Palco buio, un cerchio di luce sospeso illumina una donna vestita di bianco che, circondata da candele, dà inizio a un rituale. Poi di nuovo il buio e dalla platea avanza cantando un ragazzo, accompagnato da strani personaggi con un ricercato stile steampunk. Jonathan Harker si presenta così al pubblico, con una voce melodiosa, potente e cristallina, e invoca un nome: Vlad!
Dracula è un personaggio nato dalla penna di Bram Stoker e portato su schermo innumerevoli volte, con accezioni, toni e storie differenti rispetto all’originale. Il musical, scritto e diretto da Ario Avecone (Murder Ballad), che ha curato anche la maestosa colonna sonora, è un’ulteriore rivisitazione di Dracula, ambientata direttamente in Inghilterra, dove il protagonista è il magnate straniero Vlad Tepes (Giorgio Adamo - Jesus Christ Superstar). Intorno alla sua dimora di Carfax, nel paese di Whitby, avvengono numerose sparizioni accompagnate da una strana e inquietante nebbia. In particolare, a sparire sono donne, fatta eccezione per un inventore 20 anni prima e il malcapitato Jonathan Harker, che si reca dal conte per intervistarlo. La scomparsa dell’uomo viene denunciata dalla moglie, Mina, che inizialmente non riceve la considerazione sperata.
Lo spettacolo gira intorno alla relazione tra l’uomo e il tempo che scorre, motivo della scelta molto particolare e decisamente adeguata dello stile steampunk. Sebbene con ruoli e legami talvolta diversi rispetto alla versione che tutti conoscono, troviamo tutti i personaggi della storia originale, con uno stravolgimento che lascia il pubblico a bocca aperta: per i puristi, tuttavia, tale stravolgimento non è esattamente apprezzabile.
Il conte Vlad, idealmente primo pilastro della storia, ha la giusta avvenenza e una “sexytudine” perfettamente in linea con il personaggio, una voce ricca di passione e forza interiore, che però viene usata per dare al protagonista confini un po’ sfocati e una vena decisamente troppo melensa e tormentata: da effimero assassino (del romanzo) a cucciolo innamorato e sofferente (portato all’estremo anche rispetto al film di Coppola, in cui fa di tutto per riportare a sé la reincarnazione della donna amata, ma senza perdere il suo fascino oscuro). Il secondo pilastro, Van Helsing (Christian Ginepro - Charlie e la Fabbrica di cioccolato), è un po’ troppo eccentrico e con un linguaggio che si discosta notevolmente dalla versione originale (scherzando poi sull’uso di neologismi del 21° secolo, che all’epoca ovviamente non esistevano). Sì, geniale come dovrebbe essere, ma molto sopra le righe.
Il resto dei personaggi che ruotano intorno ai due pilastri hanno avuto caratterizzazioni più o meno accentuate. A ottenere grande apprezzamento da parte del pubblico è stato Renfield, l’inventore scomparso 20 anni prima che lavora a una “macchina” per fermare il tempo, a cui ha dato volto e movenze Antonio Melissa. Grandi applausi, infatti, per la sua presenza scenica di assoluto rilievo, una voce da brividi e un’interpretazione talmente in parte da renderlo forse il miglior personaggio dello spettacolo. Altrettanto formidabile è stato Dario Guidi, interprete dell’alter ego di Renfield, il suo lato oscuro, la sua personalità folle e geniale.
Un ottimo lavoro è stato fatto con la scenografia, costituita da pochi elementi versatili e adatti a ogni ambientazione presentata. Il gioco di luci, poi, ha creato effetti pressoché perfetti, in grado trasmettere allo spettatore le giuste emozioni e sensazioni.
Il ribaltamento di alcuni ruoli, sebbene poco in linea con le aspettative e non apprezzato da tutti, è stato spiegato con una morale un po’ polemica sul futuro della società, che in effetti descrive perfettamente i tempi che stiamo vivendo, in cui la tecnologia ha preso il sopravvento sull’umanità.
VLAD DRACULA IL MUSICAL
uno spettacolo di Ario Avecone e Manuela Scotto Pagliara
regia di Ario Avecone
scritto da Ario Avecone e Manuela Scotto Pagliara
canzoni di Ario Avecone, Simone Martino e Manuela Scotto Pagliara
colonna sonora di Ario Avecone
con Giorgio Adamo (Vlad Dracula) - Arianna (Mina)
Marco Stabile (Jonathan) - Beatrice Baldaccini (Justina)
e con Christian Ginepro nel ruolo di Van Helsing
Antonio Melissa (Renfield); Valentina Naselli (Lucy); Paolo Gatti (Seward); Jacopo Siccardi (Strattford); Dario Guidi (Renfield-X)
ensemble Anna Gargiulo Federica Mosca Marco Bonofiglio
aiuto regia e dinamica scenica Antonio Melissa
scenografie Ario Avecone
costumi Myriam Somma
luci Alessandro Caso
visual art Ario Avecone e Manuela Scotto Pagliara
vocal coach Adriano Scappini
acting coach Antonio Speranza
amministrazione di compagnia Rossella Massari e Antonio Speranza
scenotecnica Dietro le quinte
scene associato Michele Lubrano Lavadera
marketing AMAZING ART
luci associato Antonio Buonincontri
sarta di scena Adelaide D’Ago
capo scenotecnico Raffaele Berazzi
fonico di sala Enzo Siani
fonico di palco Emilio Capuano
foto in studio Eolo Perfido
foto di scena Adriano Criscuolo e Valerio De Felicis
video Guglielmo Lipari e Alfonso Ruggiero
studio di registrazione Trees Studio
web editing Giampietro Marra e Photoacris
ufficio stampa Amazing Art
durata 120 minuti escluso intervallo









