Raccontare un mondo in totale dissoluzione: è questo l’assunto di base di “Le liaisons dangereuses”, romanzo di Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos, pubblicato in Francia nel 1782, sette anni prima che la Rivoluzione francese spazzi via tutto l'establishment societario dell'epoca. Celebre il film del 1988, con la regia di Stephen Frears (3 Premi Oscar su 7 nomination, 2 Premi Bafta su 10 nomination e numerosi altri riconoscimenti internazionali).
La vicenda ruota intorno alla marchesa Isabelle de Merteuil, una donna all’apparenza rispettabile e invece incline a qualsiasi corruzione, sapiente manipolatrice, capace di sedurre e dissimulare la verità: è lei il vero artefice dell’intreccio, in grado di gestire le relazioni fino a un plagio completo degli altri interpreti. Valmont, irriducibile libertino, viene spodestato dalla sua rivale e perde ogni possibilità di controllare gli eventi, rimanendo vittima delle sue stesse macchinazioni.
Gli agganci con la contemporaneità riguardano la cronaca di ogni giorno: relazioni malate, a volte tossiche, dove si sperimenta il gioco del potere piuttosto che l’amore. Il libertinismo oscuro e malato del Settecento, già declinato dal marchese de Sade, sembra essere arrivato con un salto temporale nel nostro secolo, determinando rapporti interpersonali improntati al plagio, al possesso dell’altro.
Dalle note di regia
Il contesto storico e l’analisi psicologica dei protagonisti rendono quest’opera quanto mai contemporanea. Valmont, irriducibile libertino, fa da contraltare alla sua ex amante, la marchesa Isabelle de Merteuil, ma a differenza di lei è passionale, irriducibile nel desiderio e quando viene spodestato dalla sua rivale, perde ogni possibilità di controllare gli eventi, rimanendo vittima delle sue stesse macchinazioni. La manipolazione e l’arte del dominio sono gli strumenti che vengono usati per raggiungere un dispotismo assoluto e non illuminato: amore e morte, Eros e Thanatos si congiungono in un binomio ineludibile, dando vita a un gioco tragico e mortale.
Gli agganci con la contemporaneità sono evidenti e riguardano la cronaca di ogni giorno: relazioni malate, a volte tossiche, dove si sperimenta il gioco del potere piuttosto che l’amore, relazioni che confluiscono verso un unico tragico risultato: la fine dei contendenti. Il libertinismo oscuro e malato del Settecento, già declinato dal marchese de Sade, sembra essere arrivato con un salto temporale nel nostro secolo, determinando rapporti interpersonali improntati al plagio, al possesso dell’altro e alla persecuzione psicologica e fisica degli esseri umani che diventano oggetto di pericolose trame seduttive.
RELAZIONI PERICOLOSE
da Choderlos de Laclos
regia e drammaturgia Giuseppe Argirò
con Viola Graziosi, Giorgio Lupano, Silvia Siravo, Elisabetta Arosio, Francesca Astrei e Vinicio Argirò
Produzione Teatro della Città di Catania
venerdì 26 e sabato 27 luglio alle ore 21:30
Festival di Borgio Verezzi
www.festivalverezzi.it









