Ha debuttato la prima produzione di Teatro San Leonardo. In scena fino al 26 settembre 2026 a Viterbo.
Emma (Laura Cravedi) è sposata con Robert (Giacomo Pressi) ed è l'amante di Jerry (Francesco Santarelli), il miglior amico del marito.
Fino a qua non ci sarebbe molto di strano o di inusuale (basta vedere quanto raccontato in forma breve da Dino Risi nel suo I mostri del 1963), ma quando l'autore è Harold Pinter, Premio Nobel per la Letteratura nel 2005 e grande maestro della drammaturgia familiare e surreale (un suggerimento su tutti Il ritorno a casa), non possiamo sicuramente aspettarci la narrazione di una storia "normale", fermo restando che dovremmo trovare una corretta definizione di normalità.
In Tradimenti, infatti, viene riavvolto il nastro degli affetti dei tre protagonisti, trasportandoci nel passato della coppia (quale essa sia) allargata, obbligando anche noi cronisti a raccontare dalla fine, anche se è l'inizio della storia, e andare a ritroso. Il racconto si snoda quindi all'indietro, attraverso dei quadri specifici, annunciati da una didascalia proiettata sopra il palcoscenico.
Si parte da un normale incontro di "coppia" in un pub nel 1977, per poi trasferirsi due anni indietro (1975) nell'appartamento che i due amanti utilizzano, ma solo di pomeriggio perché la sera devono rientrare nelle rispettive case, con i momenti di intimità che rapidamente vengono sostituiti dalla tensione, basta una parola o un gesto sbagliati. L'ulteriore salto temporale trasporta Emma e Jerry nel 1974, alle prese con uno dei momenti più imbarazzanti nella vita di una coppia più o meno clandestina: la presenza del terzo incomodo, che se fosse una "terza", cambierebbe molto poco. Una cena fatta di sguardi nella speranza che non vengano mai intercettati da chi non ne è il destinatario.
Decidiamo - noi - di fermarci nel nostro racconto appena all'anno precedente, il 1973, con un spostamento di scena classico nella vita di coppia: il trasferimento temporaneo, a Venezia, dove Emma si trova con - ovviamente - il marito, anche se desidererebbe farsi sedurre dalla splendida e romantica laguna mano nella mano con Jerry. "Vedremo mai Venezia insieme?" è il suo comprensibile rammarico, avvertendo già quale sarà l'unica possibile risposta.
Il riavvolgimento non si ferma qui: prima, durante e dopo c'è molto altro (compresa la meravigliosa Stairway to Heaven che apprezziamo molto non sia stata o interrotta o sfumata), c'è soprattutto il dramma interiore di due coppie a pezzi (la quarta si chiama Judith, viene nominata ma non è mai in scena), che non hanno (forse) il coraggio di ricomporre e riordinare il puzzle delle loro vite, decidendo in via definitiva quale strada prendere, quale porta aprire la sera, chi salutare con un bacio, a chi chiedere "com'è stata la tua giornata", prima di versarsi due dita di vino, da assaporare assieme, seduti sul divano, prima di essere disturbati dalla quotidianità.
Chi è il traditore e chi è il tradito? Noi non lo sappiamo e non ci deve nemmeno interessare, quello che è realmente importante è che non lo capiscono nemmeno i diretti interessati, nel continuo riarrotolarsi delle loro sensazioni, di parole e silenzi e della confusione e imbarazzo che ne scaturiscono. Decine e decine di sigarette fumate nervosamente per calmare - senza riuscirci - l'inquietudine che si prova dentro, che però va lasciata sempre fuori dalla porta, prima di ritornare in famiglia. Lo sguardo perso nel vuoto e la classica risposta alla domanda "Che cos'hai?", "Niente".
La scelta di questo allestimento (prima opera prodotta da Teatro San Leonardo - Persistenze APS ETS: congratulazioni a chi decide ancora di investire nello spettacolo) è di acuire la concentrazione dello spettatore sulla parola, rinunciando (parzialmente) a ricchezza scenica e visiva. Il cast artistico si adegua correttamente alla bisogna, consegnandoci battute affilate, che rimangono in memoria, taglienti e dure non come un diamante ma come un sasso, pronto però a sgretolarsi davanti al muro di incomprensioni della vita.
Quanto sarebbe più facile vivere se non ci fossero le convenzioni sociali che opprimono le legittime aspirazioni a una vita migliore, anche se abbiamo l'impressione che queste non siano il principale ostacolo. Chi è il traditore e chi è il tradito? Niente è scontato. Avete presente quando i cavi elettrici si aggrovigliano e non ne vogliono sapere di sciogliersi? A quel punto sono necessarie solo le forbici.
Scheda spettacolo
- Titolo: Tradimenti
- Titolo originale: Betrayal
- Autore: Harold Pinter
- Debutto: 1978
- Genere: Prosa
- Traduzione: Alessandra Serra
- Regia: Pierpaolo Sepe
- Con: Laura Cravedi, Giacomo Pressi, Francesco Santarelli
- Scene: Beatrice Sabatino
- Costumi: Rossella Oppedisano
- Produzione: Teatro San Leonardo - Persistenze APS ETS
- Con il sostegno di: Regione Lazio
- Stagione teatrale: 2026/2027
- Durata: un atto unico di circa 80 minuti
- Voto: ★★★½☆ (3.5/5 stelle)
Ancora in scena
- Quando: venerdì 25 e sabato 26 settembre 2026
- Dove: Viterbo, Teatro San Leonardo, Via Cavour 9
- Spettacoli: venerdì alle ore 21, sabato alle ore 19
- Biglietti: 20€ intero, 17€ ridotto
- Informazioni: +39 392 301 8175
- Biglietteria online: https://ticket.archeoares.it








