Il Principe dei Sogni Belli (recensione)

Lights will guide you home / And ignite your bones / And I will try to fix you - da Fix You, Coldplay

Il Principe dei Sogni Belli
Noemi Francesca è Dragon in Il Principe dei Sogni Belli

Uno dei 720 ristoranti McDonald's in Italia (stima per difetto). A uno dei banconi rialzati si siede un uomo di mezza età portando una tazzina di caffè, il segno della penetrazione e dell'adattamento al gusto mediterraneo della multinazionale statunitense. Non si fatica a pensare che sia nervoso e in attesa di qualcuno. Pochi secondi per lo spettatore, probabilmente lunghi minuti per l'uomo e la persona attesa arriva.

È un giovanissimo dai capelli colorati (celeste elettrico), indossa una sorta di costume con delle creste di plastica rigide, pantaloni di pelle, trucco pesante, sigaretta elettronica e smartphone, ovviamente ha tatuaggi e piercing. Di sicuro, in funzione del contesto sociale, si nota la sua presenza, anche se oramai si è avvezzi a tutto. Anche il ragazzo ordina e l'uomo torna dopo poco con un enorme milk shake alla fragola. L'uomo può finalmente arrivare al punto nodale del loro particolare incontro.

Elio (Riccardo Festa) ha una grandissima difficoltà, che probabilmente Dragon (Noemi Francesca) può non risolvere, ma almeno alleviare. Il figlio di Elio, Bruno, ha 23 anni, ha una pulsione sessuale verso i ragazzi, ma è autistico. Non è in grado di relazionarsi con i suoi coetanei o con gli adulti, sente una naturale voglia di fare sesso ma non è nelle condizioni di trovare un compagno. Per questo Elio ha cercato online un sex worker (usare altri termini di linguaggio comune sembrava eccessivo) e dopo averne visionati alcuni ha combinato l'incontro con Dragon.

Elio ha esposto il problema, Dragon può essere la soluzione, poco importa all'uomo che chi ha davanti è un ragazzino che è dovuto crescere troppo in fretta, che si accompagna a pagamento con adulti e che ha come unica preoccupazione quella di tornare "a casa per le 8 meno un quarto, perché deve portare fuori il cane". D'altra parte, Dragon non è suo figlio ed Elio non si sente minimamente responsabile delle sue scelte. Ha già troppi pensieri di cui occuparsi.

L'incontro d'affari scivola velocemente verso la contrapposizione che si fa sempre più aspra, Dragon - capiamo - ne ha già viste tante (e non pensiamo affatto piacevoli) nei suoi appena diciott'anni di età. Ma Bruno deve fare sesso e l'uomo offre al ragazzo 1000 euro, 500 immediatamente e gli altri 500 "dopo", aggiungendo squallore a squallore. Non ha ancora capito che Dragon è tutto meno che sottomesso o sciocco. Ha accuratamente studiato chi lo ha contattato online, ne conosce anche la disponibilità economica, quello che non sa - e che vuole sapere - è perché lui. Perché tra i tanti (lo dice Elio) che hanno scrollato, Bruno ha scelto Dragon? Cos'ha di così particolare che non ha un altro ragazzo?

Messo alle strette Elio è costretto a raccontare tutti i retroscena della sua vita familiare, di quanto sia stata importante la moglie nella crescita di Bruno, la cui responsabilità - ora che lei non c'è più - è tutta caduta sopra di lui, come un macigno sulla schiena che impedisce ogni possibile movimento, troppo pesante da poter essere spostato con le sue sole forze. Elio avrebbe bisogno di aiuto, ma non è sicuramente questo il modo di chiederlo. Verso Dragon non porge empatia o comprensione ma solo denaro e non è solamente questo che il giovanissimo vuole ricevere.

Come facciamo spesso, abbiamo deciso di limitare il nostro racconto delle sfaccettature presenti nel testo di Tobia Rossi (autore anche di Nascondino), invitando così i lettori a colmare le nostre mancanze, trasformandosi in spettatori e assistendo direttamente a una replica de Il Principe dei Sogni Belli. Parte della stessa tematica è presente anche in Petrolio. Una storia a colori e quindi ci corre l'obbligo di invitare anche alla visione del testo di Beatrice Gattai, sperando che torni in scena.

Nostri inviti a parte, il pubblico si troverà a dover fare i conti con una storia sicuramente che colpisce come uno schiaffo dato a mano piena, un monito sicuramente violento, ma terapeutico: ci aiuterà a ricordare che i ragazzi non sono solo figli di altri, ma dovrebbero, anzi devono, essere sempre considerati anche figli nostri, perché è di noi adulti la responsabilità del brutto mondo dove li abbiamo messi. Cerchiamo di non dimenticarlo mai. Questo è un modo per farlo. 

Scheda Spettacolo

  • Titolo: Il Principe dei Sogni Belli
  • Genere: prosa
  • Autore: Tobia Rossi
  • Cast: Noemi Francesca e Riccardo Festa
  • Regia: Pierpaolo Sepe
  • Costumi: Rossella Oppedisano
  • Elementi di scena: Francesco Ghisu
  • Produzione: La Fabbrica dell'Attore - Teatro Vascello di Roma
  • Durata: atto unico, un'ora circa
  • Stagione teatrale: 2025/2026
  • Voto: ★★★½☆ (3.5/5 stelle)
giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
Change privacy settings