A.A.A. Cercasi luminoso superattimo (intervista)

Abbiamo assistito e intervistato, anzi il contrario, l'ultima fatica di Teatro Boni Produzioni

i tre autori
m&s - i tre autori al debutto (foto © media & sipario)

Prospettive per il prossimo futuro? Salire, andare in cima. Solo a certe altezze puoi far respirare i pensieri. È una questione di altitudini emozionali. Serve un attico per pensare, forse un superattico. È l'attico delle scelte, quello in cui si prende o si perde coraggio. Chi pensa che sia meglio vivere un giorno da leone, al tramonto che fa? Meglio consacrare una vita intera alla ricerca del fatidico, seducente, mirabile, sontuoso, brevissimo ma luminosissimo superattimo.

I tre autori che conosciamo bene (la coppia - fratello e sorella - Celata e il complice e regista Sandro Nardi) firmano un testo che - differentemente dai precedenti - si costruisce attorno a delle scale che Emilio Celata (come sempre unico protagonista sul palco) utilizza come elementi di scena utili, ma non troppo, a mille diverse divagazioni, dando vita a una conversazione che ha lo scopo principe del divertimento di chi ascolta, ma senza nascondere - e non l'hanno mai fatto - utili spunti di discussioni successiva. Un racconto che ha la caratteristica principale di non esserlo e che - se dobbiamo cercare come facciamo spesso - se dovesse aver preso spunti narrativi lo dovrebbe (il condizionale è un obbligo) aver fatto dai tortuosi processi drammaturgici dei Monty Python o guardando ancora più indietro alle commedie (apparentemente) senza senso dei Fratelli Marx (e non vogliamo scomodare, perché ci sembrerebbe eccessivo) i grandi maestri del teatro dell'assurdo.

Un viaggio nella mente fatto di brevi o prolungate sensazioni, teatrali e sociali. Un viaggio che ha come unico limite la (mancanza di) fantasia e che si presta ad essere prolungato fino a quando non si è stanchi di giocare, come fanno i bimbi, o la mamma chiama perché è pronta la merenda o la cena. Uno spettacolo che - avvisiamo i lettori/spettatori - avrà probabilmente bisogno di una reiterata visione per essere maggiormente compreso. Noi abbiamo provato a capirne leggermente di più, attraverso una chiacchierata con due dei tre autori, Elisa ed Emilio Celata, qualche giorno prima del debutto.

Differentemente dalle nostre precedenti produzioni, abbiamo deciso di guardare decisamente al nostro passato e ripartire da zero, senza fare riferimento a nulla. Era questo l'obiettivo che avevo io [è Emilio Celata a raccontare], ed Elisa e Sandro mi hanno seguito. Quando parti da zero, sei molto più libero perché non ti devi avvicinare a niente, ma scrivere la prima parola (del copione, ndr) diventa complesso: sei in mezzo a un universo completamente vuoto, sì ma da che cosa si parte? E questa idea del superattimo, che avevamo avuta un paio di anni fa per un video, ma non utilizzata, è stata riportata in considerazione. Riprendiamo quindi questo gioco di parole del superattimo e ci chiediamo, a 6 mani, come si viaggia verso un superattimo? E cosa rappresenta? Forse la meta della vita. Forse tutti dovremmo cercare di viaggiare verso il superattimo. E come si fa? Questo va scoperto in teatro, ma senza aspettarsi che ogni replica sia uguale alla precedente o alla seguente.

Siamo partiti dalle percezioni, come si percepiscono il tempo e lo spazio. Abbiamo fatto uno spettacolo che richiedeva un grande studio della metafisica, che però non abbiamo fatto perché non ne avevamo il tempo ed è venuta fuori una narrazione totalmente surreale ed elementare. È uno spettacolo che dà risposte, ma non per presunzione, ma semplicemente perché ci si era rotto il tasto del punto interrogativo della tastiera che abbiamo utilizzato, quindi scrivendo abbiamo fatto tante domande che però senza punto interrogativo si sono trasformate in risposte, anzi certezze. Abbiamo approfittato del tasto danneggiato per dare risposte a tutti.

[Interviene Elisa Celata] In effetti ci siamo separati dalla nostra linea di Anna Karenina e del Minotauro dove avevamo già dei punti di riferimento che erano i testi. È chiaro che così hai un'impalcatura su cui poggiarti. Adesso è partito tutto in maniera molto libera e veramente distaccata dalla realtà, molto di più dei precedenti nostri spettacoli. la parte più difficoltosa è stata quella di trovare una struttura narrativa. Inizialmente avevamo scritto un copione di 3/4 ore di spettacolo, mettendoci idee una dietro l'altra, in maniera totalmente svincolata da qualsiasi testo o presupposto teorico. In una seconda fase abbiamo rielaborato, abbiamo sfoltito e destrutturato. Uno spettacolo al contrario, con le domande che vengono ricostruire sulla base delle risposte fornite dal palco.

Scheda Spettacolo

  • Titolo: A.A.A. Cercasi luminoso superattimo
  • Autori: Emilio Celata, Elisa Celata e Sandro Nardi
  • Protagonista: Emilio Celata
  • Regia: Sandro Nardi
  • Disegno luci: Filip Marocchi
  • Produzione: Teatro Boni Produzioni
  • Stagione teatrale: 2023/2024

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
Change privacy settings