Nel 1921 un emigrante italiano «volò» fuori da una finestra del palazzo della polizia di New York: è questo l’episodio che ispirò “Morte accidentale di un anarchico”, una delle commedie più celebri di Dario Fo. L’azione comincia in una questura, dove il commissario Bertozzo (Edoardo Sorgente) si trova a fronteggiare un matto (Daniele Russo), capace di spacciarsi per più persone, motore e filo conduttore dell’intera vicenda.
“La morte accidentale” a cui allude il titolo dell’opera è quella dell’anarchico Giuseppe Pinelli, precipitato da una finestra del quarto piano della questura di Milano nel 1969, in uno degli episodi più controversi della storia italiana del dopoguerra; dalla strage di Piazza Fontana, per cui Pinelli era indagato, ad alcuni dei terribili fatti che ne seguono, Dario Fo interroga con la sua opera non solo il caso giudiziario specifico, ma parte di un periodo storico ancora oggi difficile da decifrare e consegnare agli archivi.
Dalle note di regia
Siamo i figli del lavoro che lottiamo per il pan e i superbi eroi dell’oro supplicammo ognora invan. Ma ci siamo alfin levati dal servaggio secolar e a riscossa abbiam chiamati gli operai dai campi al mar Abbasso le frontiere! Su in alto le bandiere, salutiam l’umanità! Sorgiam contr’ogni tirannia e combattiamo la borghesia! Pugnam, pugnam, pugnam per l’Anarchia!
Così inizia l’inno anarchico italiano e, con parole simili, si chiude la prima parte del testo del premio Nobel Dario Fo. Credo che tutta l’opera sia fortemente pervasa da uno spirito anarchico, un testo riscritto più volte in due anni e mezzo, che costò a Fo circa quaranta processi in ogni parte d’Italia, al punto tale che la maschera Fo arrivò a dire che la tournée dello spettacolo non poteva che essere scandita dai procedimenti giudiziari.
È impossibile ricreare la spontaneità’ con cui Fo metteva in scena se stesso, sempre e solo se stesso, dando ai suoi spettacoli una forza unica e assolutamente irripetibile. La sua forza era una risata che riusciva a scardinare ogni argomento facendo diventare la risata stessa un atto rivoluzionario, dissacrante, ma soprattutto scandaloso. Fo non era mai altro da sé, il suo modo di stare in scena e recitare consisteva nell’abitare la scena come totale atto anarchico; nessun personaggio per nascondersi o da interpretare, ma un continuo tentativo di fare della non-interpretazione un fatto artistico persino pericoloso. Questa è l’eredità che ci lascia, difficile da emulare dato il nostro esser troppo borghesi e forse condizionati.
Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini
presenta
MORTE ACCIDENTALE DI UN ANARCHICO
di Dario Fo e Franca Rame
regia Antonio Latella
con Daniele Russo, Caterina Carpio, Francesco Manetti, Edoardo Sorgente, Emanuele Turetta
dramaturg Federico Bellini
scene Giuseppe Stellato - costumi Graziella Pepe - sound designer Franco Visioli
luci Simone De Angelis - movimenti Isacco Venturini - assistente alla regia Mariasilvia Greco
Teatro Bellini
Via Conte di Ruvo 14, Napoli
biglietteria
telefono 081 54 99 688
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