Nel 2003 il regista americano Richard Linklater dirige Jack Black nei panni di Dewey Finn, un chitarrista rock, cialtrone e cacciato dalla sua band, che si sostituisce al coinquilino e suo grande amico Ned Schneebly, nell'incarico di supplente in una prestigiosa scuola elementare privata. Avendo un disperato bisogno di soldi, ma non avendo la minima idea di cosa significhi insegnare a dei bambini della high class, Dewey non trova altra soluzione che inventarsi un progetto "segreto" e trasformare la sua classe in una rock band, con cui partecipare ad un contest tra band emergenti. Il successo del film è secondo solo alla sua eccezionale colonna sonora, un vero e proprio concentrato di "classic rock", con un leggero sbilanciamento verso gli AC/DC e chicche storiche come "Immigrant Song" dei Led Zeppelin. Una lezione di vita, garbata e leggera, ma anche una superba lezione di storia della musica rock, dai fondamentali al grunge, in un divertimento sempre coinvolgente, che cattura e costringe a più visioni consecutive negli anni, perché di una commedia genuina come School of Rock non ci si stanca mai! Un classico del rock o del cinema, o di entrambi, fate voi.
Il passaggio di School of Rock dalla sala cinematografica a quella teatrale non era solo auspicato, ma necessario e per questo dobbiamo tutti noi ringraziare i figli di Andrew Lloyd Webber (evitiamo di elencare quello che il compositore britannico ha realizzato nel mondo del musical), che hanno costretto cotanto padre a vedere il film, e Madeleine Gurdon (la Signora Webber) che ha negoziato per 7 anni con la Paramount Pictures, fino a riuscire ad ottenerne i diritti. Il risultato è stabilmente in scena a Londra (vedi School of Rock The Musical), oggi al Gyllian Lynne Theatre, dal 2016, e speriamo che vi rimanga ancora per molti anni. Il pubblico italiano, se in difficoltà a ritagliarsi lo spazio per una breve gita fuori Europa (forse!), ora può finalmente appagare la propria voglia di pregare assieme a Dewey il "Dio del Rock", perché dal mese di marzo 2019 la divertente e coinvolgente band ha potuto iniziare a suonare e ballare anche nei teatri italiani, l'adattamento e la regia sono di Massimo Romeo Piparo, il ruolo del protagonista è affidato a Lillo (Petrolo).
Trattandosi di un fedele adattamento (in gergo si definisce replica) alla versione webberiana, sono pochissime le concessioni possibili, che riguardano unicamente la traduzione delle canzoni e la trasformazione di una battuta affidata a Summer (la saputella "Hermione" della classe di ragazzini) nel momento in cui "intona" (si fa per dire!) "Memory" (se non sapete di quale canzone stiamo parlando, avete bisogno di ripassare "Musical", prima della prossima interrogazione). Ottima la prova del cast, con belle voci e buona presenza scenica, anche perché Lillo - per non trovarsi eccessivamente imbrigliato da un personaggio cucito su misura per "altro" - non rinuncia a fare il Lillo, almeno nei movimenti. Ma se dagli adulti non si hanno sorprese, sono i ragazzini a darci la sensazione migliore: sempre ben concentrati e divertiti (e chi non lo sarebbe al loro posto?) in quello che mettono in scena, anche musicale, con la band dei "fratelli maggiori" a sostenerne amorevolmente - almeno con lo sguardo - le esibizioni rigorosamente dal vivo.
Un prodotto nato per le famiglie con i bambini, anche piccoli, che si mescolano volentieri al pubblico degli adulti, forse meno in grado di percepire il messaggio educativo, che comunque nel passaggio dal film al musical (anche a quello inglese) risulta appena più stemperato, ma sicuramente in grado di divertirsi pienamente, immedesimandosi nella scatenata band di ragazzini. Un modo efficace per avvicinare i giovanissimi al teatro, facendo vedere loro uno spettacolo sicuramente adatto e destinato, come il film, a non venire mai a noia. Perché il rock è energia, basta saperla ascoltare e soprattutto "play it loud".
PeepArrow Entertainment
in collaborazione con il Teatro Sistina
presenta
SCHOOL OF ROCK
di Mike White
musica Andrew Lloyd Webber
testi Glenn Slater
libretto Julian Fellowes
adattamento in italiano e regia Massimo Romeo Piparo
direzione musicale Emanuele Friello
scene Teresa Caruso
coreografie Roberto Croce
con Lillo Petrolo (Dewey), Vera Dragone (Preside), Selene Demaria (Patty), Matteo Guma (Ned)
genitori/insegnanti Massimiliano Carulli, Nico Di Crescenzo, Francesco Galuppi, Alessandro Lo Piccolo, Elena Mancuso, Francesco Miniaci, Sara Polvara, Gea Rambelli, Marco Rea, Fabrizio Scuderi, Elisa Siragusano, Arianna Talè, Matteo Volpotti
ragazzini Orlando Avogadro Di Collobiano, Federico Baldanza, Antonio Carillo, Giulia Carosi, Carola Cassiano, Leonardo Cervini, Lucrezia Cesarini, Emilia Coccia, Chiara Conti, Joseph Crespina, Alessandro De Santis, Luca De Santis Vernillo, Davide Fabbri, Alexandr Fomin, Alessio Lo Presti, Antea Olivieri, Federica Ruocco, Federica Tagliaferri, Rachele Tommasoni, Nicolò Zampedri
band Emanuele Friello, Feliciano Zacchia, Bruno Marinucci, Giovanni Di Caprio, Guerino Rondolone, Valerio Lucantoni
durata 2 ore e 15 minuti più intervallo








