Pagliacci / Cavalleria rusticana

Firenze, Teatro del Maggio, da domenica 22 febbraio a martedì 3 marzo 2026

il manifesto dei due spettacoli
m&s - Il manifesto dei due spettacoli (© Gianluigi Toccafondo)

Torna in scena uno dei più celebri e amati dittici operistici di sempre: "Pagliacci" e "Cavalleria rusticana" di Ruggero Leoncavallo e Pietro Mascagni. Sul podio dell’Orchestra, del Coro del Maggio e del Coro di voci bianche dell’Accademia del Maggio il maestro Riccardo Frizza che dirige i due capolavori del verismo italiano. Il maestro del Coro del Maggio è Lorenzo Fratini. La maestra del Coro di voci bianche è Sara Matteucci.

La regia del dittico è firmata da Robert Carsen che con Peter van Praet cura anche le luci. Carsen tra i più apprezzati registi d’opera contemporanei, propone a Firenze uno dei suoi allestimenti più acclamati, andato in scena alla Dutch National Opera di Amsterdam nel settembre 2019. Nella sua visione dello spettacolo, Carsen – di ritorno al Maggio dopo aver curato la regia de Il ritorno di Ulisse in patria nel giugno del 2022 che si aggiudicò il prestigioso Premio Abbiati come miglior spettacolo dell’anno – si discosta da una semplice ricostruzione puramente storica delle opere: la sua visione si concentra sul concetto del “teatro nel teatro”, mettendo in relazione in modo radicale e suggestivo la finzione scenica e la dimensione reale dello spettacolo. In questa lettura i confini tra personaggi, interpreti e pubblico si assottigliano, creando un’esperienza meta-teatrale che solleva domande profonde sul rapporto tra arte, vita e identità scenica. 

Carsen si confronta con le due opere anche attraverso con un linguaggio dal forte impatto visivo: invece che ancorare le vicende dei personaggi in un’ambientazione di riferimento geografico o cronologico, il suo progetto drammaturgico è un’indagine scenica sul teatro stesso, sulla relazione tra attore e ruolo, e sul confine labile tra finzione e realtà. In questo allestimento il teatro diventa spazio di riflessione sul destino umano, in cui la performance e la vita si intrecciano fino a confondersi e dove viene evidenziata la tensione drammatica contenuta nelle partiture. In entrambi gli spettacoli le scene sono curate da Radu Boruzescu, le luci, oltre che da Carsen, da Peter Van Praet, i costumi sono di Annemarie Woods e la coreografia di Marco Berriel.

In Pagliacci la compagnia di canto è composta da Corinne Winters, al suo debutto sulle scene del Maggio e nel personaggio, come Nedda; Brian Jagde, anche lui al suo debutto al Teatro del Maggio, veste i panni di Canio, il capocomico della compagnia consumato dalla gelosia per Nedda. Accanto a loro Roman Burdenko – che torna al Maggio dopo le recite del Don Carlo verdiano del dicembre 2022 – è Tonio; Lorenzo Martelli e Hae Kang, entrambi formati all’Accademia del Maggio, sono rispettivamente Peppe e Silvio.

Nel mondo di Cavalleria rusticana Luciano Ganci, che tornerà nel prossimo autunno al Maggio nel Simon Boccanegra, interpreta Turiddu e Martina Belli, che al Maggio già aveva preso parte a una produzione di Cavalleria (come Lola) nel corso della stagione autunnale del 2014 debutta nella parte di Santuzza. Lucia è interpretata da Manuela Custer, che nel corso delle stagioni del Maggio ha esordito nel marzo del 2007 in occasione di un concerto diretto da Jesús López-Cobos. Roman Burdenko torna in scena anche in Cavalleria nella parte di Alfio e Janetka Hoşco chiude il cast lirico nella parte di Lola.

Durante le stagioni del Maggio, Pagliacci è andato in scena per cinque volte, di cui l’ultima nel settembre del 2019 in dittico con l’opera contemporanea “Noi, due, quattro” di Riccardo Panfili; Cavalleria rusticana è stata proposta invece in undici occasioni: l’ultima messinscena è stata nel febbraio del 2019 in dittico con “Un mari à la porte" di Jacques Offenbach. La coppia dei capolavori veristi “Cavalleria”e “Pagliacci” è stata proposta con questa formula accoppiata  solo in due precedenti occasioni al Maggio e vale a dire nel 1971 con la direzione di Riccardo Muti e la regia di Mauro Bolognini e nel 2000 con la direzione di Bruno Bartoletti e la regia di Liliana Cavani.

https://www.maggiofiorentino.com/ 

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