Opinioni di un clown - Notturno Ribelle (recensione)

"Il teatro è una chiesa laica tra la platea e il palco" - da Opinioni di un clown

Enrico Maria Falconi è il clown
Enrico Maria Falconi è il clown

Basterebbe questa battuta (che troppo battuta non è) per descrivere quello che abbiamo visto: un esercizio di stile teatrale dove è sufficiente un appendiabiti per riuscire a fare poesia. Ma ci rendiamo perfettamente conto che così non solo saremmo eccessivamente criptici e completamente fuori dal nostro contesto divulgativo, ma non renderemmo un giusto servigio alla narrazione. Quindi meglio procedere con più rigore e con il massimo ordine.

Luigi (Enrico Maria Falconi) è un clown di aspetto e matrice felliniana che si sta avviando, con una certa fatica, alla fine della sua carriera e al declino affettivo (è stato appena lasciato). Ci fermiamo per una doverosa precisazione: sinceramente non sappiamo se il personaggio si chiami realmente così, ma il nome è un must falconiano, quindi abbiamo deciso di adottarlo, anche se arbitrariamente. In ogni caso il giovanissimo personaggio femminile (Bianca Curci) ha come nome di scena Maria, l'altro must dell'autore.

Come tutte le persone che nella vita hanno avuto il compito di far sorridere gli altri è molto stanco e melanconico. Disilluso forse è il termine più adatto. E visto tutto quello che lo circonda ne ha tutti i motivi. Decide comunque di accettare un praticante (Adriano Aradis), un ragazzo molto giovane, ancora entusiasta, anche se già provato, e con la volontà di cambiare il mondo, almeno quello piccolo piccolo che ruota attorno a sé. Niente di trascendentale o di impossibile da realizzare. Per fare questo però deve imparare e quale miglior maestro di sorriso e di vita di Luigi?

Luigi sa che ha di fronte a sé una grande responsabilità, la stessa che tutti i grandi maestri della risata hanno vissuto sulla propria arte: rendere tecnica quello che per loro è natura. Qui ci permettiamo il richiamo a un personaggio di fantasia che - a nostro giudizio - sposa perfettamente questa linea di demarcazione: Roger Rabbit, che non può non far divertire perché è un cartone (Chi ha incastrato Roger Rabbit, 1988, regia di Robert Zemeckis). E se invece vogliamo mantenerci nella solennità della maschera, rimandiamo al superbo tratteggio di Totò diretto da Mario Mattoli nel 1953, il film - Il più comico spettacolo del mondo - è piccola cosa, ma la preghiera del clown e l'espressività di Totò sono insuperabili.

Se le mie buffonate servono ad alleviare le loro pene, rendi pure questa mia faccia ancora più ridicola, ma aiutami a portarla in giro con disinvoltura. C'è tanta gente che si diverte a far piangere l'umanità, noi dobbiamo soffrire per divertirla. Manda, se puoi, qualcuno su questo mondo capace di far ridere me come io faccio ridere gli altri. 

Fornite le giuste direttive al ragazzo, tra cui spicca "Prima di far ridere devi imparare a nascondere il pianto" (che si sposa perfettamente con la preghiera), le due strade si incrociano dando vita a uno spettacolo correttamente calibrato tra melanconia e poesia, con innesti letterari (Luigi Pirandello e Pablo Neruda), momenti di giocoleria (Aradis proviene realmente dal mondo circense) e un preciso programma musicale, interpretato rigorosamente dal vivo da Tiziano Leonardi e Chiara Di Zopito. A conclusione di tutto anche una breve coreografia di Elisabetta Senni. Il passaggio del testimone si compie davanti ai nostri occhi. Il lungo applauso di saluto agli artisti ne è solo il suggello finale.

Scheda Spettacolo

  • Titolo: Opinioni di un clown - Notturno Ribelle
  • Scritto e diretto da: Enrico Maria Falconi
  • Con: Enrico Maria Falconi, Tiziano Leonardi, Chiara Di Zopito, Bianca Curci, Adriano Aradis
  • Con la partecipazione di: Elisabetta Senni
  • Costumi: Simone Luciani
  • Oggetti di scena: Blue in the Face
  • Durata: un atto unico di 70 minuti
  • Stagione teatrale: 2025/2026
  • Voto: ★★★★☆ (4/5 stelle)

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giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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