Marco Paolini torna a occuparsi di una figura cardine del pensiero moderno per raccontare la genesi della più scomoda delle sue teorie, l’evoluzionismo di Charles Darwin. Ideato con la collaborazione del filosofo delle scienze biologiche Telmo Pievani, del paleontologo statunitense Niles Eldredge e dello storico della scienza britannico James Moore, Darwin, Nevada è diretto da Matthew Lenton, il visionario regista britannico della compagnia Vanishing Point.
Nel 2001 sono stati rubati dalla biblioteca di Cambridge i taccuini di Charles Darwin.
Vent’anni dopo, i quaderni venivano misteriosamente restituiti, in una busta, con la scritta “Librarian/ HappyEaster/ x”.
Alla teoria dell’evoluzione, Darwin arrivò con un lungo travaglio di dubbi: ventidue anni di riflessioni prima di pubblicare The Origin of the Species, annotate su questi quadernetti. Ma che cosa successe in quei vent’anni?
«Siamo partiti da un pretesto – racconta Paolini – il furto dei taccuini di Darwin misteriosamente conclusosi con la loro restituzione, senza alcun indizio rispetto a cosa fosse accaduto nel lungo tempo intercorso. Noi abbiamo provato ad avanzare un’ipotesi e ne abbiamo fatto lo spunto narrativo del nostro viaggio». A questo fatto di cronaca, nella tessitura del racconto se ne aggiunge un altro: «in mezzo al deserto del Nevada, ogni anno si tiene il Burning Man Festival una manifestazione che raccoglie disciplinatamente decine di migliaia di persone, in maggioranza giovani, che provengono da varie parti degli Stati Uniti, e, per un periodo di tempo limitato, scelgono di vivere insieme, di sostituire il denaro con il baratto, di condividere esperienze e creare una comunità ideale, forse dal profilo un po’ New Age. Durante l’edizione del 2023 piovve in maniera abnorme. Noi abbiamo fatto coincidere quell’episodio con la nostra narrazione, perché, in effetti, seguiva di poco la restituzione dei taccuini di Darwin. Dove ci siamo diretti? A Darwin, ghost town, città mineraria ai margini del nulla nel deserto del Mojave, da migliaia di abitanti passata a 35, in California (ma noi la spostiamo di poco nel Nevada). Là dove le teorie di Darwin sono forse meno accettate, ovvero in quel mondo protestante e conservatore che costituisce anche il blocco di elettori dominante della potenza economica e militare più forte del pianeta», ha dichiarato Paolini.
Nei sondaggi effettuati da Gallup (Istituto statunitense per le ricerche statistiche e l'analisi dell'opinione pubblica), all’inizio degli anni 2000, alla domanda “da quanto tempo l’uomo si trova sulla terra?”, il 45% degli americani ha risposto che è stato creato nella sua forma attuale circa 10.000 anni fa. Un ulteriore 40% ha sostenuto invece che si è evoluto nell’arco di milioni di anni da forme di vita meno avanzate, ma sotto la guida di Dio. «Perché è davvero curioso riscontrare come gli Stati Uniti, che se pur con sempre maggiore fatica continuano a svolgere un ruolo ancora centrale per il pianeta, abbiano al loro interno una schiacciante maggioranza di persone che preferiscono usare la Bibbia come testo scientifico, ricusando non solamente i testi di Charles Darwin, ma tutto ciò che ne è scaturito: le ricerche sulla fisiologia della mente e del corpo umano e gli approfondimenti intorno alla relazione tra uomo e natura che ci hanno portato a ridimensionare sensibilmente il nostro antropocentrismo».
«Darwin, per me, è lo scienziato al quale facciamo ricorso per riflettere su una crisi attuale che sta affliggendo il nostro mondo. È la base, le fondamenta (se pensiamo allo spettacolo come a un edificio) della storia, che è, comunque, una vicenda di fantasia, ambientata ai nostri giorni – dichiara Matthew Lenton. Spiegando che l’intenzione della regia non è stata quella di costruire un biopic ma piuttosto di proiettare la vicenda e il pensiero dello scienziato raccontate da Marco Paolini in una dimensione onirica, fatta di immagini e suggestioni visive. «A me non piace il naturalismo, perché penso sia un linguaggio destinato alla televisione o al cinema; in teatro, all’opposto, bisogna relazionarsi con un gruppo di persone fisicamente presente, che vive un’esperienza unica. Questo presupposto è fondamentale nel lavoro di Marco, come lo è nel mio».
Nello spettacolo, si immagina che due ragazze, Sue Ellen e Sunny (Clara Bortolotti e Cecilia Fabris), stiano fuggendo di notte, con il loro camper, da quella tempesta del 2023. Complici l’oscurità, l’adrenalina e il maltempo, travolgono un uomo. Chi è quello strano personaggio che vaga portando con sé dei misteriosi libretti di appunti? Che sia Fernando Morión Nevada, partito per fare il giro del mondo, dopo aver lasciato la fidanzata Lupe (Stella Piccioni) ad aspettare il suo ritorno? E da dove vengono i misteriosi taccuini? Sarà compito di Ed (Stefano Moretti), sceriffo fondamentalista della città di Darwin (e fidanzato pro tempore di Lupe) gestire, in qualche modo, la situazione. Seguendo le tracce di Charles Darwin, sullo sfondo di una sperduta città americana che porta lo stesso nome dello scienziato, cinque personaggi intrecciano le loro esistenze in un racconto intorno alla migrazione delle specie e al pensiero scientifico, oggi a rischio di estinzione (perché difficile da addomesticare), insieme a buona parte delle specie selvatiche del pianeta.
Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
Teatro Stabile di Bolzano,
Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
Vanishing Point
Jolefilm
in collaborazione con
La Fabbrica del Mondo
presentano
DARWIN, NEVADA
un progetto di Marco Paolini
regia Matthew Lenton
da un’idea di Niles Eldredge, James Moore, Francesco Niccolini, Marco Paolini, Telmo Pievani, Michela Signori
drammaturgia Marco Paolini
con la collaborazione di Francesco Niccolini e Telmo Pievani
dramaturg Teresa Vila
con Marco Paolini, Cecilia Fabris, Clara Bortolotti, Stefano Moretti, Stella Piccioni
scene e costumi Emma Bailey
luci Kai Fischer
sound design Mark Melville
consulenza scientifica Niles Eldredge, James Moore
assistente alla regia Virginia Landi
foto di scena Masiar Pasquali – Piccolo Teatro Milano
durata 1 ora e mezza
dal 6 al 9 marzo 2025
TEATRO BONCI
Piazza Guidazzi – Cesena
tel. 0547 355959
spettacoli
da giovedì a sabato ore 20.30
domenica ore 16.00
biglietti
da 8 a 27 euro
biglietteria
dal martedì al sabato ore 11.00 – 14.00 e 16.00 – 19.00
nei giorni di rappresentazione serale fino a inizio spettacolo
le domeniche di rappresentazione pomeridiana, dalle 15.00 fino a inizio spettacolo
biglietteria online
cesena.emiliaromagnateatro.com
vivaticket.com
Tournée 2025
6 – 9 marzo, Teatro Bonci – Cesena (repliche in collaborazione con Coop Alleanza 3.0)
11 – 12 marzo, Teatro Arena del Sole – Bologna
13 – 16 marzo, Teatro Storchi – Modena
18 – 19 marzo, Teatro Giovanni da Udine – Udine
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