Regista, coreografo, scenografo, costumista, tecnico delle luci, un mix assortito di saperi ed esperienze affidato alla musica senza barriere e frontiere che solo l’opera lirica può garantire.
Stefano Poda, 52 anni, di buon lignaggio trentino, apparentemente timido, avvezzo alle sfide, sguardo da asceta, determinazione d’acciaio, consapevole di un’opportunità imperdibile, s’appresta al nuovo allestimento di Nabucco che inaugura il prossimo 13 giugno la 102esima stagione estiva dell’Arena Opera Festival di Verona, culla del canto lirico italiano, titolare dello scudetto Unesco conquistato l’anno scorso come bene immateriale dell’Umanità.
Due civiltà a confronto e conflitti personali apparentemente insanabili che alla fine trovano una sintesi di riconciliazione. Da una parte i babilonesi, super tecnologici, imbastiti di led e accessori luxury, dall’altra gli ebrei, meno attenti alle cose terrene e più consapevoli della misericordia divina. Su questa eterna dicotomia si rinnova la trama senza fine dell’umanità, cui Verdi ha dato una musica immortale che sembra scritta ieri.
Il cartellone con 51 rappresentazioni tra cui cinque opere liriche (oltre Nabucco, ci sono Aida, Traviata, Carmen e Rigoletto) , una serata con Roberto Bolle, una con Jonas Kaufmann, i Carmina Burana, Viva Vivaldi e Zorba il greco (all’Anfiteatro), è stato presentato nei giorni scorsi a Roma presso la sede della Stampa estera da Cecilia Gasdia, da otto anni al timone della manifestazione scaligera, onore del made in Italy, con una platea di 400mila spettatori a stagione e una macchina da guerra di 1400 addetti dietro le quinte, fra artisti, tecnici ed operai a vari livelli.
Per la Gasdia - una vita dedicata all’Arena (da piccola come comparsa, poi corista, quindi solista di fama mondiale e oggi sovrintendente) - l’eco di quegli 800 bambini (dai 3 ai 12 anni) che nei giorni scorsi, di fronte a diecimila coetanei, hanno cantato nel mega-palco dell’anfiteatro il “Va pensiero” del Nabucco, è stata un provvidenziale viatico (sostenuto dal ministero della Cultura), per la diffusione tra i più giovani del nostro patrimonio operistico. “A febbraio - ha aggiunto la Gasdia - ci vestiremo anche di sport con una giornata dedicata alle Olimpiadi di Milano-Cortina”.
Bentornato Franco Zeffirelli nello storico allestimento di Carmen de 1995 (è in anfiteatro da 30 anni) che vide proprio la Gasdia nel ruolo di Micaela. C’è la sorpresa stavolta di nuovi effetti scenici utilizzando le gradinate alle spalle del palco.
Dello stesso Poda è anche la produzione di Aida (quella “di cristallo”) già eseguita nella passata stagione: un omaggio soprattutto alle migliaia di stranieri che in quest’anno giubilare invadono l’Italia. Bentornato anche a Hugo De Ana la cui elegante Traviata del Duemila ebbe un successo straordinario. Spazio al vintage che si fa apprezzare nelle scene dipinte del Rigoletto, secondo la tradizione degli scorsi decenni.
Si consolida la politica di favorire l’inserimento di giovani cantanti nei vari ruoli, accanto a voci stellate di ogni parte del mondo, che da qualche anno sono una costante dell’Arena. Nei cast si fanno notare Luca Salsi, Francesco Meli, Anna Netrebko, Vittorio Grigolo, Angel Blue, Rosa Feola, Galeano Salas, Aigul Akhmetshina, Mariangela Sicilia, Amartuvshin Enkhbat, solo per citarne alcuni. Sul podio anche una donna, Speranza Scappucci, per la prima volta alla direzione di un’opera (La Traviata), Pinchas Steinberg, Daniel Oren, Francesco Ivan Ciampa e Michele Spotti.
informazioni su www.arena.it









