carriera scrivendo per la radio della BBC, dove ha ricevuto riconoscimenti per le sue opere radiofoniche. Tra i suoi lavori più noti c'è The Night Watch (2010), una pièce che esplora il tema della Seconda Guerra Mondiale attraverso una narrazione intricata e coinvolgente. Naylor è apprezzata per la sua capacità di combinare narrazione e drammaturgia in modi innovativi, spesso affrontando temi storici e sociali con una
prospettiva fresca e riflessiva. La sua carriera continua a essere segnata da una produzione variegata e di alta qualità.
Accademia Perduta/Romagna Teatri
presenta
BARBABLU'
di Hattie Naylor
traduzione Monica Capuani
con Edoardo Frullini
regia Giulia Paoletti
scene Davide Tagliaferri
luci Filippo Boschetti e Giulio Camporesi
foto Francesco Bondi
da venerdì 15 novembre 2024
a domenica 17 novembre 2024
Teatro Belli
Piazza Sant'Apollonia, 11a
Roma
orari
venerdì ore 21:00
sabato ore 19:00
domenica ore 17:30
biglietto
intero € 18
ridotto (under 26 e over 65) € 13
TREND – XXIII edizione
nuove frontiere della scena britannica
rassegna ideata da Rodolfo di Giammarco
direzione generale Carlo Emilio Lerici
segreteria Organizzativa Caterina Botti e Francesca Cutropia
ufficio stampa Maresa Palmacci
direzione tecnica Roberto Di Maio
progetto grafico Francesca Cutropia e Paolo Roberto Santo
Informazioni e prenotazioni
06 5894875









