Semo o nun semo al Teatro Olimpico

Lo spettacolo del premio Oscar Nicola Piovani torna all'Olimpico, ospite della stagione dell’Accademia Filarmonica Romana

Semo o nun semo
m&s - Semo o nun semo (in primo piano Massimo Wertmuller)

Lo spettacolo, applauditissimo e sempre gradito al pubblico, ha preso il titolo da una delle canzoni in dialetto romano di Romolo Balzani, è nato per i festeggiamenti del centenario di Villa Borghese. A distanza di poco più di vent’anni dal suo debutto, conserva intatta tutta la piacevolezza e bellezza di una serata dedicata alla tradizione della canzone romana.

Sarà una sorta di drammaturgia a base di canzoni romane, come un canzoniere della Vecchia Roma del Novecento – quella di Ettore Petrolini, Romolo Balzani, Aldo Fabrizi – dove si ritrovano anche citazioni di Trovajoli, tanti stornelli e serenate. Oltre che con Semo o nun semo, Romolo Balzani, che con le sue canzoni ha incarnato lo spirito della romanità, verrà ricordato con altre sue composizioni, come San Giovanni, dedicata alla festa di cui fu un grande protagonista, L’eco der core e Barcarolo romano, entrambe composte nel 1926. Tra le chicche in programma: Na serenata a Ponte (canzone giunta a noi per tradizione orale, raccolta e rielaborata da Piovani), Affaccete Nunziata, Nina si voi dormite, Canzone a Nina di Petrolini insieme alla più famosa Tanto pe’ cantà. E ancora Lulù di Aldo Fabrizi, Serenata sincera, Roma forestiera, composta nel 1947, in cui si cantava la nostalgia per la Roma che fu, e Com’è bello fa’ l’amore quando è sera, uscita allo scoppio del secondo conflitto mondiale. 

Un viaggio nel passato di ogni romano, e in quello del regista in particolare, che, per lo spettacolo, ha deciso di musicare alcune canzoni che sua zia Pina, attrice e cantante nel gruppo di Romolo Balzani, gli cantava quando era bambino. Racconta il compositore: “Le canzoni romane sono la colonna sonora domestica della mia infanzia: le cantava mia madre mentre si sfiancava nei lavori di casa. Da grande ho voluto studiarle per capirle di più: si ama davvero solo ciò che si conosce bene. Poi, in occasione dei festeggiamenti per il centenario di Villa Borghese si è presentata l’occasione. Si è detto e scritto che la canzone romana stilisticamente non esiste, in fondo sarebbe solo un succedaneo della canzone napoletana, e in parte è vero. Ma non estremizziamo, una piccola sua fisionomia distintiva la canzone romana ce l’ha: un certo sentimento di petroliniana rassegnazione, di sulfureo disincanto, che si traduce in vago e scanzonato andamento ritmico; che non è certo la leggera tarantella partenopea, profumata di erbe marine e forni a legna, ma un cugino saltarello dai piedi pesanti, adatto ai sampietrini e odoroso di incenso e di pajata”.

PRODUZIONE POLITEAMA
presenta
SEMO O NUN SEMO
uno spettacolo di Nicola Piovani
con Pino Ingrosso, Donatella Pandimiglio, Carlotta Proietti, Sara Fois e Massimo Wertmüller
testi a cura di Pietro Piovani
coordinamento scenico di Norma Martelli

Ensemble Aracoeli
Marco Loddo contrabbasso Nando di Modugno chitarra
Fabio Ceccarelli fisarmonica Alessio Mancini flauto
Sonia Maurer mandolino Pasquale Filastò violoncello

Lo spettacolo si si inserisce nella rassegna “La musica da camera dal barocco al contemporaneo” dell’Accademia Filarmonica Romana, sostenuta dalla Regione Lazio con il Fondo Unico 2024 sullo Spettacolo dal Vivo.

TEATRO OLIMPICO
da martedì 12 a domenica 17 marzo
da martedì a sabato ore 20.30, domenica ore 17.30

Biglietti:
da 25 a 40 euro
ridotto giovani 3-12 anni 20 euro
prezzi comprensivi di prevendita

Info:
filarmonicaromana.org
tel. 342 9550100
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teatroolimpico.it

Testata Giornalistica
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