Questa strana voglia di vivere al Teatro 7 Off

L'Italia dimenticata dagli italiani in una melanconica commedia di e con Veronica Liberale

I due fratelli di Questa strana voglia di vivere
Maria Cristina (Veronica Liberale) e Salvatore (Guido Goitre), i due fratelli di Questa strana voglia di vivere

Torna in scena a Roma, con un nuovo allestimento
Regia di Pietro De Silva. Con: Veronica Liberale, Camilla Bianchini, Fabrizio Catarci, Luigi Pisani, Vittorio Aparo
Teatro 7 Off, da venerdì 29 ottobre a domenica 1° novembre

«Per quanto difficile possa essere la vita, c’è sempre qualcosa che è possibile fare, e in cui si può riuscire».

Esiste in questa nazione dalla memoria spesso troppo corta un vicino ma lontano passato, fatto di scomodi viaggi in treno, o di lunghe traversate in nave, quando per la povera gente l'acquisto di un biglietto d'aereo era pura fantascienza. Fatto di desideri inseriti in un bagaglio di fortuna, fatto di speranze per un futuro più dignitoso e di speranza di riuscire a mettere assieme, una volta per tutte, il pranzo con la cena, la propria e soprattutto quella per i figli.

A questa piccola Italia fatta di sogni legati con lo spago, molto spesso immortalata in grandi film in bianco e nero (citiamo su tutti "La domenica della buona gente" di Anton Giulio Majano, 1953), realizzati con il meglio offerto dalla cinematografia (e la scrittura) di allora, sembra ispirarsi il nuovo testo di Veronica Liberale, "Questa strana voglia di vivere", per la regia di Fabrizio Catarci (entrambi sono anche in scena), con cui l'autrice romana (possiamo tranquillamente evitare l'aggettivo "promettente", perché oramai è una certezza) ha partecipato al Roma Comic Off 2019, vincendo il premio speciale Andrea Leone.

Nel 1962, Maria Cristina (Veronica Liberale) e il fratello minore Salvatore (Guido Goitre), dopo la morte della mamma, decidono di lasciare il loro paesino in Sicilia e una vita di difficoltà per raggiungere l'altro fratello Giuseppe, già emigrato in Svizzera. Divertente il saluto che i due fanno ad inizio pièce grazie ad un servizio della televisione "svizzerese". Nella piccola ma ricca Confederazione Elvetica, la coppia di consanguinei italiani ha la speranza di trovare "pane e lavoro", lasciando da parte le "lacrime" (cit.), anche se per questo dovranno affrontare un faticoso viaggio sull'espresso della speranza, attraversando tutto il Paese, da Palermo a Torino, prima di cambiare vagone, nazione e vita. Almeno è questa la loro aspettativa.

Tra i due, Salvatore sembra essere l'anello più debole, non è mai riuscito ad avere un lavoro duraturo, non lo aiuta la corporatura mingherlina, la bella voce e i modi educati. Salvatore ama cantare, ma a meno di andare a Canzonissima (popolarissima trasmissione televisiva dell'epoca), non si riesce a mangiare regolarmente canticchiando: i talent show verranno tra molti anni, con effetti sul lungo termine ancora da dimostrare.

Maria Cristina è la classica bellezza mediterranea, composta e ben vestita, in stile "Maria Grazia Cucinotta". Il suo passaggio dalla stazione viene notato da un altro passeggero, Mattia (Alessandro Moser), che grazie alla complicità - "retribuita" - del capotreno (Fabrizio Catarci) riesce a sedere nel loro scompartimento. C'è un ultimo posto libero che viene occupato da Carla (Camilla Bianchini), giovanissima "attrice" di spot (così si chiamano oggi, allora era la "réclame") che deve recarsi a Torino per fare un provino con Dino "Riso". Anche la ragazza ha tante speranze, forte dell'effimera popolarità raggiunta "interpretando" la pubblicità dell'Idrolitina, una popolarissima polverina che rendeva effervescente la normale acqua del rubinetto.

Il vagone intraprende quindi il suo viaggio carico dei sogni dei suoi occupanti, i due siciliani da una parte provano la tristezza di aver lasciato "casa", ma dall'altra sono spinti verso l'incognito dalla loro voglia di cambiare vita; Carla è elettrizzata dal pensiero di vedersi (e farsi vedere dalla sua famiglia) al cinema; Mattia, sedicente scrittore, è più che altro concentrato sull'obiettivo di conquistare le grazie di Cristina, che non sembra indifferente al suo fascino; il capotreno infine è il conduttore del treno (allo stesso tempo anche degli attori) e come tale si pone in una posizione più defilata, accontentandosi di guardare lo scorrere della vita altrui, ma senza partecipare troppo: si limita a fornire le monete di cui Carla - in una modalità espressiva che ci ha evocato la Franca Valeri della "Sora Cecioni" - ha bisogno per telefonare a casa, nel corso delle molteplici soste del treno nelle varie stazioni.

Si tratta di "una storia tenera e divertente, un omaggio all'amore, alla Sicilia e alle nostre illusioni", ha dichiarato Veronica Liberale. E' un delicato racconto che guarda indietro, all'Italia del "voi", aggiungiamo noi, un percorso sul binario di quella povera gente che - allora, in precedenza, ma anche oggi - spesso non aveva altra scelta se non quella di andarsene altrove, ricacciando indietro la lacrima, sperando di essere accolti e non scacciati, almeno con la fortuna di poter prendere un treno, magari in terza classe, e non di dover salire su di un'imbarcazione di fortuna. Un racconto che, nello stile drammaturgico dell'autrice e con un cast sempre all'altezza, riesce a miscelare il sorriso a momenti di più attenta e umana riflessione. Un racconto che, come spesso accade, ti fa uscire dal teatro con la voglia di rientrare subito dopo, per affrontare un ulteriore viaggio, sempre carico di emozioni. E il biglietto costa sicuramente meno di quello di un Frecciarossa, anche di altri colori.

Scheda spettacolo

  • Titolo: Questa strana voglia di vivere
  • Genere: Commedia
  • Autore: Veronica Liberale
  • Con: Veronica Liberale, Guido Goitre, Alessandro Moser, Camilla Bianchini, Fabrizio Catarci
  • Regia: Fabrizio Catarci
  • Costumi: Caterina Lambiase
  • Scelta musicale: Pietro De Silva
  • Luci: Cristiano Milasi
  • Produzione: Sorrisi d'Autore
  • Riconoscimenti: Premio Speciale Andrea Leone, Roma Comic Off 2019
  • Durata: un atto unico di circa 80 minuti
  • Voto: ★★★★☆ (4/5 stelle)
  • Stagione Teatrale: 2019/2020
  • Torna in scena: Teatro 7 Off
  • Data: Da venerdì 29 ottobre a domenica 1° novembre (fuori abbonamento)
  • Luogo: Roma, Via Monte Senario 81a
  • Informazioni: tel. 06.925.99.854 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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