Il ragazzo dai pantaloni rosa (recensione)

Roma, Teatro Sistina (Via Sistina), da giovedì 29 ottobre 2026

Il ragazzo dai pantaloni rosa
m&s - Il ragazzo dai pantaloni rosa (foto @ Gianluca Saragò)

Sono Andrea Spezzacatena, ho 27 anni. O, meglio, li avrei se non avessi… se non avesse compiuto quel gesto, se non si fosse tolto la vita a 15 anni. Perché il bullismo e il cyberbullismo portano al limite e a decisioni estreme le persone fragili, ma anche le più forti. Ed è questo il messaggio che il libro prima, il film poi, e infine il musical diretto da Massimo Romeo Piparo adesso vogliono mandare.

Tutto è nato dalla sofferenza di Teresa Manes, una madre che ha perso un figlio, una donna che ha deciso di riaprire le proprie ferite per iniziare una battaglia contro ciò che gliel’ha portato via. Vedi Il ragazzo dai pantaloni rosa (presentazione).

Andrea, a cui presta il volto (sia nella pellicola del 2024, che nella rivisitazione teatrale) il giovane Samuele Carrino, è un ragazzo come tanti, con le proprie passioni, le proprie fragilità, alla ricerca di un posto nel caotico e spietato mondo adolescenziale. Entrato in un nuovo istituto al terzo anno delle scuole medie, Andrea stringe una solida amicizia con Sara (interpretata anche nel film da Sara Ciocca), ma cerca anche di creare un legame con Christian, bello ma bullo (come si scoprirà più avanti), che nello spettacolo è reso in maniera perfetta da Tommaso Pieropan.

In linea con il film, per la trama e per la sceneggiatura – scritta in entrambe le trasposizioni da Roberto Proia –, lo spettacolo ha dato un volto alla voce narrante, che nella versione cinematografica era affidata allo stesso protagonista. Nel musical, invece, è Christian Roberto a dare voce e movenze alla versione “adulta” di Andrea, un compito arduo, ma ben riuscito. Una guida credibile per il pubblico e una sorta di mentore per il giovane sé stesso, la figura che, se ci fosse stata, probabilmente lo avrebbe condotto a un finale diverso. Un altro personaggio importante, inesistente nella pellicola cinematografica, è il prof. Gioli, insegnante di musica alle scuole medie, a cui Andrea fa riferimento per i momenti bui che deve affrontare e che si presenta con la maglietta di School of Rock (recensione). Scelta molto indicativa, quella di inserire un insegnante di musica come figura benefica, in quanto il filo conduttore della pièce sono proprio le canzoni, protagoniste indiscusse della scena. Canzoni attuali, variegate, rivisitate ma note, come “Zitti e buoni” dei Måneskin o “Pastello bianco” dei Pinguini Tattici Nucleari, tutte rigorosamente cantate dagli attori in scena – inclusa Rossella Brescia, interprete di Teresa Manes, madre di Andrea –, che si sono cimentati in tutte le discipline richieste per un musical: canto, ballo e recitazione.

E, sulla recitazione, un applauso vero va a Samuele Carrino, che da giovanissimo attore cinematografico è riuscito a reggere la scena, senza perdere un colpo, per due ore intere di spettacolo. Impresa affatto facile, tanto per la durata quanto per l’intensità del ruolo.

Diviso in due atti, il secondo è stato emotivamente più coinvolgente e drammatico, sia per la tematica affrontata, infatti il bullismo viene messo in scena in maniera palese, sia per la scelta delle canzoni, che fanno da sfondo alla conclusione della vita di Andrea: “A modo tuo” di Elisa, che già di per sé tocca corde profonde e, in quel contesto, diventa un vero schiaffo in faccia, e “Canta ancora” di Arisa, melodia che segna e rappresenta il rapporto madre/figlio.

TEATRO SISTINA
presenta
IL RAGAZZO DAI PANTALONI ROSA
tratto dall’omonimo film di Eagle Pictures e Weekend Films
adattamento Massimo Romeo Piparo e Roberto Proia
regia Massimo Romeo Piparo
con Samuele Carrino nel ruolo di Andrea | Sara Ciocca nel ruolo di Sara
con Rossella Brescia nel ruolo di Teresa | Christian Roberto nel ruolo di Andrea a 27 anni
e con Donato Altomare, Matteo Volpotti, Tommaso Pieropan, Michele mula 
solisti Simone Ragozzino, Gabriele Ausilio, Giovanni Papagni, Ottavia De Filippis, Cristina La Gioia, Alessandra Somma
ensemble Giulia Carosi, Fatima Rosati, Sofia Sabatini, Gabriele Ansanelli, Mattia di Marco, Alexandr Fomin, Francesco Gentili, Michela Minenna, Maya Scaffali, Micol Sergi, Giuseppe Zagarella
orchestra Emanuele Friello (tastiera 1), Enrico Scopa (tastiera 2), Alessandro Luccioli (batteria), Guerino Rondolone (basso), Simone Gianlorenzi (chitarra 1), Alex Massari (chitarra 2)
direzione musicale Emanuele Friello | coreografie Dalila Frassanito
scene Teresa Caruso | costumi Cecilia Betona
luci Umile Vainieri | suono Stefano Gorini

Giornalista
Editor per amore, giornalista per passione. Tra libri, poesia, teatro e serate in compagnia, ho fatto della scrittura un lavoro. La mia giornata tipo? Risveglio tra pagine da correggere, pomeriggio in mezzo alla natura a leggere, la sera sulla poltroncina di fronte al palco!
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