Il teatro, per sua natura, racconta l’umano e la diversità dei tipi umani. Nei testi teatrali incontriamo persone con storie e vissuti, che affrontano scelte e superano limiti e difficoltà. Esattamente come nella vita. Sperimentare i vissuti altrui sulla propria pelle, empatizzare, confrontarsi.
Sempre più realtà riabilitative stanno prendendo atto di come un laboratorio teatrale abbia un impatto positivo sul benessere degli utenti: l’esperienza teatrale, infatti, favorisce il benessere psicofisico e sociale, sviluppa potenzialità creative e di socializzazione, valorizza la fantasia e l’espressività mimica, inoltre permette di sviluppare una maggiore coscienza di sé attraverso la consapevolezza del gesto, del movimento, della voce, del suono e della narrazione.
Carmela Colaninno (che conosciamo anche per averla applaudita in M-Ilva) si occupa di teatro sociale da oltre 15 anni e la frase chiave del suo lavoro, che ha strutturato e perfezionato negli anni, è “possiamo fare tutto, trovando il nostro unico personale modo“. Se l’obiettivo è camminare, che io lo faccia sulle gambe o lo faccia a testa in giù, sto raggiungendo il medesimo traguardo utilizzando strade diverse, mie, che ho trovato attraverso il percorso di ricerca e laboratorio teatrale.
Arrivare poi a mettere in scena il proprio lavoro di fronte ad un pubblico, in un teatro o in una piazza, certamente sviluppa il senso di autoefficacia e l’autostima delle persone coinvolte. Crea un’aspettativa, un appuntamento che diventa di basilare importanza e che stimola a collaborare per godere degli applausi e vivere una gratificazione senza pari.
Otto anni fa la dott.ssa Roberta Ricci, responsabile del Centro di Riabilitazione Santa Maria del Prato, ha voluto inserire tra le molteplici attività, il laboratorio teatrale, che ha sempre sostenuto con grande sensibilità, dimostrando di credere fortemente nel teatro come strumento utile a coadiuvare il percorso riabilitativo delle persone coinvolte. Sempre convinta che il teatro è una attività che promuove la consapevolezza, la crescita e l’empowerment delle persone, anche con disabilità cognitiva, e dei gruppi, utilizzando diversi tipi di linguaggi artistici, processi creativi e forme di performance e che ha come finalità la crescita e il cambiamento della singola persona, nel rapporto mente-corpo-emozioni-spirito, nella sua dimensione umana, sociale e culturale.
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