La reginetta di Leenane

Padova, Teatro Verdi, da martedì 9 a domenica 14 dicembre 2025

La reginetta di Leenane
m&s - Stefano Annoni e Ambra Angiolini in La reginetta di Leenane

Il rapporto madre-figlia, uno dei più indagati dalla psicanalisi come dalla letteratura, viene portato sulla scena da Ambra Angiolini e Ivana Monti attese con la commedia nera La reginetta di Leenane del drammaturgo irlandese Martin McDonagh. Raphael Tobia Vogel mette in scena una relazione pronta a esplodere in cui alla disperazione si sovrappone l’ironia nera.

Martin McDonagh, maestro del teatro contemporaneo e del grottesco, è noto per il suo stile crudo, ironico e spietatamente realistico. Acclamato per opere teatrali come La trilogia di Leenane e film come Tre manifesti a Ebbing, Missouri, Gli spiriti dell’isola e In Bruges, è considerato uno dei più brillanti autori contemporanei, capace di intrecciare umorismo nero a un’acuta critica sociale.
Con La reginetta di Leenane il drammaturgo irlandese costruisce un thriller psicologico dal sapore noir, in cui la tensione e lo humor si fondono in un racconto spietato sulla famiglia e sulla solitudine. Un legame quello tra una madre e una figlia, avvelenato dall’odio, segnato da un conflitto incessante dove il rancore e la dipendenza si intrecciano in un gioco perverso di potere e frustrazione.

La madre sembra fare di tutto per sabotare la felicità della figlia, vincolandola a sé con sottili manipolazioni e stratagemmi meschini. Ma è davvero solo colpa sua se la vita non ha riservato grandi opportunità alla protagonista? Nessuna delle due è un mostro, nessuna è completamente innocente. Sono semplicemente due anime in lotta, aggrappate con ferocia alla propria disperazione. Non c’è mai un gesto di affetto tra loro, mai una carezza: il loro linguaggio è fatto di battute taglienti, di litigi urlati, di crudeltà a tratti brutali, ma sempre venate di una vulnerabilità disarmante.
In questa tensione costante, ogni oggetto quotidiano diventa una minaccia e l’ambiente domestico si trasforma in una polveriera pronta a esplodere.

A spezzare questa atmosfera ci pensa l’ironia nera di McDonagh, con uno humor tagliente e dissacrante, capace di strappare risate amare. Si ride, sì, ma a denti stretti, perché l’inquietudine è sempre presente, in un crescendo che lascia emergere un pessimismo quasi tragico sulla famiglia e, forse, sull’umanità intera.

Ambra Angiolini porta in scena una figura complessa e struggente: una quarantenne ancora vergine, il cui equilibrio precario cela un fondo di follia pronto a emergere. La sua fragilità la rende profondamente umana, spingendo il pubblico a empatizzare con lei, a sperare che possa finalmente trovare una via di fuga. Ma fino a che punto sarebbe disposta a spingersi per non rinunciare ai propri sogni? I giochi di potere tra la madre, interpretata da Ivana Monti, e la figlia, sono al centro di una danza crudele in cui i ruoli di vittima e carnefice si invertono continuamente. Tra battute al vetriolo e insulti graffianti, il pubblico si trova a chiedersi: chi sta davvero vincendo questa guerra silenziosa? E chi è realmente vittima?

LA REGINETTA DI LEENANE
di Martin McDonagh
regia Raphael Tobia Vogel
con Ambra Angiolini, Ivana Monti
e con Stefano Annoni, Edoardo Rivoira
traduzione italiana Marta Gilmore
scene Angelo Linzalata
luci Oscar Frosio
costumi Simona Dondoni
musiche Andrea Cotroneo
produzione Teatro Franco Parenti
in accordo con Arcadia & Ricono Ltd
per gentile concessione di Knight Hall Agency Ltd
durata 1h 45’ senza intervallo

spettacoli
martedì e giovedì ore 19.00
mercoledì, venerdì e sabato ore 20.30 
domenica ore 16.00 

https://www.teatrostabileveneto.it/spettacolo/1263_858_la_reginetta_di_leenane 

ufficio stampa
Marco Miazzo

Testata Giornalistica
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