Il birraio di Preston

Brescia, Teatro Sociale, da mercoledì 21 a domenica 25 gennaio 2026

Il birraio di Preston
m&s - Edoardo Siravo (foto © Tommaso Le Pera)

La Sicilia dell’Ottocento di Camilleri fa da sfondo a questo racconto in cui l’inaugurazione del nuovo teatro di Vigata causerà il conflitto tra il prefetto e gli abitanti, culminando nell’incendio del teatro stesso. Tra tensioni, boicottaggi e ironia, lo spettacolo offre una riflessione sulla Sicilia e la sua storia.

Paese immaginario di Vigata, Sicilia, seconda metà dell’Ottocento. Si prepara l’inaugurazione del nuovo teatro. L’entusiasmo per l’evento si trasforma presto in indignazione, scatenata dal Prefetto Bortuzzi di Montelusa che, per celebrare l’occasione, ha imposto la rappresentazione di un’opera lirica odiata dagli abitanti. Ma il Prefetto è testardo in quella che lui considera “una doverosa educazione dei vigatesi all’Arte”. Il risultato è una vera guerra civile tra due fazioni: da un lato, gli abitanti di Vigata che, con il tipico spirito siciliano e una profonda insofferenza verso ciò che è percepito come “estraneo”, decidono di boicottare l'ordine imposto; dall’altro, il Prefetto stesso, affiancato da Don Memè Ferraguto, potente uomo d’onore, da sempre fedele alleato del potere.

Da questo scontro scaturisce una vicenda tanto esilarante quanto tragica, arricchita dalla vivace girandola di personaggi che ruotano attorno alla trama principale, culminante nell’incendio del teatro. Una storia che diventa un'emblematica metafora della Sicilia di oggi, riflettendo le tensioni, le contraddizioni e le dinamiche di potere che ne caratterizzano la realtà.

Da “Drammaturgo di me stesso” di Andrea Camilleri (1999)
Non ho scritto di teatro, come sarebbe sembrato normale, ma nel ‘67, volendo aprire un capitolo nuovo della mia creatività, scrissi II corso delle cose, che venne puntualmente rifiutato da dieci editori. Oggi posso assistere a come il pubblico reagisce di fronte ad un drammaturgo di se stesso che ha già conosciuto come scrittore. Prima di accettare l’ipotesi di una riduzione per il teatro di questa mia opera letteraria ho resistito un bel po’. Non capivo come fosse possibile (e ragionavo, è ovvio, da autore) trovare un contenitore spaziale, una griglia che supportasse, senza tradirlo, il racconto. Il colloquio avuto con Giuseppe Dipasquale ci ha fatto trovare la soluzione: una struttura drammaturgica che salvaguardasse la scomposizione temporale del romanzo, ma condotta in modo da localizzare scenicamente il tutto in un luogo che fosse ad un tempo un teatro (quello, per esempio, dove poteva essere avvenuto l’incendio) e il luogo dell’azione del racconto. Sono stato per lungo tempo un regista per non capire quante insidie si nascondono nella trasposizione scenica di un’opera letteraria. Ci sembra, questa volta, di avere fatto il possibile affinché l’opera, lo spirito, l’ironia del romanzo siano state conservate. Per il resto non posso che essere d’accordo con quell’altro mio illustre conterraneo, quando diceva che l’opera dello scrittore finisce quando comincia quella del regista.

Dalle Note di regia di Giuseppe Dipasquale
[…] La trasposizione de Il Birraio di Preston in forma scenica non può prescindere dalla comprensione profonda della sua struttura narrativa. Il romanzo è complesso nella sua rottura della convenzione temporale, e proprio questa complessità deve essere rispettata e tradotta in forza teatrale. La sfida non è snaturare il testo per adattarlo alle convenzioni sceniche, ma trovare nuove strade per la drammaturgia contemporanea che facciano del teatro una sentinella vigile del tesoro letterario.
[…] Per tradurre la terza persona onnisciente e affabulatrice di Camilleri, si è resa necessaria l’introduzione di una figura drammaturgica non presente nel testo originale: l’Autore (o Dramaturg). Questo personaggio funge da custode e protezione del romanzo, superando l’impasse di rendere materia teatrale ciò che non lo è naturalmente. L’Autore in scena è l’elemento creativo in corso d’azione, il filtro attraverso cui il pubblico viaggia nel mondo del romanzo. Questa figura può portare avanti la narrazione (terza persona), oppure mimetizzarsi nell’azione attraverso uno dei personaggi. L’obiettivo è bilanciare l’epico con l’illusione.

Il birraio di Preston
tratto dal romanzo di Andrea Camilleri
pubblicato da Sellerio editore
riduzione teatrale Andrea Camilleri, Giuseppe Dipasquale
regia Giuseppe Dipasquale
con Edoardo Siravo, Federica De Benedittis, Mimmo Mignemi
e con (in o.a.) Gabriella Casali, Pietro Casano, Luciano Fioretto, Federica Gurrieri, Paolo La Bruna, Zelia Pelacani Catalano, Valerio Santi, Vincenzo Volo
scene Antonio Fiorentino | costumi ripresi da Stefania Cempini e Fabrizio Buttiglieri da un’idea di Gemma Spina
produzione Marche Teatro, Teatro Al Massimo di Palermo, Teatro di Roma
l’iniziativa si inserisce nel programma del Centenario Camilleri, promosso dal Fondo Andrea Camilleri con il Comitato Nazionale Camilleri 100
Il birraio di Preston è realizzato grazie al sostegno di Ministero della Cultura, Gruppo A2A, Fondazione ASM, Gruppo BCC Agrobresciano, ABP Nocivelli.

spettacoli
tutti i giorni alle ore 20:30, la domenica alle ore 15:30

Teatro Sociale di Brescia
Via Felice Cavallotti, 20

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circuito www.vivaticket.it

ufficio stampa
Véronica Verzeletti

Testata Giornalistica
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