Gli stessi protagonisti che abbiamo applaudito in Love's Kamikaze (recensione) riportano in scena un testo liberamente tratto da un romanzo di David Nicholls, ma che potrebbe - nostra elucubrazione - anche prendere ispirazione dai tanti, troppi oramai, "morti di fama" (cit.) che affollano i canali televisivi, alla ricerca - come il Luciano di Reality (2012, di Matteo Garrone) - del proprio riscatto social(e).
Le premesse giovanili sembravano anticipare un futuro radioso, all’insegna del successo, eppure Steven (Kabir Tavani), festeggiati i 35 anni, si direbbe ancora lontano mille miglia dal raggiungimento di traguardi importanti. Così, tra lavori saltuari, e umilianti ingaggi televisivi, insiste ancora nel perseguire il suo sogno: diventare una star di Hollywood, come John Harmond.
John, al contrario di Steve, è un attore di successo, il più amato d’America e la sua vita avanza alla perfezione: contratti ultra-milionari, loft al centro di Londra (in cui è impegnato nella pièce teatrale del momento) e una moglie “ideale”, Nina (Giulia Fiume).
Il caso vuole che i loro destini si incrocino. Steve è infatti il sostituto della celebrità, nel caso in cui a quest’ultima dovesse accadere qualcosa. Ma cosa? E pensare che a Steve basterebbe solo un’occasione… Così che tutti sarebbero costretti a ricredersi in merito al suo pronosticato fallimento: la sua ex moglie, sua figlia, lo show-biz in generale. Un'unica occasione per riscattare tutta una vita di porte sbattute in faccia e di "no" ricevuti.
A complicare un intricato effetto domino, un improbabile colpo di fulmine! Infatti, quando l’occasione sembra finalmente presentarsi, Steve non mancherà d’innamorarsi della persona sbagliata: la moglie del suo acerrimo rivale. Perché si salvi dal funesto epilogo personale, il nostro eroe (ma lo è?) necessiterà di un’imprevedibile colpo di scena. Una racconto avvincente, verosimile, dalle tinte comedy e spunti romantici.
Note di regia
Nella vita, ciascuno di noi spera, alcuni credono ed altri ancora pregano. E, ad occasione, “Il fine giustifica i mezzi “, come disse Machiavelli. Affermazione vera, seppur dura e cruda. E anche questa pare valga per tutti, al fine di raggiungere l’obiettivo prefissato. E proprio attorno a questa considerazione orbitano credenze, religioni, coperture, “mezzucci”, “magie” come dice Cotrone ne “I Giganti della Montagna” di Luigi Pirandello: chi aspira alto, è pronto a tutto. Così i nostri personaggi innescano una realtà che mostra gli aspetti più oscuri e pre-meditatori, ma anche nobili e romantici, dell’umano. La storia, il mestiere, la città, il tempo e costumi sono solo un pretesto per raccontare questa meravigliosa storia, che fa risuonare le parti sensibili di tutti.
IL RIMPIAZZO
liberamente tratto da Il sostituto di David Nicholls
di Giulia Fiume
regia Federico Le Pera
con Kabir Tavani, Giulia Fiume e un terzo attore da definire









