Il piacere dell'attesa al Teatro 7 Off di Roma

Una commedia che sta mietendo (verbo non scelto a caso, vista la trama) successi

il cast artistico in scena
m&s - il cast artistico in scena (foto © media & sipario)

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Teatro 7 Off, dal 6 al 16 maggio 2027

Il piacere dell’attesa è esso stesso il piacere? O meglio, l'attesa del piacere è essa stessa il piacere? Michele La Ginestra ha “scomodato” addirittura Gotthold Ephraim Lessig, scrittore e drammaturgo tedesco del XVIII secolo per il titolo, ma anche per la trama della commedia romantica “Il Piacere dell’Attesa” con la regia di Nicola Pistoia.

Giacomo Verdi (Michele La Ginestra) vive e lavora in un microcosmo che ha creato a sua immagine e somiglianza: un vivaio nel quale il tempo è dettato dalla nascita e crescita delle piante. Dopo aver studiato agraria a Viterbo si è laureato in filosofia a Roma (“scomodo andare e venire”) ed è l’esempio vivente della frase per cui “non si vive per lavorare ma che si lavora per vivere”. Se poi quello che si fa riesce a diventare parte integrante della propria vita, il tempo che si vive è praticamente perfetto. Scorre senza problema alcuno, anche se condiviso con Aldo (Francesco Stella) un uomo-bambino di 39 anni la cui vita invece è scandita dai ritmi dettati dalla madre con la quale ha un rapporto simbiotico. I pranzi, le cene, la spesa precedono, intervallano o seguono il lavoro di cura delle piante al vivaio.

Nella loro cadenzata, seppur non regolata da orologi, vita piomba Camilla (Federica De Benedittis) che invece ha un rapporto con il tempo conflittuale: non ne ha mai, nonostante cerchi di risparmiarlo costantemente utilizzando il cellulare con le cuffiette anche quando è in motorino, mezzo di trasporto che le consente di evitare di rimanere imbottigliata nel traffico e quindi perdere tempo. Ma tutto il tempo che risparmia, dove lo mette? Ne regala tantissimo al proprio capo e quando potrebbe viverlo (piuttosto che usarlo) è talmente stanca da non avere voglia di fare nulla. I tre piani “temporali” si incrociano, si contaminano e… e sicuramente il tempo passato a teatro ad assistere alla commedia non è sprecato, perché La Ginestra dà vita ad una pièce deliziosa, garbata e a tratti commovente, nella quale dissemina piccole perle di saggezza e riflessione che ricordano molto le sceneggiature di Nora Ephron.

Immergersi nel vivaio di Giacomo e nelle considerazioni che fa a Camilla, quando le fa gustare un sorso di vino biologico, piuttosto che il pane fresco che arriva dal fornaio vicino a lui è come ascoltare Harry (Billy Cristal) quando dice a Sally (Meg Ryan) che “quando ti accorgi che vuoi passare il resto della vita con qualcuno, vuoi che il resto della vita cominci il più presto possibile” (da Harry ti presento Sally), oppure ascoltare Joe Fox (Tom Hanks) dissertare su Starbucks: “La ragione per cui esistono posti come Starbucks è che gente che non possiede la minima capacità di prendere decisioni deve prenderne almeno sei per prendere una sola tazza di caffè. Lungo, ristretto, con latte scremato, decaffeinato, con dolcificante, senza zucchero, con zucchero di canna ecc. Così gente che non sa mai che cavolo deve fare o perché è al mondo riesce con soli 2,95 dollari ad ottenere non solo una tazza di caffè ma una decisa consapevolezza di sé” (da C'è posta per te).

Traslando ai giorni nostri e con diverse fattezze maschili questo tipo di drammaturgia, ma convinti che La Ginestra abbia intinto la penna nell’arcobaleno di sfumature femminili, possiamo azzardare che se esistono posti come il vivaio di Giacomo Verdi (e lo speriamo vivamente) è perché le persone possano, varcando la serranda, acquisire una piena consapevolezza che il tempo va vissuto e non “sopravvissuto”.

Tre attori assolutamente perfetti e calati nel ruolo: Francesco Stella dà vita a un Aldo impacciato, semplice e ingenuo nel suo essere infantile che dispensa però una saggezza inaspettata anche nei confronti dello stesso Giacomo. Per un’ora e mezza di messa in scena non esce dal personaggio, ma anzi lo caratterizza mano a mano che si svolge la vicenda. Stessa cosa per Federica De Benedittis che segue l’evoluzione della sua Camilla, amplificata dalla scelta costumistica (Milena Corasaniti). Da donna in carriera in tacchi e cellulare, conscia ma non consapevole del tempo, si trasforma piano piano in una persona più accomodante e più “comoda” come se i vestiti divenissero il rispecchiamento della presa di coscienza di quello che sta vivendo, ma soprattutto perdendo. 

Un plauso – oltre che alla regia di Nicola Pistoia (anche in un cameo come voce fuori campo) coadiuvato da Loredana Piedimonte – all’allestimento scenico. Teresa Caruso ha scelto di identificare il vivaio con una serie di pareti a vetro, come quelle di una serra, quasi ad amplificare che sia dall’interno che dall’esterno si può “vedere” cosa succede e come si può scegliere di vivere e trascorrere il tempo. Basta solo decidere da che parte stare e, quando si è pronti, varcare la soglia della consapevolezza.

Garbata, godibile, divertente, con un ritmo sostenuto dalle battute divertenti (“l’origano prima era liscio poi lo-rigano”) e senza mai essere volgare. Una commedia riuscitissima che conferma la capacità artistica di Michele La Ginestra (ma noi lo sapevamo già, basta scorrere - qui sotto - la lista dei suoi spettacoli, la maggior parte dei quali già recensiti). Non solo è un attore di spessore, ma anche un pregevole autore capace di parlare al pubblico in modo diretto ed efficace.

Scheda spettacolo

  • Titolo: Il piacere dell'attesa
  • Genere: Commedia
  • Scritto e interpretato da: Michele La Ginestra
  • Con: Federica De Benedittis, Francesco Stella
  • Regia: Nicola Pistoia
  • Aiuto regia: Loredana Piedimonte
  • Scene: Teresa Caruso
  • Costumi: Milena Corasiniti
  • Disegno Luci: Niccolò Santibelli
  • Scenografia: Chiara Marasco, Livia Barberini
  • Durata: 90 minuti circa, escluso intervallo
  • Voto: ★★★★☆ (4/5 stelle)
  • Stagione Teatrale: 2023/2024
  • Torna in scena: Teatro 7 Off
  • Data: Dal 6 al 16 maggio 2027
  • Luogo: Roma; via Monte Senario 81a
  • Informazioni: tel. 06.925.99.854 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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