Molte sono le forme de le cose divine e molte cose inaspettate, compiono gli dei le cose attese non si compiono, mentre per quelle inaspettate, la divinità trova un passaggio.
L’indefinitezza di genere di appartenenza dell’Alcesti è una risorsa, una grande risorsa, perché consente di muoversi con una certa libertà all’interno del capolavoro di Euripide, sempre però mantenendo una coerenza rispetto a quelli che sono i cardini intorno cui ruota il testo, i punti chiave, i punti luce e i punti di buio della “fabula”.
Nel prologo Apollo narra di essere stato condannato da Zeus a servire come schiavo nella casa di Admeto, re di Fere, in Tessaglia, per espiare la colpa di aver ucciso i Ciclopi come vendetta consequenziale all’uccisione del figlio Aclepio per mano di Zeus stesso. Grazie alla sua benevola accoglienza, Apollo nutriva per Admeto un grande rispetto, tanto da esser riuscito ad ottenere dalle Moire che l’amico potesse sfuggire alla morte, a condizione che qualcuno si sacrificasse per lui. Nessuno, tuttavia, era disposto a farlo, né gli amici, né gli anziani genitori: solo l’amata sposa Alcesti si era detta pronta.
Quando sulla scena arriva Thanatos, la Morte, Apollo tenta inutilmente di evitare la morte della donna e si allontana, lasciando la casa immersa in un silenzio angoscioso. Con l’ingresso del coro dei cittadini di Fere si apre la tragedia vera e propria. Mentre i coreuti piangono per la sorte della regina, una serva esce dal palazzo e annuncia che Alcesti è ormai pronta a morire, anche se vinta dalla commozione per la sorte della sua famiglia. Grazie all’aiuto di Admeto e dei figli, appare direttamente sulla scena per pronunciare le sue ultime parole: saluta la luce del sole, compiange sé stessa, accusa i suoceri, che egoisticamente non hanno voluto sacrificarsi, e consola il marito.
Lavoro sulla drammaturgia
Le domande che hanno mosso la riscrittura, in particolare, sono state le seguenti: Cosa accadrebbe, se crollasse la struttura che determina la tragedia classica greca? Se Apollo fosse troppa vita/dramma, e Tanato troppa morte/tragedia? Se Alcesti prima d’essere un’eroina classica, fosse una moglie ormai stanca e affetta dal “morbo” dell’abitudine? Se Admeto fosse un marito, un figlio, un amico “mite” e “temperato”? Cosa accadrebbe se Eracle prima d’essere Eracle, fosse un amico pentito di un torto? Cosa accadrebbe se un padre, un nonno, un suocero fosse spietato nella sua vecchiaia? Cosa accadrebbe se, invece di un primo posto, si cercasse, per riparare, di vincere il “secondo premio in palio”? Di quell’edificio tragico, resterebbe soltanto un dramma borghese. Che rappresenta la vita nei suoi aspetti dolorosi e in quelli lieti, concomitanti, con fine positivo. O meno.
LIBERAIMAGO
Produzioni Creative
presenta
A.D.E. – ALCESTI DI EURIPIDE
testo e regia Fabio Pisano
con Francesca Borriero, Roberto Ingenito e Raffaele Ausiello
musiche dal vivo eseguite da Francesco Santagata
scene Luigi Ferrigno
disegno luci Cesare Accetta
costumi Rosario Martone
produzione Associazione Primo Aiuto
lunedì 5 agosto alle ore 19:30 *
area antiche terme
Teatro Romano di Ferento,
Viterbo
* precede lo spettacolo (ore 18:30) la visita guidata al sito archeologico a cura di Archeotuscia
Prevendite online: www.ticketitalia.com
Prevendita a Viterbo: UNDERGROUND, telefono 0761 342987
Prevendita a Terni: NEW SINFONY, telefono 0744 407104
La biglietteria a Ferento è aperta dalle ore 18 nei giorni di spettacolo. Informazioni al numero 393 904 1725.
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